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I registi e i produttori di Naza hanno deciso che il film si potrà vedere in streaming gratuitamente Dopo la distribuzione in sala, il film sarà disponibile per tutti sul sito del Guardian.
I detenuti di Bollate hanno fatto un album trap e rap interamente scritto, registrato e prodotto all’interno del carcere Si chiama 30 OP, è composto da 13 brani e ed è ora disponibile su tutte le piattaforme musicali.
C’è una mostra dei fashion artists Viktor&Rolf in 10 Corso Como chiamata Spectrum Dal 25 settembre al 22 novembre 2026, la Galleria di 10 Corso Como presenta «Spectrum», la prima personale italiana dedicata a Viktor&Rolf.
Sofia Coppola sta festeggiando i venti anni di Marie Antoinette con una mostra alla Reggia di Versailles Gli spazi del Petit Trianon ospitano costumi, accessori, moodboard, sceneggiature annotate, fotografie, schizzi preparatori, elementi di scenografia e anche alcune sequenze del film proiettate negli stessi ambienti in cui furono girate.
Il fatto che sempre più biblioteche permettano di prendere in prestito gli ebook sta portando a un calo delle vendite delle librerie Una ricerca sostiene che il prestito digitale fa diminuire gli acquisti soprattutto nelle prime settimane dopo l'uscita, quelle in cui si decide il destino commerciale di un libro.
El Niño ha causato delle piogge così intense da far sbocciare migliaia e migliaia di fiori nel deserto di Atacama, uno dei luoghi più aridi del mondo È un fenomeno chiamato "deserto fiorito": 15 ettari di deserto improvvisamente coperti di fiori bianchi, viola e gialli.

Il tabellone Partenze/Arrivi più spaventoso della storia di Trenitalia

02 Ottobre 2024

La scorsa estate ci è stato ricordato che visione terrificante sia il Blue Screen of Death di Windows, divenuto simbolo del “Biggest IT Outage Ever”, uno sfortunato evento che ha toccato quasi tutte le umane attività ma che ha avuto conseguenze davvero disastrose nel settore dei trasporti. L’estate è finita da poco ed ecco un altro simbolo di sventura, un altro schermo che segnala l’avvenuto disastro: il Black Screen of Death di Trenitalia, come hanno iniziato a chiamarlo alcuni sui social in queste ore. Il tabellone delle partenze e degli arrivi più fotografato nella storia del trasporto ferroviario italiano, riassunto delle ore orribili vissute dai viaggiatori di tutto il Paese (come se quelle già vissute in estate non fossero state sufficienti).

«Una disconnessione degli impianti», così Trenitalia ha spiegato il malfunzionamento avvenuto alla Stazione Termini di Roma tra le 6:30 e le 8:45 di questa mattina, un problema tecnico che ha di fatto causato la paralisi di tutta la rete ferroviaria. Alla 9:30 la stessa Trenitalia ha annunciato la risoluzione del problema grazie a un intervento dei tecnici delle Ferrovie dello Stato, ma nel frattempo, come riporta il Corriere, già 30 treni, tra Alta velocità, Intercity e Regionali, avevano accumulato enormi ritardi e diversi erano stati cancellati. Il malfunzionamento è stato talmente grave ed è durato così a lungo che a un certo punto si è anche ipotizzato un attacco hacker. Ma, come sempre, conviene usare il rasoio di Occam e accettare la soluzione più semplice: la rete ferroviaria italiana ha tali e tanti problemi che non c’è bisogno della Spectre per mandarla in tilt.

La questione è nota, anche perché ne abbiamo discusso tantissimo questa estate, quando i ritardi dei treni erano stati, ancora una volta, argomento di dibattito nazionale. C’è un problema che riguarda lo stato dell’infrastruttura stessa: troppi treni troppo vecchi, stazioni che sono state concepite e costruite per un’epoca in cui il traffico sulle linee ferroviarie era assai minore di quello attuale. Anche la rete più giovane, quella dell’Alta velocità, costruita nel 2009, è nei guai per questo motivo: quando fu inaugurata ci viaggiavano 50 treni al giorno, oggi ogni giorno ne passano più di 200. A Roma un treno Av arriva o parte ogni 5 minuti, da Milano ogni giorno transitano 1500 treni, da Firenze 840. A tutto questo si aggiunge la cronica incapacità di far fronte – per non dire di prevedere e prevenire – agli incidenti e ai contrattempi, che aumentano all’aumentare del numero di treni che viaggiano e all’invecchiare dei mezzi più vetusti. Ragione per la quale si è fatto prima a normalizzare i ritardi che a eliminarli: oggi l’Alta velocità è previsto faccia la tratta Milano-Roma in tre ore e dieci. Quando fu inaugurata il viaggio si faceva in tre ore.

La speranza è che quella parte del Pnrr dedicata ai trasporti risolva finalmente questi problemi. Nel frattempo, però, toccherà avere pazienza e trovare un posto comodo in stazione in cui aspettare il treno che arriva: a contribuire ai ritardi di questi mesi ci sono stati anche i 1400 cantieri aperti lungo tutta la rete ferroviaria.

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