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Come Youtube vuole reinventare le televisione

Può sembrare sia sempre esistito ma Youtube è nato nel 2005, appena sette anni fa. Fondato da tre ex dipendenti di Paypal (Chad Hurley, Steve Chen, Jawed Karim), nacque come una sorta di versione video di Flickr, il noto social network per la condivizione e la pubblicazione di foto e immagini. In tempi in cui allo streaming di filmati era preferito il download (che garantiva una qualità migliore), i tre giovani sfidarono lo zeitgeist e costruirono il sito in uno degli ormai mitologici garage della Silicon Valley.

 

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Youtube nacque come un esperimento e il primo video mai caricato sul sito è molto scherzoso: 19 secondi in cui Jawed Karim parla davanti alla gabbia degli elefanti nello zoo di San Diego. Jawed, l’account in cui fu uploadato, è anche il primo a essere stato creato. “La cosa bella degli elefanti è che hanno delle proboscidi molto lunghe”, dice il giovane ignaro di essere sotto l’obiettivo della Storia. Inutile dire che in pochi mesi Youtube divenne una cosa seria. Abbastanza seria da convincere Google ad acquistarlo, il 10 ottobre 2006, per 1,65 miliardi di dollari. Un’acquisizione che fu annunciata da Hurley e Chen con un altro video piuttosto artigianale.

 

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Oggi Youtube è il terzo sito più visitato al mondo (dopo Google stesso e Facebook) e il secondo archivio online più navigato (dopo quello della Grande G). Forte di questi successi, il colosso si prepara a cambiare la televisione, ovvero a gettarsi in due ambienti per cui sin dagli albori sembrava meno portato. Due passi in avanti, due rivoluzioni imminenti. YT sta infatti preparando l’invasione al mercato dell’alta qualità (che nello streaming sono prerogativa di prodotti come Vimeo) e – soprattutto – a contenuti non creati dagli utenti ma da “dipendenti” del sito.

Lo spiega John Seabrook con un lungo e bellissimo articolo pubblicato questa settimana dal New Yorker in cui è raccontata la storia del sito (dalle origini a oggi) e viene delineato il progetto “televisivo” di Youtube. L’idea, secondo alcuni analisti interpellati dal settimanale statunitense, è destinata a cambiare radicalmente il mezzo televisivo, soprattutto la cosiddetta cable tv, la tv via cavo trasmessa previo abbonamento, caratterizzata da canali tematici, focalizzati su nicchie di interessi e in grado di offrire prodotti di alta qualità per palati esigenti. Tramite accordi diretti con diversi gruppi di autori, quindi, Youtube sarà in grado di trasmettere prodotti di intrattenimento di qualsiasi tipo, con un vantaggio considerevole rispetto alla cable: nel web una nicchia può permettersi di essere più piccola rispetto agli standard catodici.Come ha spiegato Robert Kyncl, responsabile per l’azienda della nuova vita del sito, si potranno creare canali dedicati a qualsiasi tema, compreso la corsa al galoppo coi cavalli perché basterà creare una qualche ora di contenuto da mandare online, mentre “con la televisione si devono fare palinsesti da 24 ore”.

Un progetto avvincente e complesso, frutto di anni di preparazione e che non può essere sbrigato in poche parole (il New Yorker ne ha impiegate più di 6500) e per cui rimandiamo all’originale. Per chi volesse approfondire le vicende di uno dei siti più importanti della storia del web, ecco la storia del sito raccontata dai suoi due fondatori.

 

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