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22:43 venerdì 3 aprile 2026
Il primo problema che gli astronauti della missione Artemis II hanno dovuto risolvete è stato il bagno rotto Lo Universal Waste Management System della navicella Orion ha avuto un problema poco dopo aver raggiunto l'orbita terrestre. Per fortuna, l'astronauta Cristina Koch è riuscita a ripararlo, autonominandosi «idraulica dello spazio».
Trovatevi qualcuno che vi guardi come Kim Jong-un guarda le sue forze speciali che svolgono insensate e dolorosissime prove di forza Le prodezze dei soldati nordcoreani sono diventate ovviamente virali, tra pile di mattoni frantumate a panciate e grandi sorrisi rivolti al leader supremo.
La prima immagine del nuovo film di Bong Joon-ho non sembra per niente un film di Bong Joon-ho Il film si intitola Ally e ha una protagonista così carina e paciosa che molti non riescono a credere che venga dalla stessa mente che ha pensato Parasite.
Giuseppe Alfarano di Camini (RC) passerà alla storia come il primo sindaco italiano dimessosi perché nel suo Comune ci sono troppi cani randagi Il sindaco ha lasciato la carica dopo aver provato personalmente a risolvere la questione. Ma alla fine si è dovuto arrendere e ha parlato di «abbandono istituzionale».
Kristoffer Borgli, il regista di The Drama, è finito nei guai per un vecchio saggio in cui raccontava la sua relazione con una ragazza 17enne È riemerso su Reddit un testo del regista in cui raccontava in chiave positiva la sua relazione con un'adolescente, paragonandosi anche a Woody Allen.
Una ricerca ha dimostrato che le persone che più amano il gergo “aziendalese” sono anche quelle che sul lavoro prendono le decisioni più sbagliate L'università di Cornell ha dimostrato che chi si fa "sedurre" dall'iperbolico corporate speak non ha grandi capacità strategiche e di analisi.
Le correzioni di Jonathan Franzen diventerà una serie Netflix con protagonista Meryl Streep L'adattamento sarà a cura dello stesso Franzen, che della serie sarà anche produttore esecutivo assieme a Streep.
Durante la sua visita di Stato in Giappone, Macron ha ricevuto in regalo un disegno di Porco rosso autografato da Hayao Miyazaki (e ha fatto anche la Kamehameha di Goku assieme a Sanae Takaichi) Miyazaki, oltre alla sua firma, sul disegno ha lasciato anche un breve ma chiaro messaggio: «Insieme difendiamo la pace».

Gucci sfilerà solo due volte all’anno

24 Maggio 2020

Lo ha annunciato il direttore creativo Alessandro Michele con una serie di post sul profilo Instagram del marchio: Gucci “lascia” il calendario tradizionale e annuncia che sfilerà solo due volte l’anno. «Ci incontreremo solo due volte l’anno, per condividere i capitoli di una nuova storia. Si tratterà di capitoli irregolari, impertinenti e profondamente liberi. Saranno scritti mescolando le regole e i generi. Si nutriranno di nuovi spazi, codici linguistici e piattaforme comunicative», si legge nella lettera di Michele, una riflessione che prende le mosse dallo stop, e dalla conseguente crisi, causata dal Coronavirus nell’industria della moda.

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*DIARIO*

Un post condiviso da Alessandro Michele (@alessandro_michele) in data:

«Sto realizzando, tuttavia, che questa possibilità di raccontare non può essere costretta dalla tirannia della velocità. Oggi sappiamo che era troppo furioso il nostro fare, troppo insidiosa la nostra corsa. È in questa rinnovata consapevolezza, che sento l’urgenza di un tempo mio, svincolato da scadenze etero-imposte che rischiano di mortificare la creatività», specifica ancora il designer, che, con il marchio di proprietà di Kering, prende così una netta posizione nel dibattito sul rallentamento dell’attuale ritmo dell’industria, una delle questioni di cui più si è discusso negli ultimi anni e che più ha risentito della pandemia in corso. «Mi piacerebbe abbandonare l’armamentario di sigle che hanno colonizzato il nostro mondo: cruise, pre-fall, spring-summer, fall-winter. Mi sembrano parole stantie e denutrite», continua Michele, di fatto annunciando la fine della stagionalità così come l’abbiamo conosciuta finora.

È una mossa importante: Gucci arriva dopo Saint Laurent, che già aveva ufficialmente abbandonato il calendario di Parigi, e dopo la proposta di Dries Van Noten, cui hanno aderito molti altri designer, di riallineare le sfilate alla stagione in corso (eliminando cioè il consueto anticipo di sei mesi). Si innesca così un cambiamento che era nell’aria da molto tempo. Sarà interessante, ora, osservare come si comporteranno gli altri marchi, indipendenti e non, e cosa faranno le istituzioni che oggi assemblano le fashion week, soprattutto la Camera della Moda italiana e quella francese che, almeno per ora, non hanno raccolto l’invito dei corrispettivi americani e inglesi a “ripensare” l’industria, ma hanno annunciato insieme che gli show di luglio si sarebbero svolti in formato digitale.

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