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19:48 domenica 17 maggio 2026
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Israele vuole fare causa al New York Times per un’inchiesta che racconta le violenze sessuali dei soldati dell’IDF sui prigionieri palestinesi L'inchiesta l'ha firmata il giornalista premio Pulitzer Nicholas Kristof e il giornale ha definito tutto ciò che racconta come «ampiamente verificato».
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L’ultima assurdità in fatto di cibo uscita da internet è il biblical eating, cioè mangiare come si mangia nella Bibbia Una dieta basata solo sugli ingredienti, le preparazioni e le ricette menzionate nella Bibbia. Serve a tenersi in forma e a scacciare il Diavolo, dicono i sostenitori.
A giugno arriveranno in streaming i primi quattro film di Sean Baker, mai distribuiti fino a ora in Italia Sono Four Letter Words, Take Out, Prince of Broadway, Starlet e saranno disponibili a partire da giugno, in lingua originale con sottotitoli.
C’è una copia di Wikipedia in cui tutti gli articoli sono deliri sconnessi e sconclusionati scritti da una AI Si chiama Halupedia e contiene tutte le informazioni su eventi storici come il Grande Censimento dei Piccioni del 1887 e approfondimenti sul mandato gnomico del ragionamento circolare.
Un’operazione segreta dell’Onu ha salvato dalle macerie di Gaza milioni di documenti che ricostruiscono la storia del popolo palestinese dalla Nakba a oggi In 10 mesi, gli operatori hanno salvato milioni di documenti che permetteranno di ricostruire gli alberi genealogici dei palestinesi e di raccontare il loro legame con quella terra.
La lunghissima, tesissima, imbarazzatissima stretta di mano tra Donald Trump e Xi Jinping È durata 14 secondi, nessuno sembrava voler mollare la presa per primo, ovviamente su internet si sono fatte scommesse e meme a riguardo.

Una delle nuove differenze tra ricchi e poveri è il green divide, cioè la possibilità e facilità di accedere a zone verdi

Lo ha dimostrato una ricerca pubblicata su Nature Communications: meno del 15 per cento dei cittadini europei ha un accesso adeguato al verde. Nella situazione peggiore, ovviamente, ci sono i cittadini più poveri.

14 Aprile 2026

Un futuro dove solo i più abbienti avranno accesso alle zone verdi, e alla tranquillità e al benessere e alla salute che ne conseguono, non è lontano né distopico: è già qui. Secondo un nuovo studio che ha mappato gli spazi verdi in 862 città del continente, gli europei benestanti hanno molte più probabilità di avere accesso alla natura rispetto ai residenti delle stesse città con redditi bassi. Per la precisione, il “divario verde” (green divide) individuato dai ricercatori della Commissione Europea e dell’Università di Copenaghen si traduce nel fatto che meno del 15 per cento delle persone che vivono nelle 862 città analizzate ha un accesso adeguato ad alberi, ombra e spazi verdi.

La “colpa” è ovviamente dei tanto, troppo negati cambiamenti climatici che danneggiano gli ecosistemi e rendono più intense le ondate di calore nelle città, a cui si aggiungono inquinamento atmosferico e acustico. Dallo studio pubblicato su Nature Communications e ripreso da Politico, emerge anche che le città del nord-ovest dell’Europa, più ricco, hanno il doppio delle probabilità di soddisfare gli standard 3-30-300 (le linee guida per il buon vivere che consigliano di: vedere dalla propria abitazione almeno 3 alberi, il 30 per cento del quartiere in cui si vive coperto da verde e vivere a meno di 300 metri da un parco) rispetto a quelle dell’Europa meridionale e orientale.

Gli abitanti di Helsinki, Monaco e Cracovia hanno, per esempio, molte più probabilità di avere un buon accesso agli spazi verdi rispetto agli abitanti delle città del sud. Ma è il “divario verde”, in teoria, non dovrebbe esistere. Lo dice l’Unione Europea che con una normativa ha stabilito che i Paesi dell’Unione dovrebbero impedire la perdita netta di spazi verdi urbani e di copertura arborea urbana fino al 2030, per poi iniziare ad aumentare gradualmente il numero di spazi verdi nelle città dopo tale data.

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