Hype ↓
22:01 lunedì 5 ottobre 2026
Una ricerca ha dimostrato che più alberi vengono abbattuti e meno colorate diventano le ali delle farfalle Lo studio ha analizzato un pezzo della foresta Amazzonica, provando che quando gli alberi vengono tagliati spariscono per prime le farfalle più colorate e restano quelle marroni.
A Utrecht stanno costruendo un nuovo quartiere in cui non ci sarà spazio per le macchine ma solo per persone, alberi e bici Si chiama Merwede, sarà uno dei più grandi quartieri senza macchine d'Europa e la promessa è quella di offrire case a prezzi accessibili per tutti.
In una maniera molto da Zerocalcare, Zerocalcare ha più o meno annunciato che il suo prossimo libro sta per uscire e parlerà di cultura punk Potrebbe chiamarsi Se ne valeva la pena e potrebbe uscire nei primi mesi del 2027 ma solo «se io sto chiuso a casa come sto a fa' adesso».
Un festival del ginseng in Corea del Sud ha fatto uno spot strepitoso riprendendo il video di Storm di Gener8ion e Yung Lean
In appena tre giorni Naza ha incassato quanto Avengers: Endgame, Resident Evil e Brad Pitt Più di tre milioni di euro in un fine settimana, la stessa cifra che gli altri film hanno incassato in una o due settimane di programmazione.
Bernie Sanders che “apre” il concerto degli Strokes a New York è certamente uno dei crossover più strani e divertenti di sempre È successo venerdì 2 ottobre, a Flushing Meadows. Sanders si era pure proposto per cantare un paio di canzoni, ma poi ci ha ripensato.
Pedro Sanchez è il primo Presidente del Consiglio al mondo che si dimette e fa cadere il suo stesso governo a causa della crisi abitativa L'ormai ex Primo Ministro ha convocato elezioni anticipate per il 29 novembre e ha ammesso che il suo governo non è riuscito a fare tutto ciò che avrebbe voluto e dovuto.
Per smaltire dei robot umanoidi ormai vecchi e obsoleti, un’azienda li ha addestrati a buttarsi nell’acciaio fuso Se state pensando a quella scena di Terminator 2, è perché l'idea è tratta proprio da quella scena di Terminator 2.

Zuckerberg Book Club

Diffidate di chi parla di libri come oggetti da nostalgici. I libri sono i protagonisti anche dell'ultima iniziativa dell'«idolo di tutti i criceti digitali», Mark Zuckerberg.

04 Marzo 2015

Mark-Z

Studio n.22 è uscito in edicola e su iPad. Pubblichiamo qui uno dei dispacci, dedicato all’ultima iniziativa del fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg.

*

Sta succedendo una cosa strana intorno ai libri. Da una parte, una vulgata ormai consolidata li dà per spacciati. Addirittura, qualche mese fa, la ministro della Cultura francese ha dichiarato di non avere il tempo di leggerne. Confessione che ha suscitato l’indignazione di un paio di nostalgici, ma è stata generalmente accolta con un sospiro di sollievo, come un apprezzabile slancio di sincerità. Tra un tweet e l’altro, chi vuoi che sia in grado di immergersi nella lettura per più di cinque minuti?

D’altronde chi se ne frega. Il venerdì sera, le conversazioni intellettuali si fanno sulle serie Tv. E in fondo lo conferma pure la newsletter settimanale di Studio. Le letture per il weekend sono gli articoli lunghi che si trovano in rete, tuttalpiù il Foglio o Pagina99. Per carità, nessuno nega che i libri continuino a essere un passatempo diffuso. Ma non verrebbe più in mente a nessuno di raccomandare a un giovane ambizioso di rovinarsi gli occhi in biblioteca, come hanno fatto generazioni di precettori da Aristotele in poi. Chi vuole essere al passo con i tempi ha da inseguire un ritmo diverso. Lo dice perfino la ragazza in carriera che occupa la poltrona del ministero fondato da André Malraux.

Eppure, all’inizio di gennaio si è prodotto un fatto inspiegabile. Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook e idolo di tutti i criceti digitali che non hanno il tempo di leggere, ha dato vita a un book club in rete. «I libri ti permettono di esplorare un argomento in profondità» ha commentato, «e di immergerti più profondamente della maggior parte degli altri media. Per me è un’attività molto stimolante».Dato che i libri sono ufficialmente morti, non ci ha creduto nessuno. Chi l’ha presa come una trovata di marketing. Chi come il tributo ipocrita di un barbaro nei confronti di una civiltà moribonda. Ma forse esiste una spiegazione più semplice. Che a Zuckerberg piaccia leggere e che abbia semplicemente voglia di condividere questo piacere con gli altri.

Non sarebbe l’unico caso, tra i nuovi padroni del vapore. Steve Jobs ha costretto i genitori a spedirlo a Reed, anziché a Stanford, perché era il college dove aveva studiato il suo scrittore preferito. Quando era a capo della Microsoft, Bill Gates staccava la spina due volte all’anno. Smetteva di lavorare, disconnetteva i gadget interattivi e si immergeva nei libri. Tuttora, la scuola più quotata della Silicon Valley, dove studiano i rampolli dei cybermiliardari è un’accademia di tipo tradizionale: pochi tablet e molti classici, la disciplina dello studio prima della leggerezza del cyberspazio. Il mito della fine dei libri va bene per i criceti digitali che sono sempre costretti a rincorrere i tempi. I fondatori di mondi, quelli che cambiano le regole del gioco, invece, continuano a pescare nei libri gli ingredienti che hanno sempre alimentato le grandi trasformazioni. I principi, gli esempi e il coraggio. Tutto il contrario del mondo morto che alcuni raffigurano.

Guardate la politica. I governi e i parlamenti sono pieni di gente che passa le giornate aggrappata ai canali all news e ai lanci d’agenzia. Ma tutte le volte che arriva uno con una marcia diversa, uno capace di imporre il proprio ritmo anziché inseguire quello degli altri, guarda caso, è un formidabile lettore. Obama sarà anche il primo presidente eletto dai social network. Ma al centro del suo percorso ci sono i libri. Quelli che ha letto. E quelli che ha scritto. La differenza si vede subito. Qualche anno fa, Régis Debray ha raccontato la sua esperienza al fianco del più bibliofilo dei capi di Stato. «Ultima ruota del carro, compulsavo giornali e documenti per finire le mie giornate esausto e frammentato, senza il tempo di respirare. Primo personaggio dello Stato, François Mitterand viveva dieci giornate in una, leggeva libri, passeggiava tra i bouquinistes e ne usciva intero, compatto, sereno». Non lasciatevi ingannare dai criceti. I libri non sono la riserva dei nostalgici che hanno tempo da perdere. Sono il segreto di chi di tempo ne ha così poco che è costretto a inventarlo.

Articoli Suggeriti
Tutto casita e chiesa: l’improbabile ma non impossibile crossover tra Bad Bunny e Papa Leone a Madrid

In questo fine settimana il Pontefice e la popstar più famosa del mondo saranno entrambi a Madrid. E le rispettive "diplomazie" stanno facendo di tutto per favorire un incontro.

Dua Lipa ha pubblicato gratuitamente su YouTube il film concerto di Radical Optimism nonostante avesse ricevuto offerte milionarie dalle piattaforme streaming

Si intitola Dua Lipa - Live From Mexico, dura due ore e in nemmeno una settimana ha già superato i due milioni di visualizzazioni.