Hype ↓
20:48 martedì 25 agosto 2026
Pur di non danneggiare un antico castello da ristrutturare, in Giappone lo hanno fatto spostare a mano da 1800 volontari Il mastio del castello di Hirosaki pesa 360 tonnellate. Questo non ha affatto scoraggiato i volontari.
C’è una certa confusione attorno all’attore che interpreterà il professore di Difesa dalle Arti Oscure nella serie tv di Harry Potter La parte era stata affidata a Nicholas Hoult, che prima ha accettato e poi ci ha ripensato perché i suoi fan avevano preso malissimo la notizia. Ora il ruolo è passato a Kit Harington, i cui fan si sono fin qui dimostrati indifferenti.
Uniqlo ha lanciato la sua prima collezione di hijab Il lancio è avvenuto il 17 agosto in Malesia, Indonesia, Singapore e Filippine. È la prima collezione di hijab tutta realizzata dal brand, al di fuori di capsule collection e partnership speciali.
La tv di Stato iraniana ha messo una taglia di 10 milioni di dollari sulla testa di Barron Trump Dando anche dei consigli pratici e logistici su come uccidere il più piccolo dei figli del Presidente degli Stati Uniti.
Un tizio ha creato una mappa di tutti i musei più strani e di nicchia del mondo Volete sapere dov'è che si trova il museo delle pompe di benzina, quello delle archeoplastiche o degli spazzacamini? Questo è lo strumento che fa per voi. E sì, questi musei esistono tutti e si trovano tutti in Italia.
Tra i film in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia si è aggiunto all’ultimo NAZA, il nuovo documentario dei registi di No Other Land Yuval Abraham e Rachel Szor Prodotto (tra gli altri) dal Guardian e da Jonathan Glazer, e il titolo è l'acronimo con cui l'intelligence israeliana conta i civili palestinesi che muoiono nei raid.
C’è un film d’animazione così brutto che sta diventando campione d’incassi perché le persone vanno a vederlo per accertarsi che sia davvero così brutto Niu Lai è il film del momento in Cina, prodotto dell'ingegno di una madre e un figlio senza nessuna esperienza e formazione in cinema d'animazione. E si vede.
Le donne iraniane si stanno togliendo il velo e stavolta il regime è troppo impegnato nella guerra con gli Usa per farci qualcosa La repressione non si ferma, ma ormai le donne che semplicemente rifiutano di mettere l'hijab sono troppe per perseguirle e condannarle tutte.

I misogini violenti adesso hanno un candidato al Congresso

È Nathan Larson, un "incel" trentasettenne che si è presentato alle elezioni di novembre: «Il femminismo è il problema e lo stupro è la soluzione».

04 Giugno 2018

Dei cosiddetti “incel” si è iniziato a parlare in Italia dopo l’attentato di Toronto. Il termine deriva da “involuntary celibates”, a volte tradotto “involontariamente celibe” anche se in realtà indica quegli uomini costretti all’astinenza sessuale loro malgrado, e non gli scapoli che vorrebbero essere ammogliati. Letteralmente, dunque, gli “incel” sono gli uomini (etero) che vorrebbero avere una vita sessuale ma non ce l’hanno, e in effetti la parola fu coniata negli anni Novanta da una psicoterapeuta che voleva aiutare i maschi un po’ troppo timidi a migliorare i loro rapporti con l’altro sesso, però più recentemente ha assunto un significato molto più sinistro: gli “incel” sono gli uomini senza una vita sessuale che, per questo, odiano le donne di un odio virulento, proclamano di volerle uccidere e stuprare. È una cultura che vive soprattutto online, dove si interseca con l’alt-right, ma che ha prodotto danni, talvolta gravissimi, anche offline: era un “incel” dichiarato il terrorista che ha ucciso dieci persone a Toronto lo scorso aprile, e lo era anche il terrorista che ne ha uccise sette a Isla Vista, in California, nel 2014. La novità è che adesso il movimento “incel” ha anche un suo candidato: è Nathan Larson, un trentasettenne della Virginia che si è candidato da indipendente al Congresso degli Stati Uniti (si vota a novembre).

