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Una ricerca ha dimostrato che più alberi vengono abbattuti e meno colorate diventano le ali delle farfalle
Lo studio ha analizzato un pezzo della foresta Amazzonica, provando che quando gli alberi vengono tagliati spariscono per prime le farfalle più colorate e restano quelle marroni.
Quando la foresta amazzonica viene tagliata, le prime farfalle a sparire sono le più colorate. Restano quelle marroni. Lo ha osservato un gruppo di biologi delle università federali di Rio Grande do Sul e di Pelotas e dell’Università di Exeter, in uno studio consultabile su ResearchGate. Le farfalle sono state raccolte tra agosto e settembre del 2015 e del 2016 in tre fattorie a novanta chilometri a nord di Manaus (nel nord-ovest del Brasile), dentro l’area del Biological Dynamics of Forest Fragments Project, una zona protetta federale creata alla fine degli anni Settanta proprio per studiare cosa succede alla foresta quando viene tagliata. Per attirarle hanno usato sessanta trappole, con banane lasciate fermentare due giorni nel succo di canna da zucchero, e in laboratorio ne hanno fotografate duecentoventi, di sessanta specie diverse, per misurare i colori delle ali. Lo studio è uscito nel 2020, quando la deforestazione stava tornando a crescere. Oggi va nella direzione opposta: tra agosto 2025 e luglio 2026 il sistema di allerta dell’INPE, l’istituto spaziale brasiliano, ha registrato 2.874 chilometri quadrati di foresta abbattuta, il 36 per cento in meno dell’anno prima e il dato più basso da quando la serie è cominciata, nel 2016.
Nello studio, il confronto era tra la foresta primaria, quella che non è mai stata tagliata e conserva la vegetazione originaria, e quello che le resta intorno: frammenti di uno, dieci e cento ettari, zone tagliate tre anni prima, foreste secondarie di trent’anni cresciute dove c’erano i pascoli. Dove gli alberi erano stati appena abbattuti le ali delle farfalle erano più chiare e i colori più spenti. Nella foresta intatta dominavano i rossi e i marroni, e sulle ali c’era la varietà di colori più alta di tutte. Bastava un frammento per perderne una parte. Il marrone, intanto, funziona ovunque perché il mimetismo è la difesa più diffusa in ogni ambiente, perché un’ala color foglia secca si confonde con qualsiasi sottobosco, anche con quello che ricresce. Con la foresta tornano poi gli ocelli, le macchie a forma di occhio con cui alcune specie spaventano i predatori o li depistano.
Il motivo, secondo gli autori, è che una farfalla vistosa in una foresta diventata più aperta e luminosa si vede troppo. Colori che nel sottobosco servivano per avvertire o per farsi trovare, sui nuovi brulli sfondi diventano un bersaglio, e il disboscamento può portare predatori nuovi. Gli autori non escludono altre cause, dalle piante dei bruchi che spariscono ai parassitoidi, e scrivono che resta da capire se le specie colorate scompaiano soltanto o se quelle che restano si stiano adattando. La foresta, però, si riprende. Dopo trent’anni di ricrescita la varietà dei colori torna a salire, e per questo chiedono di proteggere le riserve legali dentro le proprietà private e di finanziare il ripristino delle aree degradate.