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ChatGPT è “indagato” nel caso di uno school shooting in Florida perché secondo gli inquirenti avrebbe contribuito all’organizzazione della strage Secondo l'accusa, l'imputato Phoenix Ikner avrebbe utilizzato il chatbot non solo come fonte di informazioni ma come un vero e proprio "consulente stragista".
Il Regno Unito vieterà la vendita di qualsiasi prodotto contenente nicotina ai nati dopo il 2009 per creare la prima generazione smoke free della storia Niente sigarette vere e proprie, niente sigarette elettroniche, niente nicotine pouch, niente di niente sarà accessibile a chi è nato dall'1 gennaio 2009 in poi.
Nel Diavolo Veste Prada 2 c’era anche Sydney Sweeney ma la sua parte è stata tagliata per una “scelta creativa” Il cameo dell'attrice, che doveva apparire nei panni di sé stessa, è stato cancellato. E, secondo molti, in questa decisione c'entrano gli scandali e la politica.
La giunta militare del Myanmar ha messo al bando gli assorbenti perché convinta che i ribelli li usino per fasciarsi le ferite Secondo le organizzazioni umanitarie, i militari pensano davvero che gli assorbenti vengano usati così perché probabilmente non ne hanno mai visto uno.
Pedro Pascal ha fatto causa a un liquore perché si chiama Pedro Piscal Il liquore in questione è un pisco, la più popolare bevanda alcolica del Cile, paese Natale di Pascal.
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Al Ghibli Park in Giappone c’è un problema con i visitatori che palpeggiano le statue dei personaggi

14 Marzo 2023

Da quando ha aperto, nel novembre dello scorso anno, al Ghibli Park sta andando tutto benissimo. Il parco è sempre pieno, arrivano nuove prenotazioni tutti i giorni, i visitatori sono entusiasti dell’esperienza nonostante il parco non sia stato ancora completato (due aree, tra cui quella che dovrà ospitare la casa di Totoro, non saranno accessibili al pubblico prima del 2025). C’è solo un problema: tra questi visitatori ce ne sono alcuni – diversi, a giudicare da quello che racconta Luke Plunkett su Kotaku – che trovano divertente farsi fotografare mentre palpeggiano le statue dei personaggi femminili dei film Ghibli per poi pubblicare quelle stesse foto sui social. Un problema che in questi giorni in Giappone è diventato questione politica, costringendo il governatore della prefettura di Aichi (dove si trova il Ghibli Park), Hideaki Omura, a un intervento di pubblica condanna nei confronti dei molestatori di statue. Un intervento al quale il governatore è stato costretto anche a causa di un iniziale immobilismo – i più critici parlano di indifferenza –  nei confronti del problema da parte dei gestori del parco: questi ultimi, all’inizio, si erano limitati a un “no comment” che ha attirato moltissime critiche.

«Onestamente, postare foto come queste sui social è davvero inappropriato. Adulti e bambini, le persone vanno al Ghibli Park per entrare nel mondo dello studio Ghibli e divertirsi. Ovviamente, questi comportamenti hanno infastidito molta gente», ha detto, stizzito, Omura in una conferenza stampa. A quanto pare, il problema si è fatto talmente grave da costringere la polizia a intervenire nella gestione della pubblica sicurezza del parco: le autorità giapponesi, infatti, avrebbero invitato lo staff Ghibli a «interrompere con decisione questi comportamenti una volta individuati e confermati». Il governatore Omura si è detto molto arrabbiato per atteggiamenti che, secondo lui, equivalgono alla distruzione di proprietà privata. Il discorso di Omura si conclude con un avvertimento: «Le persone che frequentano il parco per fare queste cose, sarebbe meglio smettessero di andarci».

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