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13:27 mercoledì 12 agosto 2026
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.
Iberia, la compagnia aerea di bandiera della Spagna, ha organizzato un volo speciale per “inseguire” e trasmettere in streaming l’eclissi solare del 12 agosto Si tratta della prima eclissi solare totale visibile dalla Spagna continentale dal 1905. Come si può capire, c'è una certa attesa attorno all'evento.
Una professoressa universitaria è stata licenziata per aver letto e spiegato ai suoi studenti un racconto di Ottessa Moshfegh È successo a Vinita Prabhakar: Bettering Myself, racconto del 2013 di Moshfegh, le è costato il posto al South Florida State College.
Il nuovo, attesissimo, chiacchieratissimo romanzo di Rachel Cusk che potrebbe come non potrebbe parlare (male) di Natalie Portman Il romanzo si intitola Life of M, e in effetti le somiglianze tra il personaggio M e la persona Natalie Portman sono abbastanza innegabili.
I lavoratori dei musei di Venezia minacciano lo sciopero perché sono costretti a lavorare con 30° gradi al chiuso a causa dell’aria condizionata che funziona male o manca del tutto Una situazione così grave da portare al rischio di «spossatezza, crampi e colpi di calore» per i lavoratori, ai quali mancherebbe anche la formazione adeguata per affrontare questa emergenza.
Per sopperire al taglio dei fondi per la ricerca, un gruppo di scienziati che studia le marmotte ha aperto un canale OnlyFans tutto dedicato alle marmotte OnlyMarms (si chiama proprio così) è gratuito, pubblica «contenuti non censurati di marmotte dalle Montagne Rocciose» e accetta mance per la buona causa della scienza.

Per colpa di Trump, Harvard rischia di perdere quasi un terzo dei suoi studenti

Gli studenti internazionali sono tantissimi e, con le loro tasse, contribuiscono grandemente al bilancio dell'università.

23 Maggio 2025

Se c’è una cosa che accomuna tutti i regimi autoritari del mondo e della storia è l’odio per l’accademia, per le università. Ora, lungi da noi dire che l’amministrazione Trump sta trasformando gli Stati Uniti d’America in una dittatura (in realtà lo abbiamo già detto), ma gli indizi a sostegno di questa accusa cominciano a essere parecchi. L’ultimo in ordine cronologico è la decisione, annunciata dal Homeland Security Secretary Kristi Noem, di revocare il permesso di Harvard di accettare studenti stranieri. Come riporta il New York Times, gli studenti stranieri costituiscono più di un quarto, quasi un terzo degli iscritti a Harvard: 6800 persone, la maggior parte delle quali vengono da Canada, Cina, Corea del Sud, India, Regno Unito, Australia, Germania, Giappone e Singapore.

Perdere 6800 studenti, sbrigativamente invitati dal governo federale a trasferirsi in un’altra università oppure ad andarsene in un altro Paese, è già un enorme problema. Se poi questi studenti sono anche quelli che, in proporzione, contribuiscono maggiormente all’economia dell’università, la faccenda si fa ancora più grave. Sempre sul New York Times, infatti, si legge che gli studenti stranieri contribuiscono al bilancio di Harvard in maniera assai superiore alla loro presenza numerica. Succede perché per loro non vale nessuno dei contributi e sgravi fiscali che il governo federale americano concede invece ai cittadini statunitensi.

L’amministrazione di Harvard ha già fatto sapere che farà ricorso contro la decisione del governo Trump in tutte le sedi legali possibili. Non c’è dubbio che la guerra tra la più famosa università americana e il Presidente continuerà: in ballo non ci sono soltanto i 2 miliardi di dollari di finanziamenti che il governo ha negato all’università dopo che quest’ultima si è rifiutata di cambiare le sue linee guida in fatto di assunzioni per aderire alla nuova politica anti DEI di Trump. A questo punto, come la stessa Harvard ha spiegato nei diversi comunicati stampa diffusi in queste ore, c’è in ballo l’indipendenza stessa delle università americane.

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La situazione americana è gravissima e preoccupa il mondo intero. Ma, allo stesso tempo, è possibile non vedere quanto tutto quello che viene dagli Usa oggi sia... grottesco?