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CAM Sugar ha svelato delle foto mai viste prima dello studio di Ennio Morricone Sono state mostrate nella conferenza stampa di presentazione del Festival Internazionale delle Colonne Sonore, organizzato da CAM Sugar e Triennale Milano.
C’è un gioco da tavolo in cui la missione è organizzare e compiere un attentato contro Mussolini Si intitola Attento al dvce! ed è un racconto delle «gesta di poche persone, spesso sole e mal organizzate ma colme di rabbia, coraggio e soprattutto di speranza in un mondo nuovo libero dal fascismo».
Si è scoperto che Peter Thiel ha fondato una società segreta in cui le persone più ricche e potenti del mondo si ritrovano per parlare di argomenti piuttosto strani Tra gli incontri organizzati da questo curioso club figurano "Fondiamo una setta" e "Come va la tua vita sessuale?".
Per combattere l’ondata di caldo, i cinema indipendenti di Parigi hanno lanciato il Cine-clim, cioè proiezioni gratuite nelle sale con l’aria condizionata nelle ore più calde della giornata Dalle 13 alle 16, un film gratis, in una sala fresca, con precedenza a under 25, over 65, donne e persone disabili.
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L’ultimo, ridicolo risultato del sovranismo italiano è Emma, l’AI che dà solo risposte sbagliate e deliranti E stata chiusa cinque giorni dopo il lancio e dopo aver sbagliato a rispondere a letteralmente tutte le domande che le sono state fatte.
C’è un mobile game che ti fa “collezionare” i gatti randagi che incontri per strada come i Pokémon in Pokémon Go Si chiama CatchCat e ha anche un archivio, molto simile a un Pokedex, in cui i gatti vengono classificati con statistiche e punti esperienza.
Quello che sta investendo l’Europa è un evento climatico estremo chiamato omega block Si tratta di un fronte di alta pressione intrappolato tra due di bassa pressione. In sostanza, di una "cupola" di aria calda schiacciata sul continente.

Calenda è andato al seggio per votare al referendum ma lo hanno mandato via perché aveva la tessera elettorale “esaurita”

È corso a farsene fare una nuova e poi è tornato di fretta al seggio, dove infine è riuscito a votare.

09 Giugno 2025

Un uomo si prepara per andare a votare. Prima di uscire controlla di avere tutto il necessario: il portafoglio con la carta d’identità, le chiavi di casa, la tessera elettorale. C’è tutto. L’uomo esce di casa e si dirige al seggio. C’è un po’ di coda. L’uomo si mette in fila, aspetta il suo turno. Arriva il suo momento, entra nel seggio, va verso la cabina elettorale. Si ferma davanti allo scrutatore, al quale fornisce tutti i documenti del caso. Lo scrutatore prende la scheda elettorale dell’uomo, la apre, la guarda, la chiude, la restituisce all’uomo. «Lei non può votare», dice lo scrutatore. Ma che succede, si chiede l’uomo. Non è questa più una democrazia, forse? Non hanno tutti i cittadini lo stesso diritto di esprimersi tramite l’istituto del voto? Allora ha ragione chi sostiene che l’Italia è in piena deriva autoritaria!

Niente di tutto questo, in realtà. Lo sanno sia l’uomo che lo scrutatore che in questo seggio romano non si sta verificando nessuna emergenza democratica. L’uomo può votare e lo scrutatore non vede l’ora di permettergli di farlo. Però prima l’uomo deve andare in via Petroselli, a Roma (dove si trova il Dipartimento Decentramento e Servizi Delegati – Ufficio Elettorale Centrale), a farsi fare una nuova scheda elettorale perché quella che si è portato dietro è “esaurita”: sono stati timbrati tutti gli spazi timbrabili, non ce n’è più uno libero, l’uomo è un tale cittadino modello che ha votato sempre, su ogni questione, a ogni chiamata elettorale o referendaria. Una tessera elettorale non basta a contenere tutto lo spirito civico dell’uomo.

Sorpreso, un po’ imbarazzato ma di certo non abbattuto, l’uomo si reca presso il Dipartimento Decentramento e Servizi Delegati – Ufficio Elettorale Centrale di via Petroselli, ritira la sua tessera elettorale nuova fiammante e torna nel seggio: finalmente può esercitare il suo diritto di voto. Ritira tutte e cinque le schede, dice la sua su tutti e cinque i quesiti referendari. Piega la scheda, la infila nell’urna, porge la tessera elettorale allo scrutatore affinché quest’ultimo possa battezzarla con il primo timbro. Lo scrutatore timbra, l’uomo si riprende la tessera, esce dal seggio e torna a casa. Questa è la storia del referendum di Carlo Calenda.

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