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23:18 lunedì 12 ottobre 2026
Viviamo anche nella linea temporale in cui i Kneecap cantano “Siamo tutti antifascisti” in prima serata sulla tv generalista italiana È successo a Propaganda Live, su La7. DJ Próvaí si è pure spogliato per far vedere il Bella Ciao è scritto sul petto usando un pennarello nero.
Per la sua nuova serie fotografica Cindy Sherman ha chiesto a Chanel dei vestiti da “rovinare” e Chanel sorprendentemente le ha detto sì La serie Fabric Matrons, in mostra a Londra da Hauser & Wirth, nasce da una collaborazione con la maison francese che le ha dato carta bianca e metri e metri di stoffa.
Alanis Morisette ha fatto un nuovo album ed è un album di canzoni natalizie Si chiama Good Weather for Immaculate Conception e raccoglie le cover natalizie pubblicate dal 2020 a oggi, più due inediti.
Il MIT di Boston sta pagando un professore per NON tenere un corso sulla storia, l’oppressione e la liberazione della Palestina Michel DeGraff da tre anni viene pagato per non fare il suo lavoro. Da quando ha proposto un corso che raccontava (anche) la storia palestinese.
Il Nepal c’è stata un’altra inondazione, forse causata da un altro crollo di un altro ghiacciaio Domenica 11 ottobre è esondato il fiume Budhi Gandaki, nel distretto di Gorkha, a due mesi dalle alluvioni che ad agosto avevano devastato la regione al confine con il Tibet.
Viviamo nella linea temporale in cui Carlo Calenda consiglia di ascoltare Blonde di Frank Ocean per la Giornata mondiale della salute mentale E in cui questo video diventa virale e viene trasformato in un meme dai profili social di Azione, partito di cui Calenda è leader.
Bad Bunny, Burna Boy, Robyn, Alex Consani, Lana Del Rey, il marito di Lana Del Rey e tutte le moltissime celebrity che interpreteranno i dj delle stazioni radiofoniche di GTA VI Sei di queste stazioni radiofoniche si possono già ascoltare sul sito del videogioco, in attesa del giorno dell'uscita, il 19 novembre.
Il governo israeliano ha preso piuttosto male il Premio Nobel per la Pace a Navanethem Pillay, cioè la presidente della Commissione Onu che per prima ha accusato Israele di aver commesso un genocidio a Gaza Il Ministero degli Esteri israeliano lo ha addirittura definito «la grottesca strumentalizzazione di un premio per legittimare l'odio e il pregiudizio».

Duemila funzionari dell’Unione europea hanno firmato una lettera in cui accusano l’Ue di non aver fatto niente per Gaza

I firmatari invitano anche gli Stati membri a interrompere immediatamente qualsiasi rapporto con Israele.

26 Maggio 2025

Troppo poco e troppo tardi, così si potrebbe riassumere il contenuto della lettera in cui 2000 funzionari dell’Unione europea accusano quest’ultima di non aver fatto niente per provare a salvare la Striscia di Gaza dalla distruzione. I firmatari della lettera rientrano tutti nel gruppo Staff for Peace, che raccoglie al suo interno persone che lavorano per la Commissione europea, per il Parlamento e per le varie agenzie continentali. «Il recente annuncio di revisione dell’accordo di associazione tra Ue e Israele – dopo venti mesi di guerra e mentre migliaia di bambini rischiano di morire di fame a causa del blocco degli aiuti umanitari – mette seriamente in dubbio sia l’adeguatezza che il tempismo della risposta europea», ha spiegato Zeno Benetti, uno dei co-autori della lettera. Il testo prosegue con un’accusa che in tanti negli scorsi mesi hanno rivolto all’Unione: il non essere stata in grado di trovare una linea politica, diplomatica ed economica per affrontare (provare a evitarlo o fermarlo sarebbe stato chiedere troppo) il disastro di Gaza.

La lettera arriva pochi giorni dopo l’annuncio di Kaja Kallas, Alta rappresentante dell’Unione per gli affari esteri, della decisione presa dalla maggioranza degli Stati membri (una maggioranza dalla quale l’Italia ha pensato bene di rimanere fuori) di rivedere gli accordi di collaborazione con Israele. Una decisione giunta troppo tardi e che significa troppo poco, secondo Staff for Peace: «L’immobilismo europeo ha contribuito al clima di irresponsabilità che ha portato all’invasione della Striscia di Gaza». Staff for Peace, come riporta il Guardian, chiede che l’Unione europea sospenda tutti i suoi rapporti con Israele, che sia imposto a tutti gli Stati membri il divieto di vendere armi allo Stato israeliano e che vengano intrapresi «sforzi concreti» a sostegno del Tribunale penale internazionale e della Corte internazionale di giustizia, entrambe istituzioni che hanno formalizzato gravissime accuse nei confronti di Benjamin Netanyahu e di esponenti del suo governo.

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