I distributori dicono di non saperne niente, IMDb dice di non saperne niente. Nel frattempo, però, le modifiche sono state tutte già cancellate.
Esiste una mappa che raccoglie tutte le donne, militanti, scrittrici e studiose, che hanno fatto la storia dell’anarchia
Si chiama Mujeres Anarquistas e al momento include sette grandi italiane: Virgilia D'Andrea, Luce Fabbri, Giovanna Berneri, Maria Roda, Tina Tomasi Ventura, Anna Maria Mozzoni e Marie Louise Berneri.
Da quando l’essere umano ha cominciato a spostarsi, il bisogno di ricordare da dove era partito, cosa aveva visto lungo la strada e dove era passato ha trovato la sua espressione più compiuta nelle mappe. È un campo vastissimo, discusso di continuo e quasi sempre fondamentale, e ogni mappa, oltre a dire dove stanno le cose, sceglie quali cose vale la pena segnare, cioè ricordare. Mujeres Anarquistas, pubblicata in spagnolo su Padlet dall’account Vane Qu, ha scelto le donne che hanno attraversato l’anarchismo, e si propone come un percorso tra le vite, le lotte e i contributi che hanno segnato la storia dell’anarchia nel mondo.
Il primo nome della lista è quello di una storica, Dolors Marín, docente e ricercatrice spagnola che ha studiato la cultura libertaria in Catalogna e il ruolo delle donne nelle lotte sociali, con il segnaposto a Hospitalet de Llobregat. Subito dopo vengono Teresa Mañé Miravet a Cubelles, Louise Michel a Vroncourt, Emma Goldman a Kaunas, Voltairine de Cleyre a Leslie, nel Michigan, e Lucy Parsons a Waco, in Texas. Sul planisfero i segnaposto viola si addensano in Europa, tra Spagna, Francia e Italia, si spargono nelle Americhe dal Canada all’Argentina, passando per il Messico, i Caraibi e il Brasile, e ce ne sono anche in Estremo Oriente e in Australia. Ognuno apre una scheda con una foto, poche righe di biografia e il collegamento alla relativa voce di Wikipedia.
Le italiane, al momento, sono sette. Virgilia D’Andrea, di Sulmona, era poetessa, maestra, giornalista e conferenziera, la chiamavano la poetessa della rivolta ed è ricordata per i suoi scritti operaisti, per l’antifascismo e per la difesa dell’amore libero. Luce Fabbri era nata a Roma, ma quasi tutta la sua opera di filosofa, critica letteraria e storica l’ha scritta in esilio, a Montevideo. Giovanna Berneri, nata Caleffi a Gualtieri, in provincia di Reggio Emilia, è stata militante, editrice ed educatrice, una delle figure principali dell’esilio antifascista in Francia e della ricostruzione del movimento libertario dopo la Seconda guerra mondiale. Maria Roda era un’operaia tessile italoamericana, scrittrice e oratrice, che chiamava le lavoratrici a organizzarsi contro la tirannia dei padroni e contro quello dei padri di famiglia.
Sulla mappa non ci sono soltanto militanti, però. Tina Tomasi Ventura, di Parma, era una pedagogista e storica dell’educazione che ha studiato l’evoluzione dei sistemi scolastici e ha dato forma al modello pedagogico antiautoritario. Per Anna Maria Mozzoni, milanese, la scheda spiega perché è stata inclusa: la sua critica allo Stato patriarcale, alla famiglia tradizionale e alla Chiesa coincideva con l’ideale libertario, e la stampa anarchica dell’epoca tradusse e pubblicò molto i suoi scritti sull’autonomia morale delle donne. Poi c’è Marie Louise Berneri, nata ad Arezzo, scrittrice, politologa, anarchica e pacifista italobritannica, figlia di Giovanna e di Camillo Berneri. Lui, che dell’anarchismo italiano è uno dei nomi più noti, sulla mappa compare solo come padre, nella scheda della figlia.