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16:30 venerdì 9 gennaio 2026
L’unico film corto mai realizzato da Béla Tarr si può vedere gratuitamente online Si chiama Prologue, fa parte di Visions of Europe, un film collettivo del 2004 composto da 25 cortometraggi, e dura poco più di 5 minuti.
Per impedire ai manifestanti di organizzare altre proteste, il regime iraniano ha spento completamente internet in tutto il Paese Tra giovedì 8 e venerdì 9 gennaio, il traffico internet in Iran si è azzerato. Letteralmente. Il regime spera così di rendere più difficile l'organizzazione di nuove proteste.
X è diventato il sito che produce e pubblica più deepfake pornografici di tutta internet Grazie soprattutto all'AI Grok, che ogni ora sforna circa 7 mila immagini porno, usando anche foto di persone vere, senza il loro consenso.
Su Disney+ arriveranno brevi video in formato verticale per gli spettatori che non vogliono vedere film né serie ma solo fare doomscrolling L'obiettivo dichiarato è quello di conquistare il pubblico il cui unico intrattenimento sono i contenuti che trovano a caso sui social.
I fan di Stranger Things si sono convinti che sarebbe uscito un altro episodio della serie e l’hanno cercato su Netflix fino a far crashare la piattaforma Episodio che ovviamente non è mai esistito, nonostante un teoria nata tra Reddit e TikTok abbia convinto migliaia di persone del contrario.
Al funerale di Brigitte Bardot c’era anche Marine Le Pen La leader del Rassemblement National era tra i pochissimi politici invitati alla cerimonia, tenutasi mercoledì 7 gennaio a Saint-Tropez.
Durante un raid a Minneapolis gli agenti dell’Ice hanno ucciso una donna che stava scappando e il sindaco ha detto che è meglio per loro se ora «si tolgono dalle palle» «Sparite. Non vi vogliamo qui», ha detto Jacob Frey dopo l'omicidio della 37enne Renee Nicole Macklin Good.
I manifestanti iraniani hanno inventato un nuovo coro per augurare la morte all’Ayatollah Khamenei Un coro abbastanza esplicito, anche: si parla dell'anno nuovo, di sangue e di cosa si meriterebbe il capo della Repubblica islamica.

La nuova campagna di Burberry

Definisce il nuovo corso di Riccardo Tisci ed è affidata a Danko Steiner e Nick Knight. Tra le protagoniste Irina Shayk e Gigi Hadid.

di Studio
21 Agosto 2019

In attesa della seconda collezione di Riccardo Tisci per Burberry, che sfilerà durante la prossima settimana della moda di Londra a settembre, debutta oggi la campagna pubblicitaria per l’Autunno Inverno 2019 del marchio britannico. È affidata ai fotografi Danko Steiner e Nick Knight e vede protagoniste Irina Shayk, Gigi Hadid, Fran Summers, Freja Beha Erichsen, Sora Choi e Maxwell Annoh fra le altre. Come da desiderio del direttore creativo italiano, le immagini e i video della campagna (che trovate sul profilo Instagram del marchio) sono stati realizzati in riva al mare: la sua collezione di debutto, d’altronde, si intitolava Tempest ed era una celebrazione dei contrasti e delle contraddizioni della cultura e del clima britannici.

La campagna Burberry per l’Autunno Inverno 2019, scattata da Nick Knight. Foto courtesy of Burberry

Un primo esperimento con cui lo stilista ha iniziato a raccontare la sua visione per il marchio: «Ho pensato molto all’Inghilterra come a un Paese caratterizzato da elementi opposti, da una parte molto strutturato e dall’altra ribelle e libero, e volevo celebrare il modo in cui questi elementi coesistono. Con la mia prima stagione per Burberry ho iniziato a sviluppare il mio alfabeto per il marchio, identificando nuove lettere e nuovi codici. E ora sto iniziando a mettere insieme queste lettere per scrivere il mio libro, il mio primo capitolo della nuova era di Burberry», ha spiegato. E l’esperimento, frutto del disegno creativo di Tisci e della ristrutturazione avviata dell’amministratore Marco Gobbetti, ha già incassato i primi importanti riscontri positivi.

Come rileva Sarah Shannon su Business of Fashion, infatti, il marchio ha archiviato il suo primo trimestrale con ricavi per 498 milioni di sterline (circa 552 milioni di euro) in progressione del 4% rispetto al precedente anno. Una crescita che è il doppio di quella attesa dal mercato e che lo scorso luglio ha spinto il valore di Burberry fino al 9% alla Borsa di Londra. A premiare il nuovo corso sono stati soprattutto i giovani Millennial cinesi, clientela fondamentale nel mercato del lusso di oggi, che sembra aver particolarmente apprezzato il cambio di direzione creativa. Gobbetti, che aveva già orchestrato il successo del Céline di Phoebe Philo e aveva lavorato con Tisci da Givenchy dal 2004 al 2008, ha messo a punto un piano quinquennale per il riposizionamento del marchio. Uno degli obiettivi principali è rendere sempre più rilevante il reparto degli accessori in pelle, come dimostra la recente acquisizione dell’azienda di pelletteria di Scandicci CF&P e l’enfasi messa sulla creazione di un centro di eccellenza di lavorazione della pelle, che ingloba e allarga il nucleo di cento artigiani specializzati già in forze al marchio. E come dimostra il lavoro sulla collezione Monogram già avviato da Tisci, che ha ottenuto i risultati sperati.

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