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12:06 giovedì 8 ottobre 2026
Maricarmen Abascal è morta a 87 anni in una stanza d’ospedale. Ha passato gli ultimi sei anni della sua vita a lottare per non essere sfrattata dalla sua casa Ci era entrata nel 1956, con il padre e la madre, e aveva sempre pagato l'affitto. Quando le dissero che doveva andarsene, rispose che avrebbe lottato fino alla fine.
Due creator hanno lanciato una app per scoprire tutti i posti strani e inquietanti del mondo prima che spariscano per sempre «Siamo gemelli e vi aiutiamo a trovare destinazioni strane e sconosciute», così i creator Bodhi e Kai hanno presentato Deep Spot, «la mappa più figa del pianeta».
Un rarissimo uccello che vive solo sull’Himalaya è stato costretto a cambiare cinguettio perché non riusciva più a farsi sentire dai suoi simili per colpa del rumore causato dai turisti L'uccello si chiama monal, detto anche fagiano himalayano, e i turisti gli stanno rovinando la vita: per colpa loro si è dovuto pure trasferire in alta quota.
La Svezia ha fatto uno spot per invitare tutti gli introversi del mondo a fare le vacanze in Svezia, promettendo che lì nessuno li disturberà mai per nessuna ragione Tanto che l'Agenzia Nazionale del Turismo svedese ha fatto uno spot rivolto esclusivamente a loro.
L’associazione delle biblioteche americane ha stilato una lista dei libri più censurati di questo millennio e dentro ci sono dei titoli piuttosto sorprendenti Accanto alle prevedibili Harper Lee e Maya Angelou ci sono anche graphic novel, libri per bambini, Sarah J. Maas e Gossip Girl.
Il sindaco di Saint-Denis Bally Bagayoko è sceso in piazza con gli studenti francesi e li ha protetti dalle cariche della polizia Ma non è un caso isolato, il suo: vista la violenta repressione, sono tanti gli adulti che stanno proteggendo, con il loro corpo, i manifestanti.
Una ricerca internazionale ha dimostrato che c’è un sensibile aumento dei tumori in età giovanile In questo aumento c'entrano obesità, alimentazione scorretta, poca attività fisica, alcol, fumo e inquinamento, ma anche l'aumento di prevenzione ed esami specialistici.
C’è una base della RAF in Inghilterra che potrebbe come non potrebbe essere sotto attacco dell’Iran Dalla scorsa settimana stanno succedendo strani fatti attorno alla base di Fairford. Adesso, ad aggiungere stranezza a stranezza, c'è anche un'insolita decisione degli Usa.

Ritratti e autoritratti di Annie Leibovitz

Il rapporto con Susan Sontag, gli inizi con Rolling Stone: storia di un'artista e delle sue fotografie, in occasione dell'apertura della mostra Women a Milano.

09 Settembre 2016

Non è un autoritratto la foto del 2001 di Annie Leibovitz a cinquantuno anni, nuda, con la pancia di nove mesi e il seno rotondo come quello di qualsiasi donna incinta. Dai crediti si capisce che l’ha scattata Susan Sontag. Chissà se è stata una sua idea, quella di farle togliere gli inseparabili occhiali da vista e appoggiarli sul letto. Susan Sontag morirà poco tempo dopo, nel 2004, e la foto, che probabilmente era nata come scatto privato, finisce nel libro che Annie Leibovitz si ritrovò a mettere insieme cercando, tra gli amici e nel suo archivio, immagini per un libretto da regalare dopo il funerale.

Dentro A Photographer’s Life 1990-2005, di cui Leibovitz ha parlato come del lavoro a cui tiene di più, ci sono foto di celebrità come quella, ultra-famosa, della cover di Vanity Fair americano dell’agosto del 1991 con Demi Moore nuda e incinta di sette mesi (anche questa pensata per uso privato e scattata alla fine di una giornata di ritratti limitati al viso). E poi le rovine di Ground Zero con il fumo che sale, reportage da altre zone di guerra, paesaggi e immagini dei genitori di Leibovitz, della madre e della sorella abbracciate poche ore dopo la morte del padre, e quelle di Susan Sontag durante la malattia e poi del suo corpo disteso su un lettino, pronto per essere trasportato a casa, a New York, da Seattle dove stava cercando di curarsi. E del suo corpo qualche giorno dopo, se possibile ancora più morto, dentro a uno strano vestito lungo a pieghe.

