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22:48 martedì 19 maggio 2026
Se siete in Sicilia e incontrate Mick Jagger, sappiate che è lì perché interpreta il padre di Josh O’Connor nel nuovo film di Alice Rohrwacher La sua parte però sarà piuttosto breve, poco più di una scena accanto a Kyo, il personaggio interpretato da Josh O'Connor.
Il prezzo del desideratissimo Royal Pop di Swatch e Audemars Piguet è già crollato ma era assolutamente prevedibile Molti reseller stanno dunque scoprendo solo ora che passare ore in fila ad aspettare forse non è stata la più sensata delle decisioni.
Cate Blanchett produrrà l’adattamento cinematografico di Fashionopolis, il famosissimo libro-denuncia sul fast fashion di Dana Thomas Lo farà con la sua società di produzione, Dirty Films. Il film verrà scritto (e co-prodotto) dalla stessa Dana Thomas e diretto da Reiner Holzemer.
La Presidente irlandese Catherine Connolly ha detto di essere orgogliosa di sua sorella Margaret, medico di bordo della Global Sumud Flotilla arrestata dalle forze armate israeliane Lo ha detto durante un incontro con re Carlo a Buckingham Palace. E ha aggiunto di essere anche «molto preoccupata».
Sta per uscire un gioco da tavolo in cui interpreti un lavoratore che deve sopravvivere alla vita in ufficio senza andare in burnout Si chiama Burnout e lo hanno ideato due ragazzi che hanno lasciato il loro lavoro per dedicarsi solo al game design. E anche per scampare al burnout.
Dopo 55 anni di oblio e censura, a Cannes verrà finalmente presentata la versione restaurata de I diavoli di Ken Russell E dopo la prima a Cannes, a ottobre verrà una nuova distribuzione nelle sale e soprattutto una nuova versione home video da collezione.
Sempre più scrittori inseriscono apposta dei refusi nei loro testi per non essere accusati di usare l’AI È una sorta di test di Turing al contrario: adesso sono gli esseri umani a dover dimostrare di non essere delle macchine.
Le città di pianura è tornato al cinema ed è di nuovo uno dei film che sta incassando di più Tornato in sala dopo il trionfo ai David, il film di Francesco Sossai è attualmente quinto al botteghino e ha incassato più di 2 milioni di euro.

L’arte di Instagram

I cinque anni di Instagram e la sua ascesa inarrestabile. Cinque account da seguire per scoprire che non è solo il regno del selfie.

23 Settembre 2015

Il 6 ottobre 2010 Instagram compirà cinque anni. La ricorrenza, insieme alla sua sempre più solida ascesa, ci ha spinti a dedicare al social network la prossima storia di copertina della nostra rivista, in edicola da venerdì.

La prima cosa che viene percepita da chi si avvicina a Instagram, e forse anche da chi ne rimane distante, è la sua immagine di amplificatore della vita, soprattutto intima, delle celebrità. Kim Kardashian, Beyoncé, Miley Cyrus, Taylor Swift, eccetera, eccetera… Subito dopo saltano all’occhio le sue “funzioni commerciali”, modelle e modelli, che hanno curato in modo maniacale la loro capacità di influenza, e che oggi si fanno pagare per apparire con vestiti, scarpe, accessori nelle foto che postano sul social network. Ci sono poi le proverbiali fotografie di cibo,  colazioni, piatti, che hanno persino spinto una catena di fast-food americana a rimodulare l’aspetto delle sue pietanze. Ma nelle immagini dei trecento milioni di utenti c’è ovviamente tantissimo altro. Pochi sanno per esempio che il “brand” più seguito al mondo è l’account del National Geographic che posta moltissime, spesso meravigliose, foto naturalistiche che danno la vertiginosa sensazione di essere collegati al mondo, inteso come luogo di paesaggi e di specie. Ancora poco esplorate sono, invece, le potenzialità narrative e artistiche di questo mezzo, che però lascia intravedere molte possibilità di espressione. E, in effetti, anche solo guardando le foto di chiunque, siamo tentati di costruire mentalmente la storia che attraversa la sua vita, come se la sequenza di immagini costituisse una forma di micronarrativa.

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Ne parliamo anche sulla rivista: nel 2014 Richard Prince compra un iPhone, scopre Instagram e partorisce subito un’idea. Ispirato da una sua stessa serie (Portrait del 1984),  si appropria delle immagini che trova, aggiungendo un commento personale sotto il post. Dopo di che stampa, espone in galleria e vende “l’opera”. Il suo chiaramente è un esempio di ready-made, ovvero di come qualcosa che non nasce come arte possa diventare arte. Al contrario si trovano su Instagram account che dichiarano più o meno esplicitamente la loro natura espressiva e di sperimentazione. Qui di seguito segnaliamo cinque account che vale la pena osservare per capire che Instagram non è solo il regno del selfie, del glamour, dell’autocelebrazione (tutte cose comunque con cui non possiamo rifiutarci di fare i conti).

Schermata 09-2457289 alle 11.00.441) L’account di Hans Ulrich Obrist, il famosissimo curatore, direttore di Serpentine Gallery, è un vero e proprio progetto in divenire intitolato The Art of Handwriting, che consiste in una raccolta di foto di biglietti con scritte e disegni a mano da artisti e non. In un’intervista Obrist ha dichiarato che entrare in Instagram è stato come «essere gettati in acqua e dover imparare a nuotare», il che lo ha spinto automaticamente a farsi venire un’idea che non fosse postare semplicemente le foto dei suoi viaggi. «Trovare le regole del gioco», o inventarne di nuove. Nonostante esista già da cinque anni, Instagram più di ogni altro social network dà la sensazione che sia possibile farlo.

2) Schermata 09-2457289 alle 11.12.23L’account dell’artista argentina Amalia Ulman è un performance di travestimenti e plagio dell’estetica media di Instagram. Amalia interpreta di volta in volta dei personaggi tipo (la fashion victim, la ballerina, l’amante dei libri) e mette in scena immagini di vite in linea con il personaggio. Credibili al punto che molti dei suoi commentatori fraintendono completamente il senso di quello che fa.

3) Asap Rocky, il rapper newyorkese, ha iniziato invece a comporre sul suo profilo dei mosaici, i cui tasselli sono le singole foto postate, che prese singolarmente non hanno significato. Sono come murales giganti, totalmente autocelebrativi, ma scorrere il pollice sullo schermo è una gioia per gli occhi.

4)Schermata 09-2457289 alle 11.44.07 Socality Barbie è uno strano incredibile fenomeno mondiale (più di un milione di seguaci). L’account mostra la vita quotidiana di una Barbie attraverso immagini, che non solo hanno una ammirevole cura per il dettaglio, ma riescono anche a trasmettere un contenuto sentimentale, o persino poetico.

Schermata 09-2457289 alle 11.51.375) We Never Met, un progetto ideato da due braziliani, creativi della Ogilvy di Londra, più classico e improntato alla fotografia pura, è l’account che mostra immagini di esseri umani ritratti di spalle e che sembra rispondere all’utopistica aspirazione di catalogare il genere umano. Mai come in questo, ogni immagine contiene una microstoria, o meglio i puntini di una storia che siamo tentati di unire. E anche qui, come nel caso di natgeo, l’ebbrezza di essere affacciati sul mondo.

In evidenza, in testata, all’interno: immagini di Richard Prince (Courtesy of Gagosian 976 Madison Avenue, New York; Gagosian, 17-19 Davies Street, London; Blum & Poe, Tokyo). All’interno, sono state tratte anche dagli account di Hans Ulrich Obrist, Amalia Ulman, Socality Barbie, We Never Met.
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