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Per entrare nel Board of Peace per Gaza istituito da Trump bisogna pagare un miliardo di dollari Tutti soldi che verranno investiti nella ricostruzione della Striscia, ha giurato l'amministrazione americana.
Julian Barnes ha annunciato che il suo prossimo libro, Partenze, sarà anche l’ultimo Il romanzo uscirà il 20 gennaio anche in Italia per Einaudi. Dopo questo non ce ne saranno altri, come confermato dallo stesso scrittore.
È morto Valentino Garavani «Si è spento nella serenità della sua residenza romana, circondato dall’affetto dei suoi cari», si legge nella nota stampa della fondazione Valentino.
Il regime iraniano avrebbe intenzione di “scollegare” definitivamente il Paese da internet e farsi la sua Rete nazionale Il modello sarebbe l'internet della Corea del Nord e sistemi simili sperimentati in Russia e Cina: chiusi, inaccessibili, efficacissimi strumenti di censura.
Britney Spears si è chiesta «da dove ca**o salta fuori» la mela di Pistoletto in Stazione Centrale a Milano L'ha scritto sotto la foto di uno sconosciuto che, senza alcun apparente motivo, Britney ha voluto postare sul suo profilo Instagram.
Era dal 2013 che non si verificava un incidente ferroviario grave come quello in Andalusia Al momento sono 39 le vittime e 150 i feriti accertati nell'incidente, numeri che, purtroppo, quasi sicuramente saliranno.
Si è scoperto che a difendere la Groenlandia in caso di un attacco americano dovrebbe essere un viceammiraglio americano Doug Perry, 58 anni, veterano della navigazione sottomarina, è l'uomo che i Paesi membri della Nato hanno scelto per proteggere l'Artico.
Josh Safdie ha detto che nella prima versione del finale di Marty Supreme Marty diventava un vampiro Persino un produttore dalla mente aperta come A24 ha pensato che fosse un finale troppo strano e l'ha costretto a cambiarlo, ha spiegato il regista.

Perché alcuni Paesi europei, come l’Estonia, soffriranno meno a causa dell’emergenza Coronavirus

19 Marzo 2020

Gli effetti economici della pandemia provocata dal Coronavirus, ormai lo abbiamo capito, si faranno sentire per un lungo periodo. Tutti i settori ne saranno colpiti, dalla moda all’editoria al turismo, mettendo in difficoltà (come già sta succedendo) l’economia di altrettanti Paesi. Come spiega Jack Ewing sul New York Times, a soffrire saranno sopratutto quei Paesi, come l’Italia e la Grecia ad esempio, la cui economia è sostenuta massicciamente dal turismo e che vantano una catena di produzione importante ma costituita spesso da piccole e medie imprese, quindi più vulnerabili. Questi Paesi erano già indeboliti dai tagli alla sanità e al welfare imposti dalle politiche di austerità degli ultimi dieci anni, ma anche quelli che sono considerati più stabili, come la Germania, dove il settore automotive è già in difficoltà, e i Paesi Bassi, non sfuggiranno facilmente ai contraccolpi.

In Europa, però, ci sono anche Paesi che potrebbero non risentirne troppo, dice il Nyt. È il caso della piccola Estonia, dove molte aziende sono già in grado di fornire i propri servizi in modo digitale e in cui i dipendenti sono già ampiamente abituati a lavorare da casa. Della vivace scena di start-up digitali che anima la capitale Tallinn ne avevamo parlato anche sul numero 36 di Rivista Studio, esplorando la città che oggi costituisce una delle più avanzate esperienze al mondo di innovazione tecnologica applicata alla vita pubblica. La minuscola nazione baltica, infatti, con una popolazione di 1,3 milioni di persone, possiede una delle economie più dinamiche dell’eurozona. La crescita nel 2019 è stata superiore al 4 per cento, la disoccupazione è inferiore al 5 per cento e il debito pubblico è trascurabile, lasciando ampio spazio agli stimoli fiscali.

Secondo le previsioni di Carsten Brzeski, Chief eurozone economist presso la banca ING, è ancora presto per avere un quadro chiaro della situazione, considerando che siamo nel bel mezzo della pandemia, ma è piuttosto realistico immaginare che l’Italia subirà i danni più ingenti a causa della stagnazione economica e del debito pubblico cronici. Anche la situazione della Grecia si prospetta difficile, mentre nei Paesi Bassi lo stop del settore aeronautico sta già mettendo in difficoltà le grandi aziende come Air France KLM che lì risiedono. In Germania, così come in Spagna, sarà il settore automobilistico – che non può certo lavorare da remoto – a subire le perdite più pesanti, sebbene il Paese possa vantare su garanzie economiche di tutto rispetto. La Francia, infine, non avendo filiere produttive che si fondano su piccoli professionisti ma imprese di larga scala, potrebbe essere quella più avvantaggiata nel navigare questo difficile periodo.

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