Hype ↓
23:50 venerdì 2 gennaio 2026
Le azioni di Warner Bros. sono salite del 170 per cento da quando è iniziato il triangolo con Netflix e Paramount L'offerta d'acquisizione di Netflix e la battaglia con Paramount hanno trasformato Warner nel titolo più desiderato del 2025.
Xavier Dolan ha confermato che non è più in pensione e che quest’anno girerà un nuovo film Dopo aver annunciato l’addio al cinema nel 2023, il regista ha deciso di tornare a lavoro e ha mostrato una nuova sceneggiatura su Instagram.
Anche quest’anno lo Studio Ghibli ha festeggiato il Capodanno pubblicando un nuovo disegno di Hayao Miyazaki Sui social dello studio è apparso il disegno di Miyazaki che celebra nel 2026 l'anno del cavallo, secondo lo zodiaco cinese.
Secondo le prime ricostruzioni, il rogo di Crans-Montana sarebbe stato causato dalle stelle filanti infilate nelle bottiglie di champagne Una foto mostrerebbe il momento dell’innesco del rogo durante i festeggiamenti di Capodanno, costato la vita a quarantasette persone.
Martin Scorsese ha scritto un editoriale sul New York Times in cui spiega perché Misery è il miglior film di Rob Reiner In un commosso editoriale, Scorsese ha individuato nel thriller del 1990 l’apice della filmografia del collega, ricordando la loro amicizia.
Dopo il documentario su Diddy arriverà un documentario sui figli di Diddy che parlando di Diddy Justin e Christian Combs racconteranno il rapporto col padre in una docuserie che uscirà nel 2026 e di cui è già disponibile il trailer.
La crisi climatica sta portando alla velocissima formazione del primo deserto del Brasile La regione del Sertão sta passando da arida a desertica nell'arco di una generazione: un cambiamento potenzialmente irreversibile.
L’episodio di Stranger Things in cui Will fa coming out è diventato quello peggio recensito di tutta la serie E da solo ha abbassato la valutazione di tutta la quinta stagione, nettamente la meno apprezzata dal pubblico, almeno fino a questo punto.

La cosa più sorprendente dei Golden Globe 2023 è che i Golden Globe esistano ancora

Tornano i premi assegnati dalla Hollywood Foreign Press Association, sopravvissuti miracolosamente a due anni di fiaschi, scandali e polemiche.

11 Gennaio 2023

I Golden Globe 2023 sono la prova che la premessa indispensabile di qualsiasi successo sono le basse aspettative. Quanto più basse le aspettative e tanto maggiore sembrerà un successo in realtà abbastanza modesto, altro assioma provato da questa edizione dei premi assegnati dalla Hollywood Foreign Press Association. E più basse di quelle che si avevano per questi Golden Globe le aspettative non potevano essere. Per farsi un’idea: nei giorni immediatamente precedenti la cerimonia del Beverly Hilton, su moltissimi giornali, riviste e siti ci si chiedeva se attori, registi, sceneggiatori, addetti ai lavori di cinema e tv in generale si sarebbero davvero presentati al Beverly Hilton per la suddetta cerimonia. E la risposta a questa domanda era sempre la stessa: non è detto, forse sì, forse no, magari, chissà.

«Ecco qualcosa che probabilmente non sapete: questa settimana ci sono i Golden Globe», questo l’incipit del pezzo di Alissa Wilkinson su Vox. Si scherza ma nemmeno tanto: per moltissime persone la notizia principale riguardante i Golden Globe 2023 era che, appunto, nel 2023 ci sarebbero stati i Golden Globe. Non era cosa da dare per scontata: nel 2021 la cerimonia – presentata da Tina Fey e Amy Poehler – andò così male e fu così noiosa che praticamente tutti i giornalisti di settore e gli spettatori appassionati usarono lo stesso aggettivo per definirla: irrilevante. Nel 2022 le cose andarono persino peggio: i Golden Globe l’anno scorso sono passati da una riconosciuta irrilevanza a una sfiorata inesistenza. Letterale inesistenza: la cerimonia dello scorso anno non è stata nemmeno trasmessa in tv, l’imbarazzo era tale che ci si è limitati a veloci annunci sui social, niente red carpet, niente statuette, niente discorsi, niente di niente. Nel 2023, almeno, i Golden Globe sono tornati in diretta tv, su Nbc, e streaming, sulla piattaforma dello stesso network, Peacock.

