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05:37 mercoledì 15 aprile 2026
Il fotografo che ha fatto la copertina dell’Espresso sugli abusi dei coloni israeliani in Palestina è stato costretto a pubblicare un video della scena per dimostrare che la foto non è fatta con l’AI Pietro Masturzo si è dovuto difendere dalle accuse di aver pubblicato una foto falsa. Non è bastato a convincere gli accusatori.
C’è un book club in cui si pagano 1500 euro per leggere in silenzio assieme a degli sconosciuti a cui non bisogna rivolgere la parola Si chiama Rest + Read, si tiene in Galles e si pagano 1.250 sterline (1.495 euro) per quattro giorni di lettura e silenzio.
Una delle nuove differenze tra ricchi e poveri è il green divide, cioè la possibilità e facilità di accedere a zone verdi Lo ha dimostrato una ricerca pubblicata su Nature Communications: meno del 15 per cento dei cittadini europei ha un accesso adeguato al verde. Nella situazione peggiore, ovviamente, ci sono i cittadini più poveri.
Al caso della “famiglia nel bosco” adesso si è aggiunto anche un film prima svelato e poi smentito nel giro di 24 ore I giornali hanno riportato di un accordo quasi fatto con Netflix. Accordo che è stato poi smentito dall'avvocata della famiglia e dalla stessa Netflix.
Un tizio ha registrato più di 10mila concerti di band leggendarie quando ancora non erano famose e ora sta mettendo tutta la sua collezione su Internet, disponibile gratuitamente per tutti Lui si chiama Aadam Jacobs, ha collezionato migliaia di bootleg di (tra gli altri) Nirvana, R.E.M., The Cure, Depeche Mode, Sonic Youth e Björk. E adesso li metterà tutti online.
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La foto di Silvia Salis che gongola per il successo del dj set di Charlotte de Witte a Genova è diventata il meme del momento Il sorrisetto soddisfatto della sindaca di Genova a molti ha ricordato un meme famosissimo: quello della Disaster Girl, di cui Salis è involontariamente diventata la versione "adulta".
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Due Stati tedeschi si rifiutano di cambiare le date delle vacanze degli studenti in base a una legge che prevede che in quel periodo i ragazzi lavorino nei campi

Un sistema degli anni ’60 assegna a Baviera e Baden-Württemberg i giorni di chiusura migliori, sempre e comunque. Ma ora gli altri Stati non ne vogliono più sapere.

17 Luglio 2025

Le vacanze estive sono un argomento di accesa contesa anche tra gli efficienti Land tedeschi, arrivati ai ferri corti alla vigilia del rinnovo quinquennale della turnazione della chiusura scolastica estiva. Negli anni ’60 infatti la Germania ha stabilito un sistema di “turni” tra i suoi sedici Land per distribuire le chiusure delle scuole in maniera omogenea tra giugno a settembre. L’idea dietro questo sistema è quella di evitare un’eccessiva pressione sulle infrastrutture stradali e ferroviarie, scaglionando le partenze per tutta la durata della stagione estiva e non solo nelle ambitissime settimane agostane. Un altro lato positivo è che si garantisce alle mete turistiche interne un costante afflusso di turisti tedeschi, in modo da avere presenze costanti per tutta la stagione. 

Il sistema però prevede un’eccezione: i Land meridionali di Baviera e Baden-Württemberg non prendono parte alla rotazione, avendo un periodo prefissato di chiusura delle scuole da fine luglio a inizio settembre. Questo perché nel dopoguerra i due Land dovevano garantire la presenza dei giovani studenti nei campi e nelle fattorie nel periodo del raccolto. La Baviera e il Baden-Württemberg sono infatti i territori in cui si concentrano la maggior parte delle aziende agricole tedesche a conduzione familiare: insieme contano oltre 255 mila piccole realtà a conduzione familiare. 

Con l’industrializzazione prima e l’automazione poi del comparto agrario e leggi più severe sul lavoro minorile, ovviamente l’impatto della presenza dei ragazzini nei campi si è notevolmente ridotto. Da qui lo scontento del resto dei Land tedeschi: perché a sud devono continuare a godersi il periodo migliore di ferie quando non c’è più bisogno dei ragazzi in fattoria? In risposta alle lamentele dei colleghi, il leader della Baviera Markus Söder ha dichiarato che non accetterà mai un cambiamento dello status quo, definendo le attuali chiusure estive delle scuole «profondamente radicate nella cultura bavarese». Nelle dichiarazioni riportate dal Guardian ha anche affermato che «abbiamo il nostro ritmo di vacanze, che è, per così dire, una parte integrante del dna dei bavaresi». Insomma, i ragazzi non servono più nei campi ma ormai siamo abituati così. 

A osteggiare il cambiamento è un’altra categoria: quella degli operatori turistici di regioni tedesche a vocazione vacanziera come la Foresta Nera e il Mar Baltico. Se è vero che solo il 22 per cento dei tedeschi rimane entro i confini nazionali durante le vacanze estive, il sistema garantisce a queste destinazioni presenze costanti. A guidare la rivolta invece è il Land più popoloso della Germania, il Nord Reno-Westfalia. Si tratta peraltro della terza regione più importante a livello agricolo, che quindi reclama di poter godere delle ferie agostane, sottolineando quanto la motivazione dei raccolti abbia fatto il suo tempo. 

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