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01:49 sabato 17 ottobre 2026
Un report dell’Onu dice che in Cisgiordania non ci sono mai stati così tanti atti di violenza dei coloni israeliani Nei primi quattro mesi del 2026 erano già 190 al mese, numeri che porterebbero a superare i duemila attacchi entro la fine dell'anno.
C’è un ragazzo inglese che da 7 anni recensisce panchine su Instagram Il suo profilo si chiama RateThisBench, raccoglie ormai più di 300 recensioni di panchine ed è anche il modo in cui ha conosciuto sua moglie.
L’Agenzia meteorologica giapponese ha avvisato i cittadini dell’imminente arrivo del terremoto più forte di sempre, poi ha cancellato l’avviso e ha detto di essersi sbagliata A quanto pare, si è trattato di un gigantesco errore del sistema di allerta precoce, di solito affidabilissimo e precisissimo.
La Giornata nazionale della meraviglia e la Giornata nazionale del riciclo della carta hanno messo a dura prova la pazienza di Sergio Mattarella Dopo aver firmato una legge che istituisce l'una e l'altra, il Presidente della Repubblica ha invitato la politica a darsi una regolata perché queste giornate stanno «vertiginosamente aumentando».
I matematici di tutto il mondo sono disperati dopo che ChatGPT ha risolto 372 problemi a cui loro lavoravano da anni in tre ore Ora i matematici stanno ancora cercando di capire quanto ci sia di giusto, e cosa voglia dire adesso fare il loro mestiere.
Di tutte le cose incredibili che succedono continuamente sul Monte Bianco, il fatto che la sua altezza aumenti (o diminuisca) ogni anno è la meno incredibile di tutte In questo periodo misura 4.807,47 metri: la sua crescita dipende da fenomeni «estremamente variabili».
Del possibile allarme sanitario in Siberia si sono preoccupati tutti tranne gli abitanti della cittadina siberiana da cui l’allarme è partito L'OMS chiede spiegazioni, Trump ne parla, i giornali di mezzo mondo scrivono di peste. A Irkutsk e a Shelekhov nessuno porta la mascherina e la frase che ripetono tutti è «va tutto bene, è tutto normale»
Nel centenario di Winnie the Pooh, l’Inghilterra sta litigando con l’America perché vuole che le siano restituiti gli orsacchiotti fatti dal creatore di Winnie the Pooh Il libro di A. A. Milne compie cent’anni, ma il pupazzo che lo ha ispirato vive a New York. E una parte dei fan britannici lo rivuole indietro.

Il nuovo Rick Perry post-amnesia

11 Novembre 2011

Il vuoto di memoria di Rick Perry, candidato repubblicano e governatore del Texas ha fatto il giro del mondo in pochi minuti e minato alla base il suo percorso politico. In un dibattito tra candidati del GOP, si stava parlando della crisi di governo e delle possibili soluzioni che il governo dovrebbe dare, quando Perry ha preso la parola, spiegando che avrebbe tagliato tre ministeri: «Commercio, Istruzione e… qual era il terzo? Vediamo… uhm… uhm…». Ancora un minuto di dubbio, risatine tra gli sfidanti repubblicani e dal pubblico. E alla fine un laconico «Oops».

 

Una gaffe colossale, a cui Perry ha cercato di porre rimedio andando al Late Show with David Letterman, dove ha presentato la rubrica più nota del programma, la “Top Ten” (lista di dieci battute legate a un argomento di attualità). Il tema della serata era: “Dieci migliori scuse di Rick Perry”.

 

È tutto finito, dicono in molti: Perry ha perso. Eppure il candidato repubblicano ha avviato una nuova fase della sua campagna elettorale, che ovviamente non ritiene ancora chiusa. Una fase basata proprio su quel «Oops» in mondovisione. Maggie Haberman di Politico, per esempio, sostiene che il Perry-post amnesia potrebbe puntare su due elementi inediti del suo carattere: l’ironia e l’umiltà.

Per quanto riguarda la prima, l’ospitata da Letterman dice già tutto: atteggiamenti quasi (quasi) à la stand-up comedian, sorrisoni e una recitazione discreta hanno reso la scena divertente. Imbarazzante ma divertente.
E l’umiltà? La si vede tutta in una dichiarazione post-gaffe in cui Perry: “Un brain freeze durato 54 secondi ma a me sono sembrate 54 ore» che segue le sue scuse ufficiali basate sul fatto che siamo tutti umani e gli umani sbagliano. Anche – è il sottotesto – gli aspiranti presidenti Usa.

Secondo The Week, quindi, c’è la remota possibilità che la gaffe dell’anno possa aiutare Perry, quantomeno a farsi conoscere presso il pubblico in modo diverso. Una speranza piuttosto flebile, visto che non è condivisa nemmeno dal conservatore National Review. Molto probabile che la realtà sia come quella descritta da The Caucus, blog del New York Times, secondo cui

la campagna presidenziale di Perry potrebbe sfruttare questo momento-“oops” ma la sua credibilità come contendente per la nomination repubblicana ha subito un grave colpo. Il lungo minuto di smemoratezza, durante il quale Perry non è riuscito a ricordare il nome della terza agenzia federale che vorrebbe eliminare, rinforzerà la convinzione secondo cui non è in grado di sostenere un botta e risposta con i suoi rivali.

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