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L’Italia vista da Pretziada

Il progetto in evoluzione di Ivano Atzori e Kyre Chenven unisce l'artigianato sardo alla volontà di raccontare un territorio affascinante e problematico.

Pretziada è un progetto in continua evoluzione, che ha come punto fermo la volontà di raccontare un territorio, quello del Sulcis nel sud della Sardegna, che come molti estremi lembi d’Italia riesce a inglobare scorci dalla bellezza inaudita, manifatture antiche e luoghi di cultura nascosti che convivono con la brutale carenza di infrastrutture e dell’occupazione, con quella chiusura congenita all’essere isola e il suo naturale contraltare, la costa turistica. Pretziada vuol dire preziosa in sardo, e quando un anno fa Ivano Atzori e Kyre Chenven si sono trasferiti a Santadi (45 chilometri da Cagliari) con i loro bambini, hanno lanciato il loro blog/sito/portfolio, che oggi è anche e-commerce, con il preciso intento di creare una vetrina fisica e virtuale per tutto ciò che della cultura locale catturava il loro interesse. Nel loro progetto entrano cose belle spiegate in inglese a chi non ha come abitudine quella di regalare alle giovani spose vasi riccamente decorati che rimandano alla forma del corpo femminile, cose come gli stivaletti dei pastori realizzati utilizzando solo pellami resistenti e di grande qualità, ad esempio.

Sardinia, postcard #2

L’idea è semplice, non per questo meno ambiziosa: mettere in comunicazione artigiani e designer, unire la costa e l’entroterra, il Sulcis e chi lo visita, lo immagina e non lo conosce, ma vuole capirlo. Con attenzione e senza fretta, dando il tempo ai progetti di solidificarsi, alle persone provenienti da background differenti, alle volte diametralmente opposti – come l’artigiano e il designer, appunto – di guadagnarsi la stima reciproca e completare le proprie abilità. Un’idea che è il frutto dell’esperienza diretta della coppia, milanese con radici sarde Ivano e americana Kyre, che dopo un breve passaggio in Toscana ha eletto la terra natia di lui come il punto di osservazione perfetto sull’Italia.

Marria e Tunda collabo tra W.Usai e Valentina Cameranesi Sgroi VCS

Così, ogni tre o quattro mesi, Pretziada rinnoverà i suoi scaffali di piccoli e grandi oggetti preziosi, accuratamente selezionati fra i pezzi tipici dell’artigianato sardo, e manipolati con garbo e cultura da artisti fra i quali lo stesso Ivano Atzori, Walter Usai, Valentina Cameranesi Sgroi, Ambroise Maggiar, Giorgia Bistrusso e Heart Studio. A Santadi, intanto, sono in fase di restauro cinque vecchie case abbandonate da decenni, che rappresentano l’àncora reale al territorio raccontato: saranno i luoghi dove le cose di Pretziada succederanno, dove quello che da lì è stato preso per essere portato al mondo verrà restituito in forma di programmazione culturale, eventi, circolazione di idee e persone. È un esperimento interessante in un’epoca in cui si discute spesso di appropriazione culturale, e lo è tanto più in un Paese dove le periferie bellissime e depresse sono tante, sono la norma, da sempre faticano ad amministrarsi e a uscire dai loro problemi.

Immagini: in copertina Ivano e Kyre nella sede di Pretziada; nel testo veduta del Sulcis e il prodotto di una collaborazione tra W.Usai e Valentina Cameranesi Sgroi
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