WOMEN: New Portraits By Annie Leibovitz,

Leibovitz non era certa del fatto che fosse giusto pubblicarle, ma poi deve essersi detta che andava bene accostarle alle foto della loro vita felice, come quella di Sontag che gioca con la figlia Sarah sulla spiaggia. I quindici anni del libro sono gli stessi in cui Leibovitz e Sontag sono state insieme, abitando a New York in due appartamenti uno di fronte all’altro. Non si dicevano fidanzate: «Parole come compagna o partner non facevano parte del nostro vocabolario», ha raccontato Leibovitz in un’intervista. «Eravamo due persone che si aiutavano l’una con l’altra». E con Sontag aveva iniziato, nel 1999, a lavorare al progetto Women (commissionato alla fotografa da UBS), il cui seguito è in mostra dal 9 settembre a Milano: «E pensare che all’inizio non volevo farlo, mi appariva immenso e mi spaventava».

Annie Leibovitz, nata nel 1949 nel Connecticut da una famiglia di ebrei emigrati dalla Romania, è la terza di sei fratelli: «Deve essere per questo che quando parlo tendo ad alzare troppo la voce» ha detto. La madre era un’insegnante di danza, il padre un colonnello dell’esercito e seguendolo la famiglia era costretta a spostarsi spesso in giro per il mondo.

WOMEN: New Portraits by Annie Leibovitz

A diciassette anni Leibovitz va a studiare arte a San Francisco, e presto si rende conto di preferire, a tutto il resto, la fotografia: «Nel 1967 e nel 1968 mi sembrava che fosse l’ambiente della fotografia in cui c’era un maggior senso della comunità», ha raccontato poi. Manda due o tre scatti a Rolling Stone, che ha appena cominciato a uscire, e viene chiamata a lavorare: «A quel tempo Rolling Stone era un rag», ha detto, «una specie di tabloid di serie b». Tra un pezzo e l’altro di Lester Bangs o di Hunter S. Thompson, Leibovitz si esercita con i ritratti: «All’epoca non davo peso al concetto di profondità. Mi limitato a prendere i soggetti e a sbatterli contro un muro, o a buttarli per terra». Nell’ottobre del 1980, quando è ormai a capo del reparto fotografia, va da John Lennon per una copertina. Lei lo vorrebbe da solo, lui insiste che ci deve essere anche Yoko Ono.

Ne viene fuori una delle foto più famose del Novecento: Yoko Ono è vestita e ha addosso il rampicante Lennon, nudo, bianco come un feto troppo cresciuto o un Alien sbaciucchione: «È un’immagine molto strana, e sapere che Lennon fu ucciso quello stesso giorno ne cambia totalmente il senso». Poco tempo dopo inizia a lavorare per Vanity Fair e per Vogue Usa. Da qui diventa proprio la fotografa ufficiale dei potenti e famosi, dalla regina Elisabetta a Kanye West e Kim Kardashian, tanto per citare qualcuno. Nel 2006 aveva fotografato Melania Trump ai piedi di un aereo privato, aveva il pancione e indossava un bikini dorato e tacchi a spillo. Il marito era dietro di lei, in un’auto sportiva, lo sportello aperto e i capelli seminascosti dal tettuccio: «L’ho sempre considerato materiale perfetto per immagini folli», ha detto Leibovitz. «Non l’ho mai preso troppo sul serio, e sono ancora della stessa idea». Tifa per Hillary Clinton, che negli anni ha ritratto moltissime volte. Oggi tra i suoi soggetti preferiti ci sono Lena Dunham e Amy Schumer, che ha ritratto insieme con Mark Zuckerberg, Travis Kalanik di Uber e altri per l’annuale New Establishment List di Vanity Fair.

Gira il mondo con Gloria Steinem per esporre le foto di Women. Dopo la prima figlia ha avuto, con un po’ di aiuto, altre due gemelle. Ama Miuccia Prada, e vorrebbe fotografare Elena Ferrante: «Tanto non la riconoscerebbe nessuno». Quanto a lei, si faceva fotografare volentieri da una persona soltanto, così vicina al cuore da farlo diventare un autoritratto.

Nelle fotografie: Annie Leibovitz in occasione dell’esposizione di Woman a Londra e Hong Kong; l’esposizione Woman nei locali di Milano (Getty)
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