Una vera e propria strategia, ormai. Tanto che in questi attacchi è andato distrutto un terzo dei libri stampati in Ucraina nel corso dell'anno.
Pedro Sanchez è il primo Presidente del Consiglio al mondo che si dimette e fa cadere il suo stesso governo a causa della crisi abitativa
L'orma ex Primo Ministro ha convocato elezioni anticipate per il 29 novembre. Elezioni alle quali si candiderà per la sesta volta.
Il primo dei due decreti si chiamava «Maricarmen». Bloccava gli sfratti fino al 2030, e venerdì il Congresso lo ha respinto con 178 voti contro 172, insieme al secondo, che doveva anche lui rafforzare le tutele degli inquilini. Contro tutti e due ha votato Junts per Catalunya, il partito di centrodestra separatista catalano con cui il governo aveva trovato un parziale (e instabile, evidentemente) accordo, insieme al Partito popolare (centrodestra) e a Vox (estrema destra). Sul secondo si sono aggiunti il partito basco di centrodestra e Coalición Canaria (centro), che il primo lo avevano appoggiato. Stamattina (5 ottobre), dopo un fine settimana di consultazioni con i ministri, i dirigenti socialisti e gli alleati, Pedro Sánchez ha parlato dalla Moncloa. Ha ammesso che il suo governo ha commesso degli errori e non è riuscito a fare tutto quello che si era proposto, e ha annunciato elezioni anticipate per il 29 novembre, sciogliendo il Parlamento nove mesi prima della fine di una legislatura che aveva sempre detto di voler portare a termine. Al voto ci sarà anche lui: il PSOE lo ripresenterà come candidato, ed è la sesta volta che succede. Nella Spagna democratica è la prima volta che un Presidente del governo anticipa il voto dopo una sconfitta in Parlamento sulla questione della crisi abitativa.
Il nome era quello di Maricarmen Abascal. Il 23 settembre, a 87 anni e con una disabilità, è stata portata fuori su una barella dalla casa di Madrid in cui viveva da più di 70 anni, e le immagini passate in televisione hanno raccolto in un solo caso la rabbia per gli affitti che salgono, gli sfratti e la mancanza ormai cronica di case a prezzi accessibili, in affitto o da comprare. Da allora le manifestazioni si sono allargate a più di cinquanta città, tra cui Barcellona, Valencia, Siviglia e Malaga, con decine di migliaia di persone in piazza, e nel centro di Madrid gli accampamenti di protesta hanno ricordato quelli del 15M, il movimento contro l’austerità nato nel 2011. Dopo il voto contrario di venerdì, le proteste si sono intensificate.
La crisi dovuta allo sfratto di Abascal però è arrivata dopo mesi di grave sofferenza per il governo Sanchez. Come scrive Euronews, a fine luglio, migliaia di migranti hanno attraversato il confine tra il Marocco e Ceuta, e qualche settimana dopo il governo ha dichiarato, per la prima volta nella storia democratica del Paese, lo stato di crisi per la sicurezza nazionale. Partito Popolare e Vox hanno accusato il governo di aver reagito tardi (ancora in questi giorni in questi giorni la polizia è impegnata nello sgombero dell’accampamento di più di 3 mila migranti sulla spiaggia del Trampolín, a Ceuta) e hanno contestato la politica adottata nei confronti del Marocco. Nel frattempo una serie di inchieste giudiziarie e casi di corruzione ha toccato l’ambiente politico del presidente, e la maggioranza si è fatta così fragile che il governo ha dovuto negoziare quasi ogni provvedimento voto per voto, perdendone parecchi. Nei giorni dell’accampamento di Puerta del Sol, lo slogan dei manifestanti era «o cade l’economia dei rentier, o cade il governo», per il momento il governo è quello più in bilico.