Praticamente tutti i centri urbani della Val Padana, a marzo, hanno già violato le raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.
Un gruppo di scienziati era vicinissimo a sviluppare un vaccino per l’hantavirus ma si è dovuto fermare all’ultimo momento perché avevano finito i soldi
Servivano 7 milioni di dollari per concludere la sperimentazione, ma il Covid ha interrotto tutto. Ci vorranno tra 12 e 24 mesi per tornare al punto in cui lo studio era stato lasciato.
Dieci anni fa, in un laboratorio a circa 500 chilometri a sud di Santiago del Cile, un gruppo di ricercatori era a un posso dallo sviluppare un vaccino per la variante Andina di Hantavirus. Poi sono finiti i fondi e la ricerca è stata sospesa, ed è rimasta soltanto la prova scientifica che gli anticorpi sviluppati nel laboratorio di immunovirologia dell’Universidad de Concepción sembravano aver neutralizzato il germe. Questi anticorpi avevano superato la fase dei test sugli animali e il laboratorio era pronto a collaborare con partner internazionali per iniziare i test sugli esseri umani. María Inés Barría e il suo team avevano stimato a 7 milioni di dollari l’investimento necessario per le sperimentazioni sugli esseri umani, ma la ricerca di questi fondi si è definitivamente arenata con il sopraggiungere della pandemia di Covid-19.
Ora che i casi di variante Andina sulla nave da crociera MV Hondius hanno riportato l’attenzione sul virus (che in Cile è un problema noto da tempo ma irrisolto per mancanza di cure efficaci), anche altri team di scienziati si sono messi alla ricerca di una cura definitiva. Tra questi, come scrive Bloomberg, Kartik Chandran, professore all’Albert Einstein College of Medicine di New York, sta sviluppando un vaccino e una terapia a base di anticorpi. Nonostante la ricerca sia ancora agli inizi, l’anticorpo di Chandran ha dimostrato di essere efficace nel proteggere gli animali dalla variante Andes dell’hantavirus. Anche Chandran ha detto che l’anticorpo è pronto per passare alla fase di sperimentazione sull’uomo.
Mentre le sperimentazioni sull’uomo rimangono in sospeso, Barría e il suo team stanno lavorando su aree correlate, tra cui lo studio delle risposte immunitarie dei pazienti e la durata degli anticorpi. «Il fattore chiave che impedisce ulteriori progressi sono i finanziamenti e le risorse» ha spiegato la ricercatrice. E «anche se abbiamo fatto progressi significativi, oltre ai finanziamenti sono necessarie anche infrastrutture specifiche di cui al momento non disponiamo». In più, anche se i finanziamenti arrivassero, Barría stima che ci vorrebbero dai 12 ai 24 mesi per tornare al punto in cui erano prima della pandemia.
Praticamente tutti i centri urbani della Val Padana, a marzo, hanno già violato le raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.
Nel modo con cui stiamo reagendo alle notizie sull'hantavirus si vedono le conseguenze sociali e culturali della pandemia, di un trauma che non abbiamo mai davvero elaborato e che non riusciamo a superare.
Anche per pochi giorni, in un posto vicino, spendendo il minimo indispensabile. L'importante è allontanarsi dal lavoro più spesso di quanto facciamo adesso.