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09:38 mercoledì 12 agosto 2026
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.
Iberia, la compagnia aerea di bandiera della Spagna, ha organizzato un volo speciale per “inseguire” e trasmettere in streaming l’eclissi solare del 12 agosto Si tratta della prima eclissi solare totale visibile dalla Spagna continentale dal 1905. Come si può capire, c'è una certa attesa attorno all'evento.
Una professoressa universitaria è stata licenziata per aver letto e spiegato ai suoi studenti un racconto di Ottessa Moshfegh È successo a Vinita Prabhakar: Bettering Myself, racconto del 2013 di Moshfegh, le è costato il posto al South Florida State College.
Il nuovo, attesissimo, chiacchieratissimo romanzo di Rachel Cusk che potrebbe come non potrebbe parlare (male) di Natalie Portman Il romanzo si intitola Life of M, e in effetti le somiglianze tra il personaggio M e la persona Natalie Portman sono abbastanza innegabili.
I lavoratori dei musei di Venezia minacciano lo sciopero perché sono costretti a lavorare con 30° gradi al chiuso a causa dell’aria condizionata che funziona male o manca del tutto Una situazione così grave da portare al rischio di «spossatezza, crampi e colpi di calore» per i lavoratori, ai quali mancherebbe anche la formazione adeguata per affrontare questa emergenza.
Per sopperire al taglio dei fondi per la ricerca, un gruppo di scienziati che studia le marmotte ha aperto un canale OnlyFans tutto dedicato alle marmotte OnlyMarms (si chiama proprio così) è gratuito, pubblica «contenuti non censurati di marmotte dalle Montagne Rocciose» e accetta mance per la buona causa della scienza.

In Iran i morti potrebbero essere 30mila in due giorni, la strage più efferata dalla Seconda guerra mondiale

L'unico precedente paragonabile sarebbe l'eccidio di Babyn Yar dove, tra il 29 e il 30 settembre del 1941, i nazisti uccisero 33 mila ebrei ucraini.

26 Gennaio 2026

Sono settimane che le organizzazioni e la comunità internazionale chiedono al regime iraniano di porre fine alla violenta repressione delle proteste, di ristabilire le telecomunicazioni nel Paese e di permettere alle vittime di raccontare quello che è successo. Nessuna di queste richieste è stata esaudita, siamo al 26 gennaio, le proteste e la repressione vanno avanti da più di un mese e ancora non è stato possibile nemmeno accertare quante persone siano morte, uccise dal governo. La più pessimistica delle stime la riporta il Time, che cita due fonti del ministero della Salute iraniano: in due giorni soltanto, tra l’8 e il 9 di gennaio, sarebbero morte 30 mila persone. È una cifra al momento impossibile da verificare e confermare, come scrivono Kay Armin Serjoie, Roxana Saberi e Fatemeh Jamalpour nello stesso articolo del Time. Ma se davvero le cifre fossero queste, l’unica strage paragonabile sarebbe quella di Babyn Yar dove, tra il 29 e il 30 settembre del 1941, i nazisti uccisero 33 mila ebrei ucraini.

Nonostante la difficoltà nel trovare e confermare informazioni, c’è la certezza che la situazione in Iran sia di gran lunga peggiore di quella già terribile raccontata da diverse organizzazioni internazionali e ricostruzioni giornalistiche. Esponenti del regime, fedelissimi all’ayatollah Khamenei, il 21 gennaio avevano confermato 3117 morti, un conto nel quale facevano rientrare anche soldati e poliziotti inviati nelle città a reprimere le proteste. L’organizzazione umanitaria americana Human Rights Activists News Agency, a quel punto, aveva già confermato indipendentemente 5459 morti e stava indagando sulla sorte di altre 17 mila persone. Non è passata neanche una settimana e questi numeri, già tremendi, sono ampiamente superati. I 30 mila morti di cui parla l’articolo del Time troverebbero parziale conferma nelle testimonianze di medici e personale di soccorso iraniani: in questi giorni, hanno raccontato, i morti sono stati talmente tanti che negli ospedali non bastavano le sacche in cui mettere i cadaveri; le ambulanze disponibili non erano sufficienti ed è stato necessario ricorrere a mezzi di fortuna come furgoni e camioncini.

Queste prime testimonianza sono poi state, almeno in parte, confermate dai numeri forniti da alcuni ospedali iraniani. In particolare, sei ospedali di Tehran hanno confermato 217 morti già poche ore dopo l’inizio delle violenze delle forze dell’ordine e delle forze armate giovedì 8 gennaio. Due giorni dopo, il 10, il personale sanitario degli ospedali di tutto il Paese stimava che i morti fossero 16500. Erano soltanto stime parziali, purtroppo.

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Tra i firmatari ci sono anche Shirin Neshat, Jafar Panahi Juliette Binoche, Marion Cotillard e Yorgos Lanthimos.