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02:57 venerdì 12 giugno 2026
L’agenzia meteorologica giapponese è la prima al mondo a dire che il Super El Niño è ufficialmente arrivato E adesso ci si aspetta che altre agenzie, stabilito il primo precedente, facciano lo stesso. Anche perché gli indizi iniziano a essere tanti.
La FIFA aveva imposto il divieto di portarsi la propria bottiglietta d’acqua alle partite del Mondiale ma dopo le proteste dei tifosi e l’intervento di Mamdani è stata costretta a ripensarci Il sindaco di New York si è schierato con i tifosi dicendo che «nessuno dovrebbe rischiare la disidratazione perché i prezzi sono troppo alti».
La nuova impresa di Peter Thiel è una start up AI che aiuta i ricchi a querelare i giornalisti Si chiama Objection.ai e per una cifra che va da un minimo di 2 mila a un massimo di 15 mila dollari permette di smentire un articolo e denunciare un giornalista.
Ari Aster ha scritto un prequel di Hereditary ma non trova mai il momento giusto per girarlo La sceneggiatura è finita, si tratta "solo" di far partire la produzione. Ma a quanto pare, proprio non trova il tempo.
Thomas Bangalter dei Daft Punk ha pubblicato online un set in cui suona tutte le sue canzoni preferite Lo ha fatto per The Lot Radio, radio di Brooklyn, che ha messo tutto il set online, gratuitamente. Bangalter aveva annunciato nulla, si è semplicemente messo in postazione e ha iniziato a suonare.
Nonostante le aziende ci stiano investendo miliardi, non c’è ancora nessuna prova scientifica che l’AI sia più efficiente e conveniente del lavoro umano Nonostante investimenti che sfiorano già i mille miliardi di dollari, nessuna ricerca scientifica ha ancora dimostrato che le macchine costano meno degli uomini.
Negli Stati Uniti già 70 città hanno imposto il divieto di costruzione di nuovi data center Divieti più o meno lunghi, più o meno temporanei, ma sempre più diffusi. Tra le città che ne hanno già imposto uno ci sono New York, Denver, New Orleans, Seattle e Minneapolis.
In Svezia la denatalità è così grave che si sta pensando di introdurre la fecondazione assistita “di Stato” Al momento il Servizio Sanitario Nazionale copre i costi per sei tentativi alle persone senza figli. L'attuale governo vuole coprire i costi di tutti i tentativi, per tutti.

Chi era Lucille Ball, la protagonista del nuovo film di Aaron Sorkin

10 Dicembre 2021

Lucille Ball è un’icona della cultura pop americana. Lo è perché il suo programma televisivo, I love Lucy, è stato uno dei successi che ha fatto della televisione in America qualcosa di più di un altro elettrodomestico: negli anni ‘50 ogni episodio era seguito da sessanta milioni di spettatori, un seguito che ha portato lo show e la sua protagonista, produttrice e autrice a diventare parte del patrimonio culturale del Paese. Di Lucille Ball si è detto e si è scritto tutto, ma la sua vita è stata talmente avventurosa che, anche adesso, aspetti nuovi e appassionanti continuano a venir fuori. Tant’è che Aaron Sorkin ha deciso di farci un film: si intitola Being the Ricardos, a interpretare Ball è Nicole Kidman, Javier Bardem sarà Desi Arnaz, marito di Ball sia nella vita che nello show televisivo. Dopo un’uscita limitata al cinema, il film arriverà su Amazon Prime Video il 21 di dicembre.

Sul Guardian David Smith ha provato a raccontare chi era la vera Lucille Ball riunendo alcune testimonianze di chi l’ha conosciuta. «Era molto complicata, molto amorevole e molto volubile. Era generosa ma veniva dalla Depressione e quindi era molto cauta coi soldi. Era un enigma, un paradosso. Ma mi ha fatto sentire come se fossi l’unica persona nella stanza, anche in mezzo alla folla, e mi ha fatto sentire autentico», ricorda ad esempio l’amico Lee Tannen, autore e drammaturgo. Già prima di diventare l’assoluta protagonista della televisione americana, Ball aveva avuto una lunghissima carriera da attrice: in 18 anni aveva recitato in quasi 80 film e lavorato per praticamente tutti i più grandi studios hollywoodiani. Ma I love Lucy la trasformò da attrice di fama a icona americana: il successo che lei e suo marito riscossero con il loro show (una parodia, una caricatura della loro vita domestica e familiare) oggi, nell’epoca della Peak Tv e delle streaming wars, è semplicemente impensabile. Ma Ball non fu soltanto un’attrice di successo: fu anche una delle prime donne “di potere” di Hollywood, dello spettacolo americano. Assieme a suo marito fondò la sua società di produzione, la Desilu, e divenne così una delle prime donne a produrre, scrivere e interpretare il suo show televisivo.

La giornalista Kathleen Brady intervistò Lucille Ball quando quest’ultima aveva 74 anni. Da quell’intervista nacque un’autobiografia dell’attrice, Lucille: The life of Lucille Ball. «Lo show fa ancora parte della cultura americana. Incontro spesso persone dai gusti culturali estremamente sofisticate che si emozionano tantissimo quando racconto loro di quella volta che intervistai Lucille Ball. Credo che sia tutto dovuto alla gioia che lo show ha regalato a tantissimi americani. Sì, penso sia ancora rilevante. Il fatto è che lei sembrava, in tv, una casalinga oppressa ma in realtà in quel modo raccontava la lotta contro il potere, attraverso il più classico degli strumenti della comicità. Lucille in realtà raccontava un potere da rovesciare, cose che, Dio lo sa, è riuscita a fare nella sua vita».

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