Hype ↓
13:18 giovedì 10 settembre 2026
Il nuovo corto di Maison Margiela sembra il trailer di un film di Dario Argento Si chiama Anonymity e ricorda molto Suspiria, sia per alcune scene che per la colonna sonora che cita le musiche dei Goblin.
Mamdani ha reso pubbliche 170 mila pagine di report, dichiarazioni e indagini sulla qualità dell’aria dopo l’attentato alle Torri Gemelle Quattro amministrazioni comunali diverse hanno tenuto quelle carte fuori dalla portata del pubblico, del Congresso e del consiglio comunale, mentre i funzionari continuavano a definire l'aria sicura e accettabile. Ora sono consultabili online.
Per la prima volta un’AI ha progettato virus mai esistiti in natura e perfettamente replicabili in laboratorio Una scoperta potenzialmente molto utile per la medicina ma con dei lati inquietanti, per via delle possibili applicazioni dei virus come armi biologiche.
Presto potremo ascoltare l’ultimo brano inedito di Gino Paoli: l’avrebbe dovuto cantare con Ornella Vanoni Si chiama "Quando ti rivedrò", farà parte della nuova edizione di Appunti di un lungo viaggio, nel catalogo Sugar, e uscirà il 23 settembre nella notte tra i compleanni di Ornella Vanoni e Gino Paoli.
Il documentario di Paul Thomas Anderson sul concerto di Cameron Winter alla Carnegie Hall arriverà in streaming su Mubi Per il momento non c'è ancora una data d'uscita ufficiale, però. Sappiamo solo che il film lo potremo vedere nel 2027.
Siccome a Sandra Huller piacciono solo i ruoli difficili, nel suo prossimo film interpreterà un maschio, scrittore, morto di cancro al cervello Il film si chiama Arbeit und Struktur ed è ispirato al diario di Wolfgang Herrndorf, morto prematuramente a causa di un tumore al cervello.
In Polonia c’è stato un certo panico per una violazione dello spazio aereo da parte della Russia, ma poi si è scoperto che la colpa era di uno stormo di uccelli Un grosso stormo di uccelli, come hanno confermato gli stessi militari inviati sul luogo per accertarsi del fatti. Non è escluso che fossero uccelli russi.
Sarà un caso, ma le nuove uniformi della Space Force presentate da Trump somigliano molto a quelle di un certo regime di estrema destra che governò la Germania dal ’33 al ’45… La Casa Bianca, in un comunicato ufficiale, ha detto che l'ispirazione sono le divise di Starship Troopers. Ma le divise di Starship Troopers erano ispirate proprio a quelle delle SS.

Cinque cose interessanti nel libro di Michael Wolff su Trump  

Si sta molto parlando delle rivelazioni sul presidente e il suo staff raccontate in Fire and Fury. Ne abbiamo scelte alcune.

di Studio
10 Gennaio 2018

Tutti stanno parlando di Fire and Fury, il nuovo libro di Michael Wolff sull’amministrazione Trump, pieno zeppo di informazioni da insider e di dettagli su come funziona l’amministrazione americana ai tempi di The Donald. Per chi non lo avesse ancora letto (a proposito, è il libro più piratato della storia recente), lo abbiamo fatto noi. Ecco cinque cose che racconta, con qualche passaggio tradotto in italiano.

President Trump Returns To White House After Trip To Camp David

1. La squadra di Trump voleva perdere le elezioni

Tutti nella squadra di Trump, con l’unica eccezione di Bannon, erano convinti che avrebbero perso le elezioni. Non solo: volevano perdere le elezioni. Dal capitolo 1: «Soltanto Steve Bannon, quel bastian contrario, insisteva che i numeri erano dalla loro parte. Ma visto che si trattava di un’idea di Bannon, cioè “Steve il pazzo”, era tutto fuorché rassicurante». E ancora: «Perdere avrebbe fatto comodo a tutti. Trump sarebbe diventato un martire di quella cattivona di Hillary Clinton. Ivanka e Jared si sarebbero trasformati, da rich kids qualunque, in celebrità mondiali. Kellyanne Conway sarebbe diventata una stella della tv via cavo».

