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09:54 venerdì 30 gennaio 2026
Dopo due mesi di silenzio, Paul Dano ha risposto ai commenti offensivi che Quentin Tarantino ha fatto su di lui Al Sundance Film Festival, Dano ha raccontato di essere estremamente grato alle persone che lo hanno difeso
Grazie a TikTok, un singolo di Jeff Buckley è entrato per la prima volta in classifica 29 anni dopo la sua morte “Lover, You Should’ve Come Over” è entrata nella top 100 USA, grazie ai tanti tiktok in cui è stata inserita.
Zohran Mamdani ha indossato una giacca Carhartt personalizzata molto stilosa per spalare la neve a New York Modello "Full Swing Steel", colore nero, sulla parte interna del collo ricamata la scritta "No problem too big, no task too small".
Werner Herzog ha spiegato il vero significato del “pinguino nichilista”, la scena del suo documentario Encounters at the End of the World diventata un popolarissimo meme Lo ha fatto con un reel su Instagram, in cui racconta di essere affascinato tanto dal comportamento dell'animale quanto da quello di chi ne ha fatto un meme.
In Iran stanno arrestando i medici che hanno curato i manifestanti feriti durante le proteste Almeno nove medici sarebbero stati arrestati come ritorsione per aver curato persone ferite. Uno rischierebbe addirittura la pena di morte.
Blossoms Shanghai, la prima serie tv di Wong Kar-wai, arriva su Mubi il 26 febbraio Dopo il grandissimo successo in Cina, l'opera prima televisiva di Wong Kar-wai arriva finalmente anche in Italia.
C’è un video in cui si vede un altro violento scontro tra gli agenti Ice e Alex Pretti avvenuto 11 giorni prima della sua morte Tre nuovi video rivelano che Pretti era già stato aggredito e ferito da agenti ICE, in uno scontro molto simile a quello in cui poi ha perso la vita.
All’Haute Couture di Parigi, Schiaparelli ha fatto indossare all’attrice Teyana Taylor i gioielli rubati al Louvre Erano però una copia, ricreata per la maison dallo stilista Daniel Roseberry, che ha detto «avevo solo voglia di divertirmi un po'».

Di cosa si è parlato questa settimana

I fascisti di Acca Larenzia, i narcos di Quito, le vittorie di Oppenheimer e le altre notizie degli ultimi giorni.

di Studio
13 Gennaio 2024

Polemiche – Cacca Larenzia
Nel giorno della marmotta che è il nostro dibattito pubblico, il 7 gennaio è l’ora in cui riscopriamo che il fascismo esiste e che ogni anno si ritrova a Roma per la commemorazione della strage di Acca Larenzia. Stupore, denunce, indignazione, il ciclo si ripete ogni anno, quest’anno più identico degli altri perché al governo c’è FdI, perché Meloni non si è pronunciata, perché La Russa non è sicuro che il saluto romano costituisca reato. Come ogni anno tutto finisce in maniera veloce e indolore, giusto il tempo che il centro di gravità della discussione politica si sposti sulla nuova attualità: Paola Cortellesi che dà la sua lettura femminista di Biancaneve agli studenti della Luiss, la proposta di legge di Forza Italia per introdurre la doggy bag obbligatoria nei ristoranti. In attesa del 28 aprile, giorno in cui il fascismo si ritroverà a Predappio per l’anniversario della morte di Mussolini e verrà scoperto di nuovo.

Esteri – La malavita in diretta
Le immagini arrivate in questi giorni dall’Ecuador starebbero perfettamente in un trailer di GTA VI, tra rivolte in carcere, guerriglia nelle strade, dirette televisive interrotte da assalti di narcos mascherati, granate infilate nei taschini delle giacche di giornalisti terrorizzati. A esercito e polizia il compito di mantenere la promessa fatta – anche questa in diretta tv – dal Presidente Daniel Noboa: l’impero dei cartelli della droga ecuadoriani crollerà entro la fine del suo mandato. In pochi giorni ci sono stati più di 300 arresti, diversi morti, persone prese in ostaggio, sequestri di una tale quantità d’armi che si capisce perché la dicitura ufficiale in Ecuador non sia più narcos: ora si chiamano terroristi.

Politica – C’eravamo tanto armati
Il Partito democratico è favorevole a continuare a sostenere l’Ucraina nella guerra contro la Russia, anche inviando armi e munizioni? A quanto pare no, la linea del partito non è chiara, la discussione è ancora in corso, ed è per questo che nell’ultima votazione tenutasi in Parlamento sulla questione il Pd ha preferito astenersi, sia nelle risoluzioni presentate dalla maggioranza di governo che in quelle presentate dall’opposizione centrista Italia Viva-Azione-Più Europa. Ma allora il Partito democratico è contrario a continuare a sostenere l’Ucraina nella guerra contro la Russia, anche inviando armi e munizioni? A quanto pare no, la linea del partito non è chiara, la discussione è ancora in corso, ed è per questo che nell’ultima votazione tenutasi in Parlamento sulla questione il Pd ha preferito astenersi, anche nella risoluzione presentata dal Movimento 5 Stelle che chiedeva la fine del sostegno militare all’Ucraina. Il tempo per deciderla, questa linea, tanto non manca: la guerra va avanti ormai da due anni e all’orizzonte non si vede tregua né pace.

Cronaca – Presi per il Cuno
«Non vedo l’ora che arrivi la nuova udienza», ha detto Olindo Romano. Lui e la moglie Rosa Bazzi hanno accolto con grande entusiasmo la riapertura, dopo diciassette anni, del processo per la strage di Erba che l’11 dicembre 2006 causò la morte di Raffaella Castagna, suo figlio di 2 anni Youssef Marzouk, la madre Paola Galli e la vicina di casa Valeria Cherubini. Ospite di Bruno Vespa, Cuno Tarfusser (sostituto procuratore generale della Corte di Appello di Milano), ha spiegato le ragioni che hanno portato la Corte d’Appello di Brescia ad accogliere la richiesta di revisione del processo: «Io non dico che devono essere assolti. Ho fatto la richiesta di revisione affinché si rifaccia il processo, perché ritengo che le prove che all’epoca hanno in qualche modo portato alla loro condanna all’ergastolo siano prove che non giustificano la loro dichiarazione di colpevolezza». Al processo del primo marzo non parteciperanno invece i fratelli Pietro e Giuseppe Castagna, parti civili, che nella strage persero madre, sorella e nipote.

Cinema – Goldenheimer
Il capitolo conclusivo del Barbenheimer è andato in scena ai Golden Globe ed è stato il trionfo di Oppenheimer: cinque premi per il film di Christopher Nolan, vincitore nelle categorie Miglior film drammatico, Miglior attore in un film drammatico (Cillian Murphy), Miglior attore non protagonista (Robert Downey Jr.), Miglior regia e Miglior colonna sonora originale (Ludwig Göransson). Ma di questi Golden Globe si è parlato soprattutto per altri motivi: il «Suck it, Pedro» di Kieran Culkin, vincitore del premio come Miglior attore in una serie drammatica, la vittoria di Jeremy Allen White (come Miglior attore di una serie comedy) poche ore dopo l’uscita della pubblicità di Calvin Klein che non c’è bisogno di descrivere, e infine le smancerie tra Timothée Chalamet e Kylie Jenner, che hanno esasperato anche le fan più accanite dell’attore, quelle che ascoltano Sufjan Stevens e collezionano tote bag di riviste indipendenti. Deluse, ingannate, tradite. Au revoir, Timothée: ti credevamo diverso.

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