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04:36 giovedì 30 aprile 2026
Il governo sudafricano ha dovuto ritirare la sua proposta di legge sull’AI perché si è scoperto che è stata scritta con l’AI In particolare, si è scoperto che l'AI si era inventata di sana pianta tutta la bibliografia alla base del testo di legge.
Secondo uno studio, nelle città europee sta diventando quasi impossibile spostarsi senza la macchina Milano è una delle poche in cui si riesce a muoversi almeno un po' con i mezzi pubblici. A Roma, invece, la situazione è disastrosa.
Mentre faceva uscire il nuovo singolo, preparava un tour continentale e invitava a boicottare l’Eurovision, Robert Del Naja dei Massive Attack ha trovato anche il tempo di farsi arrestare a una manifestazione pro Palestina Stava manifestando a Trafalgar Square esponendo un cartello con su scritto «Mi oppongo al genocidio, sostengo Palestine Action».
Quest’anno in concorso al Festival di Cannes ci sono soltanto film lunghissimi Oltre la metà durano più di due ore, ben otto superano le due ore e mezza, ce n'è uno che arriva a tre ore e un quarto.
Il Met Gala starebbe abbassando i prezzi perché con Jeff Bezos e Lauren Sánchez a finanziarlo nessuno ha granché voglia di andarci Dagli iniziali 75 mila dollari per l'ingresso e 350 mila per un tavolo da 10, i prezzi adesso si starebbero abbassando sensibilmente.
Con tutto quello che sta succedendo nel mondo, Donald e Melania Trump stanno impiegando tempo ed energie per litigare con Jimmy Kimmel (di nuovo) Stavolta i Trump si sono arrabbiati per una battuta in cui Kimmel definiva Melania «una vedova in divenire».
Acne Paper ha messo in mostra per la prima volta 70 disegni di René Bouché che ritraggono 70 donne che hanno fatto la storia Tra i ritratti dello storico illustratore di Vogue compaiono i volti di Lee Radziwill, Billie Holiday, Helena Rubinstein e Babe Paley.
Adesso anche TikTok fa la sua classifica dei bestseller Uscirà ogni mese e incrocerà le vendite dei libri con le visualizzazioni che i contenuti dedicati a quel libro ottengono sul social.

Di cosa si è parlato questa settimana

Se è vero che il battito d'ali di una farfalla in un emisfero può scatenare un uragano nell'altro, allora deve essere vero anche che un singolo chiodo può fermare tutti i treni d'Italia.

di Studio
05 Ottobre 2024

Esteri – Bombardieri su Beirut
Una settimana fa un bombardamento di Israele a Beirut ha ucciso Nasrallah, il leader di Hezbollah, e da quel momento le cose si sono mosse in modo rapido, mortale e sempre più preoccupante. La reazione dell’Iran è arrivata martedì: 180 missili balistici sono volati dalla Repubblica islamica verso Israele, e molti sono caduti, cioè non sono stati intercettati. Nessuna vittima tra gli israeliani, un morto palestinese invece in Cisgiordania. Le immagini dei missili che volano sui cieli di Tel Aviv hanno fatto il giro di internet, come quelle del nuovo bombardamento israeliano su Beirut, la capitale del Libano, di giovedì 3 ottobre. L’obiettivo, ha scritto il Nyt, era il nuovo leader del gruppo sciita, Hashem Safieddine. Nel giro di pochi giorni, le bombe di Tel Aviv sul Libano hanno ucciso più di mille civili, mentre prosegue ormai da quattro giorni l’invasione di terra nel sud del Paese. Hezbollah risponde. Per Israele il Segretario dell’Onu Guterres è “persona non grata”. La fine è lontana, o vicina, dipende.

Polemiche – Appesi a un chiodo
Si dice sempre che in Italia non si trova mai il responsabile dei disservizi che spessissimo piagano i trasporti pubblici. Qualsiasi cosa succeda, alla fine l’unica cosa che resta da fare è maledire il destino avverso e sperare che il futuro riservi momenti più felici. Tutto si può dire a Matteo Salvini, e in particolare al Matteo Salvini ministro dei Trasporti, tranne che non abbia provato a invertire questa indolente tendenza italiana. Certo, le ferrovie italiane hanno vissuto una delle peggiori giornate della loro storia, ma almeno stavolta abbiamo saputo subito perché e come è successo: c’era un chiodo piantato male.

Politica – Non c’è campo
Per un elettore del centro-sinistra italiano, Godot è il campo largo: passi tutta la tua vita ad aspettare che arrivi, speri che quando arriverà porterà la risposta a tutte le domande e la soluzione a tutti i problemi, e in attesa del campo largo quelli del campo l’altro, il centro-destra, vincono le elezioni e governano il Paese. Ma si dirà: non è forse l’attesa del campo largo essa stessa il campo largo? Se davvero fosse così, allora c’è da ringraziare Giuseppe Conte, che ha detto che per colpa di Renzi, per colpa di Schlein, per colpa di tutti (tranne che sua, si capisce), anche questa volta il campo largo si fa la prossima volta. Forse il campo largo non si farà mai, e forse proprio per questo esisterà per sempre come le idee, che esistono finché ci credi, e finiscono quando si realizzano.

Editoria – Sesta Repubblica
Il quotidiano fondato da Eugenio Scalfari non trova requie. Dopo le ventennali direzioni del suo fondatore (1976-1996) e di Ezio Mauro (1996-2016), negli ultimi 8 anni si sono succeduti la bellezza di tre direttori: Calabresi prima, Verdelli poi, e infine Molinari, tutti protagonisti (e vittime) di alterne vicende, tra tentativi di rinnovamento, sterzate alla linea editoriale, copie perse e redazioni in subbuglio. Mario Orfeo, il nuovo direttore, è sicuramente uno che ne ha viste tante tra tv (Tg1 e Tg3) e carta stampata (ex direttore del Messaggero e del Mattino), e la sua figura potrebbe essere quella di un normalizzatore nel rapporto coi giornalisti e di timoniere di una leggera virata a sinistra, forse più consona alla storia del giornale.

Moda – Michele, ma belle
Era il debutto più atteso dell’intera stagione di sfilate e non ha deluso nessuno, né chi ne aspettava il ritorno impazientemente né chi non aspettava altro di poterlo criticare. Alessandro Michele è l’unica vera popstar della moda contemporanea, l’unico direttore creativo in grado di costruire un universo di significati talmente ampio e stratificato da tenere insieme tutte le sue ossessioni e, allo stesso tempo, attrarre anche chi di moda non ne sa nulla. Lo ha confermato con la sua prima collezione da Valentino, andata in scena a Parigi la scorsa domenica: siamo felici di averlo ritrovato, più Alessandro Michele che mai.

Ancora moda – Hedi, ti sorridono i conti
Non aveva fatto in tempo a finire la settimana della moda di Parigi, con Kylie Jenner che ancora sfilava a Disneyland per Coperni, che nel settore era già scoppiato un altro caso. Un asettico comunicato (in francese prima, in inglese poi) annunciava infatti che Hedi Slimane, dopo sette anni, lasciava la direzione creativa di Celine. Dopo qualche ora un altro comunicato, nello stesso tono, annunciava invece che il nuovo direttore creativo era Michael Rider, ex direttore creativo di Polo Ralph Lauren ma anche ex braccio destro di Phoebe Philo proprio da Celine, quando il brand aveva ancora l’accento. Ora come ora, non ci rimane che aspettare per sapere se quell’accento ritornerà e se Slimane andrà, come la sua ultima collezione sembrava annunciare, da Chanel.

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