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16:32 martedì 9 giugno 2026
I Mondiali negli Stati Uniti stanno avendo un grosso problema con i permessi di soggiorno e i controlli agli aeroporti Visti negati a calciatori e arbitri, controlli severissimi, tifosi che scoprono all'improvviso di non poter più entrare negli Usa. Senza che ci sia una spiegazione ufficiale.
A Roma e Firenze si terranno i raduni dei gratuitisti, “allievi” di Mark Fisher che vogliono la settimana lavorativa di 24 ore, salario minimo di 1560 € e reddito di base universale Rispettivamente il 12 e il 13 giugno, due incontri a base di un po' meme, un po' di politica e un po' di filosofia per immaginare un mondo postlavorista.
Se vi è piaciuto Obsession di Curry Barker, sappiate che su YouTube si può vedere gratuitamente il suo primo film, Milk & Serial Prima di sbancare il botteghino, Barker ha pubblicato questo lungometraggio su YouTube, accumulando più di tre milioni di visualizzazioni.
Yorgos Lanthimos ha detto che da ora in poi vuole fare il fotografo perché il cinema l’ha fatto andare in burnout «In questo momento mi chiedo: farò altri film? Non lo so, vedremo», ha detto in un'intervista al Financial Times.
Ci sono molte cause giudiziarie strane, ma poche sono strane come quella tra il brand Patagonia e la drag queen Pattie Gonia Il brand sostiene che l'artista avrebbe violato il diritto d'autore, l'artista accusa il brand di voler limitare la sua libertà d'espressione. Vedremo che cosa ne pensa il giudice.
A Palermo non tutti sono stati proprio felici e contenti del matrimonio di Dua Lipa e Callum Turner Piazze chiuse, strade sbarrate, polizia ovunque: diversi cittadini hanno preso piuttosto male il grande evento, ricordando che Our square is not your living room.
Wikipedia rischia di fermarsi per la prima volta nella storia a causa di uno sciopero dei suoi editor Settecento tra i collaboratori più prolifici ed esperti stanno minacciano lo sciopero, in solidarietà con dei colleghi licenziati dalla Fondazione che gestisce l'enciclopedia.
I Gorillaz e i Kneecap hanno portato sul palco del Primavera Aarab Barghouti, il figlio di Marwan Barghouti, il più importante leader politico palestinese imprigionato da Israele «Continuate a lottare per la Palestina, per Gaza e per la giustizia», ha detto alla folla, ricordando suo padre e tutti i prigionieri palestinesi.

America 2012

Raccontare il grande show americano fra elezioni e crisi; ecco di cosa parla la nostra nuova cover story

10 Gennaio 2012

Ecco finalmente il nuovo numero di Studio, da oggi in edicola.
In copertina una bandiera americana. Perché?

Innanzitutto le primarie repubblicane appena iniziate in Iowa e New Hampshire, dove si vota stasera, che dovranno scegliere l’anti Obama.
Christian Rocca, titolare del blog Camilloblog.it ed editorialista e inviato per Il Sole 24 Ore (seguite le sue cronache e i suoi live tweet per un aggiornamento elettorale costante dagli Stati Uniti), ci presenta Mitt Romney, il candidato inevitabile, il grande favorito della lunga corsa repubblicana, e ci spiega perché per gli altri concorrenti le possibilità di vittoria sono prossime allo zero, a meno che a un certo punto non si palesi un salvatore, un (improbabile) candidato che possa mettere tutti d’accordo, come il direttore del Weekly Standard Bill Kristol ha ipotizzato in una conversazione con lo stesso Rocca sul Sole 24 Ore di qualche giorno fa.

Nei giorni in cui Rocca scriveva, il ruolo di anti-Romney era ricoperto da Newt Gingrich; prima era capitato a Herman Cain, poi, dopo il vecchio Newt, è toccato a Ron Paul e Rick Santorum. Questa girandola non fa che confermare la tesi di Christian Rocca e di molti altri analisti: è Mitt l’uomo da battere, anche se non scalda i cuori degli elettori del Grand Old Party. Sul numero spieghiamo perché.
Ma Rocca, nel pezzo che apre la storia di copertina, va oltre l’attualità della corsa repubblicana e ci racconta il perché della spettacolarità del meccanismo elettorale a stelle e strisce, spesso bollato come “baraccone” e portatore di meri interessi lobbistici, secondo una visione un po’ snob e limitata che spesso si ha da questa parte dell’oceano. Ecco cosa scrive il titolare di Camillo nella sua analisi esclusiva per Studio:

La selezione dal basso dei candidati attraverso le primarie completa una sofisticata architettura istituzionale che nella sua storia non ha conosciuto degenerazioni politiche, ideologiche e morali paragonabili a quelle nostrane (avete presente che cosa ha passato l’Europa negli ultimi duecento anni?). La stagione delle primarie in fondo è la nostra primavera occidentale, un modello di organizzazione del consenso allo stesso tempo professionale e rustico, scientificamente programmato e autenticamente genuino, centrato su spot televisivi e su strette di mano, su innovativi modelli econometrici e sul vecchio ma sempre valido porta a porta.

Ma quali elementi potrebbero scalfire l’andamento del corso elettorale? Due su tutti, uno più diretto, l’evoluzione del movimenti di Occupy Wall Street, e uno più indiretto, le conseguenze forti della crisi economica e finanziaria. In due pezzi di contorno a quello principale trattiamo entrambi i temi: i possibili sviluppi di OWS nel 2012 e il suo intreccio con le elezioni, e l’origine della crisi finanziaria raccontata attraverso un bel film che purtroppo rischiamo di non vedere nelle sale italiane, “Margin Call”.

A chiudere la storia di copertina un pezzo di società prima che di sport; un racconto storico e analitico del livello di importanza spettacolare e simbolica che hanno raggiunto in America un evento come il Super Bowl e uno sport come il Football americano. Scrive Cesare Alemanni:

…Un piccolo aneddoto emblematico da cui partire per raccontare l’enorme spazio che, negli ultimi 50 anni, il football professionistico americano ha occupato nell’immaginario collettivo, nello spettacolo, nella cultura e nell’economia del paese in cui è nato e da cui non si è mai allontanato: gli Stati Uniti. Uno spazio talmente vasto che oggi il football professionistico si è guadagnato l’appellativo di America’s Game. Ma non è sempre stato così…

Tutta la storia di copertina è illustrata con un portfolio di Boogie, fotografo serbo trapiantato a New York, che per anni ha ritratto bandiere a stelle e strisce, in tutte le forme. L’effetto che fanno viste vicine tutte insieme ve lo gustate su Studio.


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