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08:49 martedì 14 aprile 2026
In realtà, quella tra Usa e Vaticano è una crisi diplomatica che prosegue da settimane e che va molto oltre gli insulti di Trump al Papa L'ultimo, delirante attacco di Trump a Papa Leone XIV è solo il capitolo finale di una crisi che va avanti da tempo, tra minacce velate e inviti ignorati.
La foto di Silvia Salis che gongola per il successo del dj set di Charlotte de Witte a Genova è diventata il meme del momento Il sorrisetto soddisfatto della sindaca di Genova a molti ha ricordato un meme famosissimo: quello della Disaster Girl, di cui Salis è involontariamente diventata la versione "adulta".
Su internet c’è una teoria secondo la quale Orbán ha perso le elezioni perché poco prima aveva incontrato JD Vance e JD Vance porta sfortuna È stato l'ultimo a incontrare Papa Francesco prima che morisse. Era lì mentre naufragava la trattativa tra Usa e Iran. Ed era stato anche in Ungheria a fare un comizio per Orbán. Sono tre indizi, cioè una prova.
Il presidente del Nepal Balen Shah, che è un ex rapper, ha scelto come suo Ministro degli Interni Sudan Gurung, che è un ex dj E il suo primo provvedimento è stato ordinare l'arresto del suo predecessore, liberato solo dopo 12 giorni di prigione e interrogatori.
Per la prima volta Kill Bill 1 e 2 tornano al cinema ma stavolta come un unico film lungo 281 minuti, senza tagli e con tante scene inedite Questa nuova versione si intitola Kill Bill: The Whole Bloody Affair e arriverà al cinema per una settimana soltanto, dal 28 maggio al 3 giugno.
Sabina Guzzanti ha pubblicato su YouTube il suo documentario sul centro sociale Spin Time di Roma Il film è uscito nel 2021, ma Guzzanti lo ha pubblicato adesso online perché vuole «far conoscere questa realtà prima che sia troppo tardi», cioè prima che arrivi lo sgombero.
Nei suoi primi 100 giorni da sindaco di New York, Mamdani ha fatto una cosa meglio di tutti i suoi predecessori: aggiustare le buche per strada Il sindaco ha appena sigillato la centomillesima buca della sua amministrazione, un traguardo raggiunto nei cento giorni dall'insediamento. E di cui va molto fiero.
I Nine Inch Nails hanno annunciato un nuovo album che uscirà tra neanche una settimana Si intitola Nine Inch Noize, uscirà il 17 aprile ed è l'ufficializzazione del trio Trent Reznor, Atticus Ross e Alexander Ridha, in arte Boys Noize.

Su Facebook i post complottisti su Bucha vanno meglio delle notizie verificate

21 Aprile 2022

Secondo una ricerca dell’Institute for Strategic Dialogue (una non-profit indipendente che si occupa di difesa dei diritti umani), i post Facebook che dubitano o negano che a Bucha l’esercito russo abbia compiuto crimini di guerra ottengono un successo sensibilmente maggiore rispetto a quelli che invece si limitano a raccontare i fatti.

I ricercatori dell’Isd hanno cominciato lo studio partendo dai dieci post relativi alla strage di Bucha più condivisi su Facebook in 20 Paesi, e da lì hanno proseguito l’analisi, trovando 55 post che non ritenevano vere le prove delle violenze ai danni dei civili perpetrate dai russi durante l’occupazione del piccolo comune alle porte di Kiev. Questi post sono stati condivisi 208 mila volte nella settimana del 6 aprile. I post che invece parlavano di Bucha ma non mettevano in dubbio che gli ucraini fossero stati vittime di crimini di guerra, invece, sono stati condivisi 172 mila volte.

In un pezzo del Guardian dedicato alla questione, il giornalista Niamh McIntyre scrive che tra i Paesi dell’Unione Europea, post complottisti sono stati trovati in Italia, Austria e Repubblica Ceca. In media, tra tutti i post che menzionano Bucha, i post complottisti sono stati condivisi circa il triplo delle volte rispetto agli altri.

In Austria, il post Facebook riguardante Bucha più condiviso (il terzo più condiviso in Germania, anche) riportava stralci di testo copiati dall’Anti-Spiegel, un organo di stampa filorusso in lingua tedesca. Nel post viene riportata pedissequamente la versione dei fatti inventata dalla propaganda russa: i cittadini di Bucha sarebbero in realtà stati uccisi dai soldati ucraini, una strage perpetrata per vendetta contro la decisione di schierarsi dalla parte dell’esercito russo.

«Nonostante gli sforzi di giornalisti indipendenti presenti a Bucha per smentire tante delle menzogne diffuse da fonti collegate alla Russia, queste bugie sono riuscite comunque a raggiungere un pubblico molto grande», ha detto Francesca Visser, ricercatrice dell’Isd. Secondo Visser, la cosa preoccupante è che i post più popolari sono quelli che mettono in dubbio la veridicità delle immagini di Bucha, e che dalla ricerca emerge una tendenza a credere a certi racconti anche se provengono da fonti note per diffondere falsità. Una rappresentante di Facebook ha commentato la ricerca dicendo che il campione di post preso in considerazione è troppo piccolo e quindi non rappresentativo. «Abbiamo un sistema di fact checking tra i più efficienti e i professionisti che ci aiutano in questo compito hanno smentito moltissime falsità sul massacro di Bucha e lo hanno fatto in lingua inglese, russa e ucraina».

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