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18:28 giovedì 17 settembre 2026
Una città in Belgio ha affidato la cura dei suoi prati a un gregge di pecore e le pecore sono state così brave a curare i prati che ora il Comune assumerà altre pecore per curare i prati Si chiamano Lactose, Rayban, Pils, Domino, Katimini, Maria, Juliette e Puyu. E il Comune di Ixelles non può più fare a meno di loro nella cura del verde pubblico.
Stati Uniti e Israele hanno concluso una delle più grosse compravendite di una delle più grosse bombe di tutti i tempi Bombe che pesano tutte almeno una tonnellata, pensate per distruggere edifici interi e che quando esplodono lasciano crateri profondi 15 metri.
Macklemore ha donato tutti i soldi guadagnati nel tour di Ed Sheeran a organizzazioni umanitarie che aiutano i palestinesi Un milione di dollari a sei diverse organizzazioni umanitarie. «Una vita palestinese non vale meno di qualsiasi altra vita sulla Terra», ha detto.
JD Vance si è lanciato in un incredibile spiegone per dimostrare che Emily in Paris è la miglior serie di sempre e lo «Shakespeare della nostra epoca» Secondo il Vicepresidente la serie è «una grande critica culturale al processo decisionale dei Millennial».
Se sei l’erede di una grande dinastia della moda italiana e ti serve un direttore creativo per il tuo brand, chiami Dario Vitale Dopo l'esperienza da Versace, Dario Vitale diventa il primo creativo esterno ad assumere la guida di Emporio e degli accessori Giorgio Armani, segnando la prima vera svolta della maison dopo la scomparsa del fondatore.
Nonostante gli scienziati dicano che non funzionerà mai, diverse persone stanno pagando 200 mila euro a un’azienda australiana per far congelare i loro cadaveri nella speranza di essere resuscitati in futuro L'azienda si chiama Southern Cryonics, si trova a Holbrook, nel New Souther Wales, e ai suoi clienti propone "a chance of life extension".
Per salvare i suoi cittadini dal brainrot, Singapore ha deciso di pagarli per leggere almeno 15 minuti al giorno Quindici minuti valgono venti monete virtuali, per arrivare a un dollaro di Singapore ne servono mille, cioè cinquanta giorni di lettura.
Dopo che Ed Sheeran ha cacciato Macklemore dal suo tour per aver urlato Free Palestine dal palco, tutti i musicisti che lavoravano al tour lo hanno abbandonato per protesta Finneas O'Connel, Lukas Graham, Aaron Rowe e i Beoga si sono ritirati dal Loop Tour subito dopo la cacciata di Macklemore, in aperta polemica con Sheeran.

Di cosa si è parlato questa settimana

Se è vero che il battito d'ali di una farfalla in un emisfero può scatenare un uragano nell'altro, allora deve essere vero anche che un singolo chiodo può fermare tutti i treni d'Italia.

di Studio
05 Ottobre 2024

Esteri – Bombardieri su Beirut
Una settimana fa un bombardamento di Israele a Beirut ha ucciso Nasrallah, il leader di Hezbollah, e da quel momento le cose si sono mosse in modo rapido, mortale e sempre più preoccupante. La reazione dell’Iran è arrivata martedì: 180 missili balistici sono volati dalla Repubblica islamica verso Israele, e molti sono caduti, cioè non sono stati intercettati. Nessuna vittima tra gli israeliani, un morto palestinese invece in Cisgiordania. Le immagini dei missili che volano sui cieli di Tel Aviv hanno fatto il giro di internet, come quelle del nuovo bombardamento israeliano su Beirut, la capitale del Libano, di giovedì 3 ottobre. L’obiettivo, ha scritto il Nyt, era il nuovo leader del gruppo sciita, Hashem Safieddine. Nel giro di pochi giorni, le bombe di Tel Aviv sul Libano hanno ucciso più di mille civili, mentre prosegue ormai da quattro giorni l’invasione di terra nel sud del Paese. Hezbollah risponde. Per Israele il Segretario dell’Onu Guterres è “persona non grata”. La fine è lontana, o vicina, dipende.

