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21:58 martedì 10 febbraio 2026
La pergamena lunga 36 metri sulla quale Jack Kerouac scrisse la prima stesura di Sulla strada andrà all’asta La basa d'asta è fissata a due milioni e mezzo di dollari, per un oggetto diventato quasi leggendario tra gli appassionati di letteratura americana.
Per addestrare la sua intelligenza artificiale, l’azienda Anthropic avrebbe comprato, scansionato e poi distrutto due milioni di libri usati L'azienda avrebbe approfittato di un cavillo legale e sostiene di avere tutto il diritto di usare in questa maniera libri che ha regolarmente acquistato.
Maison Margiela ha reso disponibile il suo intero archivio, per tutti, gratuitamente, su Dropbox L'iniziativa fa parte del progetto MaisonMargiela/folders, che porterà il brand in Cina con 4 mostre, e una sfilata programmata ad aprile.
Su Vanity Fair è uscita la prima intervista mai fatta a Bianca Censori Per la prima volta ha parlato di sé, in occasione della mostra che sta presentando a Seoul (anche se, ovviamente, Ye si è messo in mezzo).
Il governo francese invierà una lettera a tutti i 29enni del Paese per invitarli a fare figli prima che sia troppo tardi È parte di una campagna per contrastare la denatalità e informare su salute riproduttiva e sessuale. Ma in molti l'hanno accolta abbastanza male.
Le compagnie aeree stanno cancellando i voli verso Cuba perché sull’isola non c’è abbastanza carburante per fare rifornimento e ripartire C'entra l'embargo degli Stati Uniti e la crisi in Venezuela, la situazione è talmente grave che già a marzo Cuba potrebbe non avere più benzina.
All’Halftime Show alternativo dei trumpiani c’erano a malapena 200 spettatori Nel frattempo, lo spettacolo di Bad Bunny è diventato il più visto nella storia del Super Bowl, con 135 milioni di spettatori.
A gennaio 2026 in tutta la Norvegia sono state acquistate soltanto sette auto a benzina E 29 auto ibride, 98 diesel, mentre le elettriche sono più di 2000: queste ultime costituiscono il 96 per cento delle auto acquistate in tutto il 2025.

L’IDF ha confermato che i morti a Gaza sono almeno 70 mila, la stessa cifra riportata dal ministero della Salute della Striscia

Finora, il numero di 71,667 non era stato considerato credibile da alcuni perché fornito da Hamas. Adesso anche l'esercito israeliano lo conferma.

30 Gennaio 2026

Aggiornamento delle 16 del 30 gennaio 2026: in seguito alla diffusione della notizia, ripresa innanzitutto da Times of Israel, Jerusalem Post e Times of Israel, e poi da tantissimi altri media in tutto il mondo, un altro ufficiale dell’esercito, citato tra gli altri da Bbc, ha detto che le cifre riportate non corrispondono ai dati ufficiali dell’IDF e che «qualsiasi documento o report su questa questione verrà diffuso tramite canali appropriati e ufficiali».

Da quando è iniziato l’attacco dello Stato di Israele alla Striscia di Gaza, uno degli argomenti più discussi è stata l’affidabilità del numero di morti e feriti fornito dal ministero della Salute gazawi. Secondo una parte dell’opinione pubblica, su quei numeri non si poteva fare davvero affidamento perché il ministero era gestito da Hamas, l’organizzazione terroristica che aveva tutto l’interesse a ingigantire i numeri di morti e feriti per aggravare le colpe di Israele e influenzare la comunità internazionale. Dopo quasi due anni e mezzo di discussione, il numero di morti fornito dal ministero della Salute di Gaza è stato sostanzialmente confermato anche dalle Forze di difesa israeliane: 70 mila la cifra stimata dall’IDF, 71.667 quella confermata dal ministero.

A dare la notizia sono stati diversi media israeliani tra i quali Times of Israel, Jerusalem Post e Haaretz, riportando le parole di una fonte interna all’esercito israeliano che ha accettato di parlare con i giornalisti a condizione di rimanere anonimo. L’ufficiale ha confermato la stima di almeno 70 mila persone uccise a Gaza nei due anni di invasione, precisando però che i numeri del ministero della Salute della Striscia sono ancora «sotto esame» dei funzionari dell’esercito israeliano e che al momento non c’è modo di sapere quanti di questi morti fossero civili e quanti guerriglieri di Hamas o di una delle altre organizzazioni terroristiche attive a Gaza. Sempre stando alle affermazioni dell’ufficiale, nel conteggio non rientrano le persone sepolte vive sotto le macerie e i cui corpi devono ancora essere recuperati: secondo il ministero della Salute di Gaza, sarebbero almeno 10 mila. Sempre stando alle cifre fornite dal ministero, ai 71.667 uccisi e ai circa 10 mila dispersi andrebbero aggiunti anche i 440 civili morti di fame o di malnutrizione. Per il 90 per cento dei morti, il ministero ha già fornito nomi e documenti d’identità.

Fino al cessate il fuoco dell’ottobre 2025, l’IDF aveva riconosciuto soltanto l’uccisione di 22 mila guerriglieri, ai quali erano da aggiungere i 1600 terroristi uccisi dentro i confini di Israele nei giorni immediatamente successivi alla strage del 7 ottobre.

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