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12:49 sabato 7 marzo 2026
Ars Technica ha cancellato un articolo che condannava l’uso dell’AI dopo che si è scoperto che conteneva citazioni inventate dall’AI L'autore del pezzo si è scusato e ha detto che da ora in poi non si fiderà più delle citazioni suggerite da ChatGPT.
A distanza di due giorni l’una dall’altra sono spuntate due nuove opere attribuite a Michelangelo Una è un dipinto intitolato "Pietà Spirituali", l'altra un busto marmoreo del Cristo Salvatore. La storia della loro attribuzione al Buonarroti è piuttosto avventurosa.
L’agenzia meteorologica giapponese fa delle previsioni esclusivamente dedicate alla fioritura dei ciliegi Quelle di quest'anno dicono che i fiori sbocceranno con un certo anticipo rispetto al solito: i primi arriveranno tra meno di due settimane.
C’è una proposta di legge per inserire la gentilezza tra i parametri con cui l’Istat misura la qualità della vita Proposta che è arrivata in Parlamento e che sostiene che una società più gentile sia non solo moralmente migliore ma anche più ricca economicamente.
L’invito per la sfilata di Dior alla settimana della moda di Parigi è una sedia In miniatura ma pur sempre una sedia che rimanda alle Sénat, quelle utilizzate all'interno del Jardin de Tuilleries, location della sfilata.
In Artificial, il prossimo film di Luca Guadagnino, ci sarà la prima colonna sonora composta da Damon Albarn E ha spiegato che lavorare a questo film gli ha fatto capire che le intelligenze artificiali non saranno mai capaci di fare musica vera.
Il favorito per diventare il prossimo Presidente del Consiglio del Nepal è un ex rapper che non si toglie mai gli occhiali da sole Si chiama Balen Shah e la sua immagine è così legata a quel modello di occhiali da sole che nei negozi hanno preso a chiamarli "occhiali Balen Shah".
Il bene più a rischio a causa della guerra in Medio Oriente non è né il petrolio né il gas ma il fertilizzante Nella regione se ne produce moltissimo, la guerra ha già causato problemi logistici e aumenti dei prezzi che rischiano di stravolgere l'agricoltura mondiale.

La donna che scrive i discorsi di Michelle Obama (e scriveva quelli di Hillary)

26 Luglio 2016

In una convention democratica partita male, con le proteste dei sostenitori di Bernie Sanders per il leak delle email imbarazzanti che hanno spinto alle dimissioni la presidente della Commissione nazionale del partito, Debbie Wasserman Schultz, ieri ha avuto un effetto galvanizzante il discorso di Michelle Obama, giudicato uno dei più belli nella sua carriera. Nello speech la Obama ha dichiarato il suo sostegno a Hillary Clinton: «Grazie a Hillary ora le mie figlie e tutti i nostri figli possono ritenere normale che una donna possa diventare presidente degli Stati Uniti» ha detto la first lady di colei che qualche anno fa era stata la rivale di suo marito alle primarie democratiche. «Quello che ammiro più di Hillary è che non si è mai arresa nella sua vita».

Non tutti sanno forse che la principale speech writer di Michelle ha scritto anche discorsi per Hillary. Sarah Hurwitz, trentottenne laureata ad Harvard, lavora con gli Obama da quando Barack ha vinto la nomination democratica nel 2008 ed è la chief speech writer di sua moglie da sette anni. Di lei Krissah Thompson il mese scorso aveva scritto un profilo sul Washington Post, notando il suo «stile understated da oratorio, un modo gentile di avanzare suggerimenti».

Hurwitz aveva scritto per Hillary Clinton durante le primarie perse contro Barack Obama. Era suo il celebre discorso in cui Clinton aveva ammesso la sconfitta nel luglio del 2008, con la storica frase: «Although we weren’t able to shatter that highest, hardest glass ceiling this time, thanks to you», un riferimento al “tetto di vetro”, quell’ostacolo invisibile che, secondo la politica democratica, impedisce alle donne di accedere ai posti più ambiti. Impressionato da quello e da altri discorsi della sua rivale, due giorni dopo Obama chiese all’allora giovanissima speech writer di lavorare per lui.

la donna che scrive i discorsi di Michelle Obama

Alcuni analisti attribuiscono a Hurwitz parte del merito di avere smussato l’immagine di Michelle, che inizialmente era percepita come troppo dura, grazie a uno dei suoi primi discorsi di alto profilo, quello in cui raccontava della sua infanzia di bambina povera a Chicago. Al Washington Post, ha raccontato di lavorare a stretto contatto con la first lady per ogni singolo discorso: «Lei mi dice “questi sono i miei valori, ed è questo di cui voglio parlare” e io ci lavoro sopra».

Michelle Obama durante il suo discorso di sostegno a Hillary (Jessica Kourkounis/Getty Images); una foto della first lady con Hurwitz
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