Polemiche – Appesi a un chiodo
Si dice sempre che in Italia non si trova mai il responsabile dei disservizi che spessissimo piagano i trasporti pubblici. Qualsiasi cosa succeda, alla fine l’unica cosa che resta da fare è maledire il destino avverso e sperare che il futuro riservi momenti più felici. Tutto si può dire a Matteo Salvini, e in particolare al Matteo Salvini ministro dei Trasporti, tranne che non abbia provato a invertire questa indolente tendenza italiana. Certo, le ferrovie italiane hanno vissuto una delle peggiori giornate della loro storia, ma almeno stavolta abbiamo saputo subito perché e come è successo: c’era un chiodo piantato male.

Politica – Non c’è campo
Per un elettore del centro-sinistra italiano, Godot è il campo largo: passi tutta la tua vita ad aspettare che arrivi, speri che quando arriverà porterà la risposta a tutte le domande e la soluzione a tutti i problemi, e in attesa del campo largo quelli del campo l’altro, il centro-destra, vincono le elezioni e governano il Paese. Ma si dirà: non è forse l’attesa del campo largo essa stessa il campo largo? Se davvero fosse così, allora c’è da ringraziare Giuseppe Conte, che ha detto che per colpa di Renzi, per colpa di Schlein, per colpa di tutti (tranne che sua, si capisce), anche questa volta il campo largo si fa la prossima volta. Forse il campo largo non si farà mai, e forse proprio per questo esisterà per sempre come le idee, che esistono finché ci credi, e finiscono quando si realizzano.

Editoria – Sesta Repubblica
Il quotidiano fondato da Eugenio Scalfari non trova requie. Dopo le ventennali direzioni del suo fondatore (1976-1996) e di Ezio Mauro (1996-2016), negli ultimi 8 anni si sono succeduti la bellezza di tre direttori: Calabresi prima, Verdelli poi, e infine Molinari, tutti protagonisti (e vittime) di alterne vicende, tra tentativi di rinnovamento, sterzate alla linea editoriale, copie perse e redazioni in subbuglio. Mario Orfeo, il nuovo direttore, è sicuramente uno che ne ha viste tante tra tv (Tg1 e Tg3) e carta stampata (ex direttore del Messaggero e del Mattino), e la sua figura potrebbe essere quella di un normalizzatore nel rapporto coi giornalisti e di timoniere di una leggera virata a sinistra, forse più consona alla storia del giornale.

Moda – Michele, ma belle
Era il debutto più atteso dell’intera stagione di sfilate e non ha deluso nessuno, né chi ne aspettava il ritorno impazientemente né chi non aspettava altro di poterlo criticare. Alessandro Michele è l’unica vera popstar della moda contemporanea, l’unico direttore creativo in grado di costruire un universo di significati talmente ampio e stratificato da tenere insieme tutte le sue ossessioni e, allo stesso tempo, attrarre anche chi di moda non ne sa nulla. Lo ha confermato con la sua prima collezione da Valentino, andata in scena a Parigi la scorsa domenica: siamo felici di averlo ritrovato, più Alessandro Michele che mai.

Ancora moda – Hedi, ti sorridono i conti
Non aveva fatto in tempo a finire la settimana della moda di Parigi, con Kylie Jenner che ancora sfilava a Disneyland per Coperni, che nel settore era già scoppiato un altro caso. Un asettico comunicato (in francese prima, in inglese poi) annunciava infatti che Hedi Slimane, dopo sette anni, lasciava la direzione creativa di Celine. Dopo qualche ora un altro comunicato, nello stesso tono, annunciava invece che il nuovo direttore creativo era Michael Rider, ex direttore creativo di Polo Ralph Lauren ma anche ex braccio destro di Phoebe Philo proprio da Celine, quando il brand aveva ancora l’accento. Ora come ora, non ci rimane che aspettare per sapere se quell’accento ritornerà e se Slimane andrà, come la sua ultima collezione sembrava annunciare, da Chanel.

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Comprami, io sono in vendita

È incredibile pensarci nell'epoca di Sydney Sweeney, ma ricordate quando per un artista non c'era niente di più disdicevole e imbarazzante che vendersi ed essere etichettati come sell out?