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13:18 venerdì 2 ottobre 2026
La storia del Bosco Ospizio di Reggio Emilia, abbattuto per far posto anche a un supermercato, è molto più complicata e preoccupante di come la si sta raccontando Perché oltre al supermercato verranno costruiti anche una Casa della Comunità, una biblioteca e un polo sociale. E piantati 1350 nuovi alberi.
Negli ultimi cinque anni la Svizzera ha perso un quinto dei suoi ghiacciai Solo nel 2026 è sparito il 5,5 per cento del ghiaccio delle Alpi Svizzere. Gli scienziati parlano apertamente di «un anno catastrofico».
Esiste una mappa che raccoglie tutte le donne, militanti, scrittrici e studiose, che hanno fatto la storia dell’anarchia Si chiama Mujeres Anarquistas e al momento include sette grandi italiane: Virgilia D'Andrea, Luce Fabbri, Giovanna Berneri, Maria Roda, Tina Tomasi Ventura, Anna Maria Mozzoni e Marie Louise Berneri.
Qualcuno ha modificato le pagine di diversi film su IMDb in modo che risultassero distribuiti nei Territori Palestinesi Occupati invece che in Israele I distributori dicono di non saperne niente, IMDb dice di non saperne niente. Nel frattempo, però, le modifiche sono state tutte già cancellate.
La crisi climatica è talmente grave che siamo in autunno e sul Cervino non c’è ancora nessuna traccia di neve Con l'Europa sotto una cupola di calore le Alpi perdono ghiaccio e pezzi di roccia, e sul Monte Bianco quest'anno si attendono quattrocentocinquanta cadute di massi.
Dei coloni israeliani hanno bloccato l’esercito israeliano mentre stava facendo rientrare in casa una famiglia palestinese eseguendo l’ordine di un tribunale israeliano Nella stessa notte i coloni hanno bruciato anche altre case palestinesi e ferito tre agenti della polizia di frontiera israeliana.
C’è una sacrosanta polemica attorno allo sgombero di una via di Milano usata come rifugio dai senza tetto per far posto a una sfilata della Fashion Week The Attico ha chiuso e rimbiancato il tunnel di via Sammartini per la sua sfilata, privando di un rifugio le persone senzatetto e causando notevoli disagi ai residenti.
Il movimento per la casa ha ottenuto una vittoria storica, ed è tutto merito di una 87enne spagnola che ha rifiutato di farsi sfrattare dalla casa in cui viveva da 70 anni Il 23 settembre Maricarmen Abascal è stata portata fuori in barella dalla sua casa di Madrid, sfrattata dal fondo di investimento che ne è proprietario. Ne è nata una protesta che ha costretto il governo Sanchez a intervenire.

50 anni di Bond

Una mostra racconta il mito di 007 e degli oggetti portati in scena: dalle auto agli orologi, fino a Fort Knox. Design pionieristico non solo da spie.

05 Ottobre 2012

Non si poteva scegliere sede più congrua di questo Barbican Centre, specie di ziggurat in stile brutalista-assiro-babilonese del centro di Londra, già giudicato anni fa da una commissione urbanistica “the ugliest building in London”, per questa mostra di giochi per adulti “Designing 007: Fifty years of James Bond” aperta il 6 luglio e che va avanti fino a settembre a celebrare il mito della spia che ci amava. Il Barbican Centre con il suo cemento armato e i suoi antri ombrosi e corrimano bronzei sembra infatti esso stesso uno dei tanti esotici quartier generali di membri della Spectre, dal Dr. No in giù, sempre alle prese con esperimenti nucleari in location da medioevo tecnologico nell’oceano, con vulcani trasformati in centraline hi-tech con alluminio anodizzato e tanti servomeccanismi elettrici a segnalare modernità. Qui dunque non ci si stupirebbe di veder saltare fuori un Adolfo Celi alias Emilio Largo (in Operazione Tuono), ma il centro di tutto rimane Goldfinger, e al film del 1964 che ha creato la leggenda, nonché primo nella storia del cinema per velocità di incassi (3 milioni di dollari in due settimane, pari all’intero costo di produzione) è dedicata un’intera sezione della mostra.

D’oro (finto) ci sono infatti le centinaia di lingotti fatti produrre dal geniale scenografo bondiano sir Ken Adam; ci sono i suoi disegni e i modellini per il finto Fort Knox che il magnate delirante Auric Goldfinger non riuscirà a conquistare per il ravvedimento operoso della pilotessa acrobatica Pussy Galore (di cui sono esposti i corpetti). C’è il mitologico cappello ghigliottinante del servo (sordo) muto Oddjob, di cui si apprende che per creare il famoso effetto frisbee il genio degli effetti speciali John Stears lo dotò di un piccolo motore elettrico (dunque un drone d’antan); cappello poi venduto all’asta da Christie’s nel 1998 per 62 mila dollari. C’è il manichino di Shirley Eaton, Bond girl che veniva ricoperta di vernice aurea in sessioni da 45 minuti l’una; e c’è il disco (d’oro) del tema di Goldfinger, cantato da Shirley Bassey, 1 milione di copie.

Poi, le fantastiche macchine di scena, le tecnologie futuristiche sempre con un occhio alla realtà e al product placement; e se ultimamente si è molto esagerato, con auto e orologi e telefonini in bella vista anche senza motivazione, un tempo gli 007 davano importanti sinergie per le industrie di riferimento; l’aereo di Goldfinger pilotato da Pussy Galore era, informa la mostra, un Lockheed Jet Star, primo vero business jet della storia, e dato in dotazione anche al presidente Lyndon Johnson, due operazioni di marketing di indubbio successo. Altri pionierismi industriali: il primo radiotelefono mai montato su un’auto (Dalla Russia con amore), il primo gps, il primo orologio digitale (Live and Let Die); il primo vivavoce. I giocattoli tecnologici di 007 erano sempre avanti e pazienza se non tutti diventavano poi produzione di massa; non lo è diventato la Lotus Esprit anfibia di La spia che mi amava (1977); non sono entrate in produzione nemmeno le famigerate scarpette con pugnale di Rosa Klebb (alias Numero Tre, From Russia with Love) né molti dei giocattoli che sempre nel primo snodo narrativo del film venivano presentati da “Q”, l’addetto-nerd sempre preso un po’ in giro (interpretato, dal 1963, da Desmond Evelyn), parecchi dei quali qui in mostra.

Alle ricadute economiche del resto teneva molto lo stesso inventore di 007, il molto celebrato quest’anno Ian Fleming, di cui in Italia Adelphi ha iniziato la pubblicazione integrale. Personaggio molto più interessante di quanto si sia mai sospettato; e modernissimo, con commistioni tra letteratura (fan di Evelyn Waugh e Somerset Maugham), giornalismo e naturalmente servizi di spionaggio. Ma soprattutto ricco di nascita e imprenditore per vocazione: nipote di un Robert Fleming (1845-1933) amico di Jp Morgan e fondatore di una omonima banca Fleming, venduta solo nel 2000 per 7 miliardi di dollari. E lui, spia e scrittore, e giornalista controvoglia, prima alla Reuters, e poi responsabile esteri del Sunday Times, ma solo – viene spiegato – per un contratto colossale che prevedeva 4.500 sterline annue (del dopoguerra) e 2 mesi di ferie pagate in Giamaica. La stessa Giamaica dove componeva – alla villa Goldeneye da lui edificata – i preziosi volumetti che poi venivano trasformati in film di massimo successo. Mai impiegando, nello scriverli, più di otto settimane ciascuno.

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