Nella decisione c'entra anche il fatto che il mercato dei farmaci anti-obesità si fa sempre più competitivo. Oltre alla non lontanissima scadenza del brevetto dell'Ozempic.
La crisi climatica è talmente grave che siamo in autunno e sul Cervino non c’è ancora nessuna traccia di neve
Con l'Europa sotto una cupola di calore le Alpi perdono ghiaccio e pezzi di roccia, e sul Monte Bianco quest'anno si attendono quattrocentocinquanta cadute di massi.
Nella foto delle webcam di montagna la vetta del Matterhorn, che da noi si chiama Cervino, non ha un filo di neve. Un utente ne ha pubblicata una sui social avvertendo che quella non era una montagna in mezzo al deserto, ed era il 27 settembre. Altri ci hanno messo accanto le immagini di un anno prima, con i versanti coperti da uno spesso strato bianco, la forma ultima di testimonianza di dove la neve del Cervino dovrebbe arrivare, specialmente a partire dall’autunno, è nel logo del Toblerone. Quest’anno l’Europa è sotto una cupola di calore, un’area di alta pressione che trattiene aria secca e stabile sul continente tanto che ancora, a inizio del mese, in alcune zone dell’Europa centrale e meridionale si sono superati i quaranta gradi.
D’estate il Matterhorn resta spesso quasi senza neve, ma vederlo completamente spoglio in questo periodo dell’anno è molto, molto più raro. Nel 2022, durante un’ondata di caldo, alcuni alpinisti avevano raccontato ai media tedeschi che la vetta, a 4.478 metri, era del tutto scoperta, e Anjan Truffer, guida alpina e capo del soccorso alpino di Zermatt, aveva detto a Der Spiegel di averlo visto succedere quattro o cinque volte in trent’anni di montagna.
Quelle: Webcam Cervina Plateau Rosa fb niko froitzheim https://t.co/3fpy4Y7DA4 pic.twitter.com/lIEN9Ylp1t
— Thomas Reis (@peakaustria) September 28, 2026
Con il riscaldamento globale anni così sono sempre meno rari. A giugno dello scorso anno lo zero termico (l’altitudine in cui la temperatura dell’aria raggiunge gli zero gradi) in Svizzera ha toccato il livello più alto mai registrato per quel periodo, intorno al Matterhorn è salito a 5.000 metri, e gli alpinisti sono arrivati a 4.200 metri senza ramponi. Ma tutto questo succede anche lontano dalle Alpi. Nel 2024 il monte Fuji, in Giappone, è rimasto senza neve in vetta fino al 6 novembre, la data più tarda da quando sono cominciate le registrazioni, centotrent’anni fa. Il record precedente era il 26 ottobre, toccato nel 1995 e nel 2016.
Il caldo rende anche più pericolose le vie già battute. Quest’estate Basilea Binningen ha toccato 39,7 gradi, la temperatura più alta mai misurata a nord delle Alpi, e a Chamonix si sono superati regolarmente i trenta. Con queste temperature si scioglie il permafrost, il ghiaccio che da migliaia di anni riempie le fessure tra le rocce, e i ghiacciai si ritirano e si assottigliano, togliendo alla parete la pressione che la teneva ferma. Il Monte Bianco e il Matterhorn sono tra le montagne più colpite: a fine agosto tre alpinisti sono morti sul Monte Bianco e le autorità avevano chiuso i rifugi lungo la via più frequentata per la vetta, mentre sul Matterhorn le guide avevano sospeso le salite dopo una serie di grandi frane. Ludovic Ravanel, del Centro nazionale francese per la ricerca scientifica, ha detto che dieci o vent’anni fa le cadute di massi si contavano a decine, e che la grande maggioranza si può attribuire alla crisi climatica. Nel solo massiccio del Monte Bianco, secondo una nuova analisi, quest’anno saranno quattrocentocinquanta.