2. Trump ama portarsi a letto le mogli dei suoi amici

Che Trump non fosse un cavaliere, nel senso di gentiluomo, è cosa nota. Quello che però racconta Michael Wolff è talmente contorto e crudele che, beh, giudicate voi. Dal capitolo 2: «Trump amava dire che, se c’è qualcosa che rende la vita degna di essere vissuta, è portarsi a letto la moglie di un tuo amico». Per raggiungere l’obiettivo, The Donald metteva in atto una strategia micidiale: invitava gli amici ammogliati nel suo ufficio, cominciava a fare loro domande imbarazzanti, tipo «fai ancora sesso con tua moglie? non hai nessuno di meglio da scopare?». Intanto, teneva la moglie in collegamento, di modo che ascoltasse il marito che sparlava di lei.

3. Lo staff aveva soprannominato i due figli di Trump “Uday e Qusay”

Ok, dite quello che volete dello staff di Donald Trump, però bisogna riconoscere che è dotato di un ottimo spirito di umorismo. Sempre nel capitolo 2, infatti, si apprende che i nomignoli appioppati ai due più grandi figli maschi del presidente, Donald Jr ed Eric, erano Usay e Qusay (per chi se li fosse dimenticati, i due figli di Saddam Hussein). Uno dei leitmotiv del libro di Wolff è il rapporto simbiotico di Trump con la sua prole adulta, e l’incapacità, sua e dei figli, di riconoscere che ci sia qualcosa di male nel circondarsi di parenti al lavoro. L’unica ad avere trovato il coraggio di dirglielo è Ann Coulter: «Nessuno te lo sta facendo notare, però non puoi, proprio non puoi assumere i tuoi figli».

US-POLITICS-TRUMP

4. Ivanka vuole candidarsi (e ha un patto con Jared)

Come tutti sanno, il consiglio di Ann Coulter è stato bellamente ignorato, infatti Trump ha assunto sia la figlia Ivanka che il marito di lei, Jared Kushner. Non tutti sanno, però, che tra Jarvanka (il soprannome di coppia e copyright di Steve Bannon) esiste un patto. Dal capitolo 5: «Jared e Ivanka hanno sottoscritto un accordo, onesto: quando arriverà il momento, sarà lei a candidarsi a presidente, o la prima dei due a provarci. La prima donna presidente, ama dire Ivanka, non è stata Hillary Clinton, sarà Ivanka Trump».

5. Tutte le cattiverie di Trump suoi suoi

Un altro leitmotiv del libro di Wolff sono i cosiddetti “leak”, le voci e le imbeccate passate da fonti anonime alla stampa. L’autore descrive un clima in cui tutti leakavano dettagli sui propri colleghi prima che fossero i loro colleghi a leakare qualcosa su di loro, e a un certo punto descrive Bannon come «la Gola Profonda di tutti». Uno dei particolari più succosi, però, sta nel fatto che a quanto pare una delle fonti delle indiscrezioni era lo stesso Trump, che pare non resista alla tentazione di telefonare alla gente (spesso giornalisti) e parlare senza freni. Spesso il soggetto di questi sfoghi sono i suoi stessi uomini. Dal capitolo 8: «Quando il presidente prende il telefono dopo cena, nessuno lo ferma più. Bannon è sleale, Priebus è debole e un nano, Kushner un lecchino, Spicer stupido, Conway una frignona».

Foto Getty
Articoli Suggeriti
Tutto casita e chiesa: l’improbabile ma non impossibile crossover tra Bad Bunny e Papa Leone a Madrid

In questo fine settimana il Pontefice e la popstar più famosa del mondo saranno entrambi a Madrid. E le rispettive "diplomazie" stanno facendo di tutto per favorire un incontro.

Dua Lipa ha pubblicato gratuitamente su YouTube il film concerto di Radical Optimism nonostante avesse ricevuto offerte milionarie dalle piattaforme streaming

Si intitola Dua Lipa - Live From Mexico, dura due ore e in nemmeno una settimana ha già superato i due milioni di visualizzazioni.