Si chiama Halupedia e contiene tutte le informazioni su eventi storici come il Grande Censimento dei Piccioni del 1887 e approfondimenti sul mandato gnomico del ragionamento circolare.
L’ultima assurdità in fatto di cibo uscita da internet è il biblical eating, cioè mangiare come si mangia nella Bibbia
Una dieta basata solo sugli ingredienti, le preparazioni e le ricette menzionate nella Bibbia. Serve a tenersi in forma e a scacciare il Diavolo, dicono i sostenitori.
Che il salutismo sia degenerato da stile di vita a fanatismo parareligioso lo sappiamo. Sono stati scritti articoli, saggi e libri, girati documentari e film sul legame tra l’ascesa delle cosiddette “nuove destre” e la radicalizzazione dei fu salutisti. Il fenomeno ha anche un nome, ormai: MAHA, Make America Healthy Again, che proprio come il cugino MAGA si è diffuso dagli Stati Uniti a tutto il resto del mondo. L’ultima, grottesca iterazione di questo fenomeno si chiama biblical eating, cioè una dieta basata su ingredienti, preparazioni e ricette ispirate dalla Bibbia.
Ne scrive Madison Malone Kircher sul New York Times, in un articolo che inizia con il notevolissimo incipit: «A Kayla Bundy piace iniziare la giornata con una tazza di brodo». Kayla Bundy è una food influencer con 500 mila follower su TikTok e una delle più entusiastiche sostenitrici del biblical eating. Bundy beve latte rigorosamente non pastorizzato – abitudine diffusissima tra gli esponenti del MAHA, nonostante i noti e gravi rischi per la salute che questa abitudine pone – il suo snack preferito sono le sardine, l’unico pane che mangia è quello preparato con lievito madre, tutti gli ingredienti che usa vengono da produttori locali. Sostiene, Bundy, che da quando ha iniziato a mangiare come un personaggio della Bibbia la sua pelle è “guarita” (anche se non era malata), i suoi capelli hanno ritrovato lo splendore perduto, le è passata la depressione. O forse, con il ritrovato benessere di Bundy c’entra anche la convinzione, sempre di Bundy, che il peccato entri nel corpo umano attraverso il cibo. E che l’unica maniera di difendersi dal cibo di Satana sia nutrirsi del cibo di Dio.
Tutta questa guarigione potrebbe anche essere legata al fatto che Bundy ha iniziato a vendere consulenze sui “supercibi biblici” a 28 dollari l’una e “sessioni d’allenamento” a 700 dollari al mese. Si sa, un repentino e sensibile aumento del reddito porta a un altrettanto repentino e sensibile miglioramento delle condizioni di pelle e capelli. In ogni caso, a prescindere da Bundy, i princìpi del biblical eating sono sempre più diffusi e condivisi, anche se non si tratta di un trend nuovo (nulla lo è più su internet, ormai). The Makers Diet è il titolo di un libro del 2004, scritto da Jordan Rubin, che ha scritto anche The Eden Diet nel 2008 e The Biblio Diet nello scorso anno, assieme Josh Axe. Sono stati tutti dei best seller. Per diversi anni, poi, numerosi cristiani americani hanno praticato il Daniel fast, il digiuno di Daniele, cioè un digiuno ispirato a quello del Libro di Daniele dell’Antico Testamento, in cui Daniele per 21 giorni mangia solo verdure e beve solo acqua.
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