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23:24 giovedì 11 giugno 2026
L’agenzia meteorologica giapponese è la prima al mondo a dire che il Super El Niño è ufficialmente arrivato E adesso ci si aspetta che altre agenzie, stabilito il primo precedente, facciano lo stesso. Anche perché gli indizi iniziano a essere tanti.
La FIFA aveva imposto il divieto di portarsi la propria bottiglietta d’acqua alle partite del Mondiale ma dopo le proteste dei tifosi e l’intervento di Mamdani è stata costretta a ripensarci Il sindaco di New York si è schierato con i tifosi dicendo che «nessuno dovrebbe rischiare la disidratazione perché i prezzi sono troppo alti».
La nuova impresa di Peter Thiel è una start up AI che aiuta i ricchi a querelare i giornalisti Si chiama Objection.ai e per una cifra che va da un minimo di 2 mila a un massimo di 15 mila dollari permette di smentire un articolo e denunciare un giornalista.
Ari Aster ha scritto un prequel di Hereditary ma non trova mai il momento giusto per girarlo La sceneggiatura è finita, si tratta "solo" di far partire la produzione. Ma a quanto pare, proprio non trova il tempo.
Thomas Bangalter dei Daft Punk ha pubblicato online un set in cui suona tutte le sue canzoni preferite Lo ha fatto per The Lot Radio, radio di Brooklyn, che ha messo tutto il set online, gratuitamente. Bangalter aveva annunciato nulla, si è semplicemente messo in postazione e ha iniziato a suonare.
Nonostante le aziende ci stiano investendo miliardi, non c’è ancora nessuna prova scientifica che l’AI sia più efficiente e conveniente del lavoro umano Nonostante investimenti che sfiorano già i mille miliardi di dollari, nessuna ricerca scientifica ha ancora dimostrato che le macchine costano meno degli uomini.
Negli Stati Uniti già 70 città hanno imposto il divieto di costruzione di nuovi data center Divieti più o meno lunghi, più o meno temporanei, ma sempre più diffusi. Tra le città che ne hanno già imposto uno ci sono New York, Denver, New Orleans, Seattle e Minneapolis.
In Svezia la denatalità è così grave che si sta pensando di introdurre la fecondazione assistita “di Stato” Al momento il Servizio Sanitario Nazionale copre i costi per sei tentativi alle persone senza figli. L'attuale governo vuole coprire i costi di tutti i tentativi, per tutti.

Una delle nuove differenze tra ricchi e poveri è il green divide, cioè la possibilità e facilità di accedere a zone verdi

Lo ha dimostrato una ricerca pubblicata su Nature Communications: meno del 15 per cento dei cittadini europei ha un accesso adeguato al verde. Nella situazione peggiore, ovviamente, ci sono i cittadini più poveri.

14 Aprile 2026

Un futuro dove solo i più abbienti avranno accesso alle zone verdi, e alla tranquillità e al benessere e alla salute che ne conseguono, non è lontano né distopico: è già qui. Secondo un nuovo studio che ha mappato gli spazi verdi in 862 città del continente, gli europei benestanti hanno molte più probabilità di avere accesso alla natura rispetto ai residenti delle stesse città con redditi bassi. Per la precisione, il “divario verde” (green divide) individuato dai ricercatori della Commissione Europea e dell’Università di Copenaghen si traduce nel fatto che meno del 15 per cento delle persone che vivono nelle 862 città analizzate ha un accesso adeguato ad alberi, ombra e spazi verdi.

La “colpa” è ovviamente dei tanto, troppo negati cambiamenti climatici che danneggiano gli ecosistemi e rendono più intense le ondate di calore nelle città, a cui si aggiungono inquinamento atmosferico e acustico. Dallo studio pubblicato su Nature Communications e ripreso da Politico, emerge anche che le città del nord-ovest dell’Europa, più ricco, hanno il doppio delle probabilità di soddisfare gli standard 3-30-300 (le linee guida per il buon vivere che consigliano di: vedere dalla propria abitazione almeno 3 alberi, il 30 per cento del quartiere in cui si vive coperto da verde e vivere a meno di 300 metri da un parco) rispetto a quelle dell’Europa meridionale e orientale.

Gli abitanti di Helsinki, Monaco e Cracovia hanno, per esempio, molte più probabilità di avere un buon accesso agli spazi verdi rispetto agli abitanti delle città del sud. Ma è il “divario verde”, in teoria, non dovrebbe esistere. Lo dice l’Unione Europea che con una normativa ha stabilito che i Paesi dell’Unione dovrebbero impedire la perdita netta di spazi verdi urbani e di copertura arborea urbana fino al 2030, per poi iniziare ad aumentare gradualmente il numero di spazi verdi nelle città dopo tale data.

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