La candidatura di Larson, che vive a Charlottesville, la città divenuta celebre per la manifestazione neo-nazista dove è stata uccisa una donna, è stata inizialmente notata dall’Huffington Post, poi ne hanno scritto anche l’Independent, il Washington Post e molti altri. L’Huffington Post, che gli ha parlato al telefono, sostiene che Larson nell’intervista si è vantato di avere stuprato ripetutamente la sua ex moglie (che poi si è suicidata) e detto di approvare la pedofilia (anche se su questo punto l’Huffington Post è un po’ vago e non si capisce se lui scherzasse o meno). Quello che è certo è che aveva fondato un sito intitolato “Incelocalypse”, cioè l’apocalisse degli incel, che si rivolgeva apertamente a quella community violentemente misogina e che includeva una sezione dedicata alla pedofilia, e più precisamente alla volontà di stuprare bambine e ragazze adolescenti: Incelocalypse ma non è più online, ma su di esso aveva indagato Babe (erano stati loro a richiedere all’host di rimuovere il sito). Sul sito Larson scriveva cose come: «Il femminismo è il problema e lo stupro è la soluzione».

incel

Anche il Washington Post ci ha parlato al telefono: conferma che Larson aderisce all’ideologia incel e che le sue idee sono diventate più estremiste dopo il divorzio, nel 2015. Inoltre, riporta sempre il Post, vive ancora con i suoi genitori e passa la maggior parte del suo tempo davanti a internet, ed è stato incarcerato nel 2009 per avere minacciato di morte il presidente degli Stati Uniti (non è chiaro se George W. Bush o Barack Obama). L’Independent è andato a spulciarsi il suo programma elettorale, dove, tra le altre cose, si scopre che vuole ricostruire «una supremazia bianca benevola» (punto 6) e «il patriarcato» (punto 7). Altri hanno fatto notare che nello stesso manifesto definisce Hitler «un eroe» e accusa Margaret Thatcher di essersi presa i meriti dei suoi consiglieri maschi.

La candidatura di uno squilibrato con una condanna per minacce di morte alle spalle e stata resa possibile da un recente cambio della legge della Virginia: prima chi era stato condannato per reati gravi non poteva candidarsi. Larson, peraltro, ha scarsissime possibilità di essere eletto. Il solo fatto che stiamo parlando di un personaggio del genere, che ha detto cose di questo tipo è indicativo di un aspetto particolarmente inquietante dell’alt-right: il rapporto con le donne, che è ancora peggiore di quello delle precedenti varianti dell’estrema destra. Nelle sue incarnazioni precedenti, infatti, il neofascismo era stato sempre profondamente maschilista: l’idea, insomma, era che le donne dovessero essere solo mogli e madri, sfornare figli per la patria e non rompere le palle; però finché erano disposte ad essere confinate a quei ruoli erano considerate creature tollerabili e utili alla nazione, secondo lo slogan hitleriano Kinder, Küche, Kirche. L’alt-right, in questo, rappresenta qualcosa di nuovo: le donne non vanno più tenute e/o messe “al loro posto”, vanno attivamente attaccate, uccise, stuprate, picchiate. È quello che alcuni sociologi definiscono “sessismo ostile”, in contrapposizione col “sessismo benevolo”: non che il “sessismo benevolo”, quello secondo cui le donne devono stare a casa a fare la calza, sia proprio benevolo; è che quello ostile è proprio tanto ostile, implica una chiamata alle armi.

In questi giorni il New York Times ha dedicato un editoriale illuminante alle cosiddette “trad wives”, o “mogli tradizionaliste”, quella cultura internet neo-reazionaria composta da giovanissime donne sposate, spesso youtuber, che in soldoni raccontano quanto sia bello sfornare figli bianchi per la nazione. Impersonano il tropo che ai neonazisti di vecchio stampo sarebbe piaciuto, Kinder, Küche, Kirche appunto, eppure all’alt-right non piacciono neppure loro: in breve i maschietti del movimento, che sono la stragrande maggioranza, hanno deciso che anche loro erano il nemico, ed è nata una campagna contro le cosiddette “Tradthot” (crasi tra “trad”, tradizionalista, e “thot”, “quella puttana lì”), che erano accusate di essere “femministe sotto-copertura”). L’alt-right, insomma, non tollera le donne neanche quando vogliono essere sottomesse.

Articoli Suggeriti
Tutto casita e chiesa: l’improbabile ma non impossibile crossover tra Bad Bunny e Papa Leone a Madrid

In questo fine settimana il Pontefice e la popstar più famosa del mondo saranno entrambi a Madrid. E le rispettive "diplomazie" stanno facendo di tutto per favorire un incontro.

Dua Lipa ha pubblicato gratuitamente su YouTube il film concerto di Radical Optimism nonostante avesse ricevuto offerte milionarie dalle piattaforme streaming

Si intitola Dua Lipa - Live From Mexico, dura due ore e in nemmeno una settimana ha già superato i due milioni di visualizzazioni.