L’imbarazzo era dovuto a un’inchiesta pubblicata dal Los Angeles Times in cui si spiegavano nel dettaglio i criteri con i quali i membri della Hollywood Foreign Press Association sceglievano i loro film preferiti: in base a quanto i produttori di questi film erano disposti a spendere per pagare a loro, giornalisti e critici, cene al ristorante e notti in albergo. Un esempio: Paramount Network, che per Netflix produce Emily in Paris, ebbe la premura di offrire a trenta membri della Hfpa due giorni in un albergo parigino da 1400 dollari a notte. Emily in Paris quell’anno ricevette due nomination ai Golden Globe. Qualsiasi credibilità rimasta all’associazione dopo queste rivelazioni sparì quando vennero raccontate, sempre dal Los Angeles Times, le pratiche eufemisticamente definite «poco professionali» dei membri della stessa: critici che schiacciavano pisolini durante le anteprime dei film, giornalisti che approfittavano del question time post conferenze stampa per insultarsi, vere e proprie faide tra clan. Clan, tra l’altro, composti esclusivamente da persone bianche: come ha detto il comico Jerrod Carmichael nel monologo con il quale ha aperto la cerimonia di quest’anno: «Non dico fosse un’istituzione razzista. Ma è anche vero che dentro questa istituzione non c’era nessun nero fino alla morte di George Floyd. Decidete voi che pensare», ha detto, tra le risatine nervose e gli applausi accennati del pubblico in sala. Del razzismo dentro le istituzioni hollywoodiane ha parlato anche Michelle Yeoh, premiata come Migliore attrice in un film commedia o musicale per la sua interpretazione in Everything Everywhere All at Once. Ricordando i suoi primi provini a Hollywood, l’attrice – figlia di genitori malesiani – ha raccontato di come tutti le ripetessero sempre la stessa frase – «Appartieni a una minoranza» – e di come lei ripetesse sempre la stessa risposta: «No».

Non che fino all’inchiesta del Los Angeles Times la reputazione dei Golden Globe fosse immacolata. In molti in queste ore stanno sottolineando la mancata partecipazione alla cerimonia di Brendan Fraser, protagonista di The Whale di Darren Aronofsky, forse il più quotato tra i candidati alla vittoria dell’Oscar per il Miglior attore protagonista. Fraser si è rifiutato di partecipare ai Golden Globe a causa di tutto quello che gli è successo dopo aver denunciato, nel 2018, le molestie sessuali subite dall’allora presidente della Hollywood Foreign Press Association, Philip Berk. La denuncia di Fraser, relativa a fatti risalenti al 2003, è stata gestita come segue dall’associazione: Berk ha negato tutto e ha fornito a Fraser delle «scuse private»; l’indagine interna della Hfpa ha appurato che quella del presidente all’attore non fu molestia ma «uno scherzo»; alla richiesta di Fraser di fornirgli una copia di questa indagine interna l’associazione rispose «No. Perché no». Berk ha continuato a fare parte della Hfpa fino all’aprile del 2021, ed è stato espulso solo in seguito alla pubblicazione di una mail in cui definiva Black Lives Matter un «movimento che istiga all’odio razziale». La situazione a un certo punto si era fatta talmente grave che Netflix aveva annunciato il boicottaggio e Tom Cruise aveva restituito i tre Golden Globe vinti nel corso della sua carriera. La presidente Helen Hoehne era stata costretta a correre ai ripari, a ribadire che «negli ultimi otto mesi abbiamo lavorato senza sosta per migliorarci. Abbiamo 21 nuovi membri e abbiamo così costruito la giuria più ampia e “diverse” mai vista nei 79 anni della nostra storia», a impedire ai membri dell’associazione di cadere in tentazione introducendo il divieto di accettare regali di qualsiasi tipo, forma e natura.

