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La comunità scientifica continua a dire che sta arrivando un evento climatico catastrofico ma nessuno le dà ascolto né fa niente Si chiama El Niño, è un innalzamento della temperatura dell'oceano e potrebbe avere conseguenze apocalittiche in tutto il mondo.
Ci sono Alice Rohrwacher e Josh O’Connor che presentano La chimera in una biblioteca di Stromboli E ha rivelato che all'inizio il film lei avrebbe voluto girarlo proprio a Stromboli, ma fu costretta a ripensarci per questioni di tempi e di logistica.
Amsterdam è la prima capitale del mondo a vietare la pubblicità sia della carne che dei combustibili fossili negli spazi pubblici La misura è entrata in vigore dall'1 maggio. Secondo il Comune, è necessaria per «allineare il paesaggio urbano agli obiettivi ambientali».
Un festival cinematografico in Canada ha iniziato a proiettare film a velocità 1.5x per attirare la Gen Z L'esperimento è iniziato con Amour Apocalypse di Anne Émond, che a velocità x1.5 dura 66 minuti invece di 100. Ben 34 minuti risparmiati.
Alla donna francese ricoverata in condizioni gravissime a causa dell’hantavirus era stato detto che i suoi sintomi erano dovuti all’ansia Nonostante i sintomi e il fatto che fosse letteralmente appena scesa dalla MV Hondius, la diagnosi dei medici è stata questa: stress misto ad ansia.
Jean Michel Jarre ha scritto il libro definitivo sulla storia della musica elettronica Si intitola Machines: A History of Electronic Music e racconta la storia del genere attraverso 80 ritratti. Non di persone, però: di strumenti musicali.

L’IDF ha confermato che i morti a Gaza sono almeno 70 mila, la stessa cifra riportata dal ministero della Salute della Striscia

Finora, il numero di 71,667 non era stato considerato credibile da alcuni perché fornito da Hamas. Adesso anche l'esercito israeliano lo conferma.

30 Gennaio 2026

Aggiornamento delle 16 del 30 gennaio 2026: in seguito alla diffusione della notizia, ripresa innanzitutto da Times of Israel, Jerusalem Post e Times of Israel, e poi da tantissimi altri media in tutto il mondo, un altro ufficiale dell’esercito, citato tra gli altri da Bbc, ha detto che le cifre riportate non corrispondono ai dati ufficiali dell’IDF e che «qualsiasi documento o report su questa questione verrà diffuso tramite canali appropriati e ufficiali».

Da quando è iniziato l’attacco dello Stato di Israele alla Striscia di Gaza, uno degli argomenti più discussi è stata l’affidabilità del numero di morti e feriti fornito dal ministero della Salute gazawi. Secondo una parte dell’opinione pubblica, su quei numeri non si poteva fare davvero affidamento perché il ministero era gestito da Hamas, l’organizzazione terroristica che aveva tutto l’interesse a ingigantire i numeri di morti e feriti per aggravare le colpe di Israele e influenzare la comunità internazionale. Dopo quasi due anni e mezzo di discussione, il numero di morti fornito dal ministero della Salute di Gaza è stato sostanzialmente confermato anche dalle Forze di difesa israeliane: 70 mila la cifra stimata dall’IDF, 71.667 quella confermata dal ministero.

A dare la notizia sono stati diversi media israeliani tra i quali Times of Israel, Jerusalem Post e Haaretz, riportando le parole di una fonte interna all’esercito israeliano che ha accettato di parlare con i giornalisti a condizione di rimanere anonimo. L’ufficiale ha confermato la stima di almeno 70 mila persone uccise a Gaza nei due anni di invasione, precisando però che i numeri del ministero della Salute della Striscia sono ancora «sotto esame» dei funzionari dell’esercito israeliano e che al momento non c’è modo di sapere quanti di questi morti fossero civili e quanti guerriglieri di Hamas o di una delle altre organizzazioni terroristiche attive a Gaza. Sempre stando alle affermazioni dell’ufficiale, nel conteggio non rientrano le persone sepolte vive sotto le macerie e i cui corpi devono ancora essere recuperati: secondo il ministero della Salute di Gaza, sarebbero almeno 10 mila. Sempre stando alle cifre fornite dal ministero, ai 71.667 uccisi e ai circa 10 mila dispersi andrebbero aggiunti anche i 440 civili morti di fame o di malnutrizione. Per il 90 per cento dei morti, il ministero ha già fornito nomi e documenti d’identità.

Fino al cessate il fuoco dell’ottobre 2025, l’IDF aveva riconosciuto soltanto l’uccisione di 22 mila guerriglieri, ai quali erano da aggiungere i 1600 terroristi uccisi dentro i confini di Israele nei giorni immediatamente successivi alla strage del 7 ottobre.

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