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16:14 mercoledì 18 febbraio 2026
Il 6 marzo esce la nuova opera di Michel Houellebecq, che non è un libro ma un disco in cui recita le sue poesie Si chiama Souvenez-Vous de l’Homme e arriva 26 anni dopo il suo disco d'esordio, Présence Humaine, ormai diventato di culto.
In Brasile, il tiktok di un lavoratore arrabbiato ha dato inizio a un movimento per la riduzione della settimana lavorativa Rick Azevedo voleva soltanto sfogarsi sui social per l'ennesima richiesta assurda del suo capo. Ha dato il via a una protesta nazionale e a un processo di riforma.
Thurston Moore dei Sonic Youth ha fatto un nuovo album che ha definito «un requiem per i bambini di Gaza» Il disco s'intitola They Came Like Swallows - Seven Requiems for the Children of Gaza e lo ha realizzato in collaborazione con il musicista, produttore e discografico Bonner Kramer.
Il prezzo dei cetrioli è diventato il principale indicatore della crisi economica in Russia È raddoppiato rispetto a un anno fa, raggiungendo una media al chilo di circa 4 euro. I cittadini russi non la stanno prendendo affatto bene.
La nuova tendenza di ritorno alla vita analogica è pagare dei servizi che ti spediscono della posta via posta Da questa idea nasce “Perch Post”, un gruppo di persone che, in cambio di una piccola quota mensile, ricevono una busta piena di materiale stampato.
Per i 400 anni dalla consacrazione di San Pietro una delle iniziative del Vaticano è ingrandire il bar per i turisti che c’è sulla terrazza della Basilica La metratura del bar verrà raddoppiata, nonostante le polemiche secondo le quali servire panini e gazzose in un luogo così sacro sia quasi peccato.
Una ricerca ha scoperto che negli uffici in cui i dipendenti usano parecchio l’AI non si lavora di meno ma molto di più E la colpa è dei dipendenti, che usano il tempo risparmiato usando l'AI per lavorare a più cose, più di prima.
Su Ebay sono state messe in vendita le foto di 200 greci uccisi dai nazisti nel ’44 e adesso il governo greco sta facendo di tutto per recuperarle La scoperta ha sorpreso lo stesso governo, perché finora si pensava che della strage di Kaisariani non fossero rimaste testimonianze fotografiche.

Di Maio vuole essere Robin

Il viceministro grillino corre in soccorso di Salvini sulla questione razzismo. L'ennesima conferma della natura di destra dei Cinquestelle.

31 Luglio 2018

In attesa di capire meglio le conseguenze che derivano dalla scoperta di acqua su Marte, le notizie di questi giorni consentono di dire una parola definitiva su un’altra controversa teoria scientifica di cui si è molto discusso negli ultimi anni, relativa alla presenza di un’anima di sinistra nel Movimento 5 Stelle. Questione teorica che ha evidentemente un non secondario corollario pratico, in base al quale l’opposizione oggi dovrebbe puntare non già a contrastare la politica del governo nel suo insieme, ma a dividere il Movimento 5 Stelle dalla Lega, confidando nell’impeto di collera e indignazione che le mosse del ministro degli Interni in tema di immigrazione non possono non suscitare in qualunque persona di sinistra.

A chiudere il dibattito dovrebbero dunque bastare le parole pronunciate ieri da Luigi Di Maio. Di fronte alla successione di aggressioni, violenze e omicidi a sfondo razziale registrati negli ultimi mesi nel nostro Paese, Di Maio ha tenuto a precisare che in Italia non c’è «un allarme razzismo» e che questo argomento è utilizzato per «attaccare Matteo Salvini». Dimostrando così, con una sola affermazione, l’inconsistenza di entrambe le premesse su cui poggiava la tesi di una possibile spaccatura nella maggioranza: la presenza di un’anima di sinistra nei Cinquestelle e il maturare di una rivalità sempre più accesa tra Di Maio e Salvini per il predominio sulla coalizione. Niente di tutto questo. Da Di Maio, a fronte delle quotidiane dichiarazioni di guerra agli ultimi del mondo pronunciate a reti unificate dal suo alleato di governo, è venuto al massimo qualche innocuo tentativo di contendergli la luce dei riflettori attraverso trovate situazioniste, fra ridenti photo opportunity con Toninelli a Fiumicino e strazianti flash mob anti-vitalizi con Casalino (indimenticabile, a questo proposito, l’immagine del portavoce del capo del governo che ingiunge a parlamentari della Repubblica di sollevare in alto lo spumante e sorridere a favore di telecamera, in un tetro miscuglio di adunata nordcoreana e scampagnata fantozziana).

La dichiarazione di ieri dimostra dunque al di là di ogni ragionevole dubbio che Di Maio non ha nessuna intenzione di contestare a Salvini il ruolo di capitano, regista e centravanti di sfondamento del governo. Perché la verità è che in questo mondo di eroi a rovescio, in cui il giustiziere mascherato è quello che se la prende con i più deboli e chi li difende è uno snob, il ruolo di Batman non può che essere di Salvini, e nessuno glielo tocca. Di Maio vuole essere Robin.

Quanto all’idea che la situazione possa essere rovesciata da una rivolta capeggiata da Roberto Fico, come ancora si favoleggia dalle parti del Pd, è bene ricordare che ieri anche il presidente della Camera ha sentito l’esigenza di intervenire, per dichiarare che ogni atto di razzismo va sempre condannato, ma in Italia non c’è nessun problema di xenofobia. Alla successiva domanda del giornalista su Salvini, Fico ha preferito allontanarsi senza rispondere. Insomma, va tutto bene così.

Se proprio bisogna dare una parte anche a lui, al massimo può essere Alfred.

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