Date queste premesse, è sorprendente che in queste ore i Golden Globe riescano addirittura a essere spunto di discussione cinematografica e televisiva: Spielberg e The Fabelmans meritavano davvero il premio alla Miglior regia e al Miglior film drammatico? Top Gun: Maverick è stato ingiustamente snobbato? Aveva ragione Harrison Ford quando ha detto che Ke Huy Quan merita tutti i premi per la sua interpretazione in Everything Everywhere All at Once? I premi a Gli spiriti dell’isola significano che sarà questo il film dark horse agli Oscar? Davvero c’è chi dubita ancora dell’esistenza della crisi climatica se Kevin Costner non ha potuto ritirare il premio come Miglior attore in una serie drammatica perché la strada da Santa Barbara a Los Angeles era impraticabile causa alluvioni? Qualcuno si è accertato delle condizioni psicologiche del regista della cerimonia, minacciato di pestaggio da parte di Michelle Yeoh e cazziato pubblicamente da Colin Farell – che ha trovato pure il modo di fare il piacione con Ana De Armas, confessandole che la sua interpretazione in Blonde lo ha fatto piangere fino a sfinirsi – perché ogni volta interrompeva i discorsi dei vincitori e li invitava a liberare anticipatamente il palco facendo partire la musica a tutto volume? È vero che le statuette dei Golden Globe sono così pesanti che si fa fatica a reggerle per un intervallo di tempo prolungato, come ha fatto notare un’esausta Jennifer Coolidge? Anche se forse, in realtà, date quelle premesse, la cosa più sorprendente di questi Golden Globe 2023 è che i Golden Globe esistano ancora. E che, tutto sommato, non siano stati così male.

Articoli Suggeriti
Le azioni di Warner Bros. sono salite del 170 per cento da quando è iniziato il triangolo con Netflix e Paramount

L'offerta d'acquisizione di Netflix e la battaglia con Paramount hanno trasformato Warner nel titolo più desiderato del 2025.

Con il suo finale, Stranger Things si è dimostrato all’altezza di tutti i classici che lo hanno ispirato

Dopo dieci anni, e con un'ultima, grande sorpresa, è giunta al termine quella che è senza dubbio la serie Netflix più rilevante e amata di sempre.

Leggi anche ↓
Le azioni di Warner Bros. sono salite del 170 per cento da quando è iniziato il triangolo con Netflix e Paramount

L'offerta d'acquisizione di Netflix e la battaglia con Paramount hanno trasformato Warner nel titolo più desiderato del 2025.

Con il suo finale, Stranger Things si è dimostrato all’altezza di tutti i classici che lo hanno ispirato

Dopo dieci anni, e con un'ultima, grande sorpresa, è giunta al termine quella che è senza dubbio la serie Netflix più rilevante e amata di sempre.

Xavier Dolan ha confermato che non è più in pensione e che quest’anno girerà un nuovo film

Dopo aver annunciato l’addio al cinema nel 2023, il regista ha deciso di tornare a lavoro e ha mostrato una nuova sceneggiatura su Instagram.

Anche quest’anno lo Studio Ghibli ha festeggiato il Capodanno pubblicando un nuovo disegno di Hayao Miyazaki

Sui social dello studio è apparso il disegno di Miyazaki che celebra nel 2026 l'anno del cavallo, secondo lo zodiaco cinese.

Martin Scorsese ha scritto un editoriale sul New York Times in cui spiega perché Misery è il miglior film di Rob Reiner

Nell'articolo, Scorsese analizza nel dettaglio il film ma racconta anche la sua lunghissima amicizia con Reiner.

L’episodio di Stranger Things in cui Will fa coming out è diventato quello peggio recensito di tutta la serie

E da solo ha abbassato la valutazione di tutta la quinta stagione, nettamente la meno apprezzata dal pubblico, almeno fino a questo punto.