Più di tre milioni di euro in un fine settimana, la stessa cifra che gli altri film hanno incassato in una o due settimane di programmazione.
Zerocalcare sta lavorando ad un fumetto sulla storia del punk
Potrebbe chiamarsi «se ne valeva la pena» e potrebbe uscire nei primi mesi del 2027 ma solo «se io sto chiuso a casa come sto a fa' adesso».
Zerocalcare sta lavorando ad un nuovo fumetto autobiografico a tema punk e adulti per BAO Publishing. Potrebbe uscire all’inizio del 2027, potrebbe parlare di musica, potrebbe parlare di un rincontro con una vecchia amica che lo aveva introdotto alla musica punk e potrebbe chiamarsi «se ne valeva la pena». Potrebbe, perché il libro non è ancora finito e lo ha ammesso lo stesso autore durante un incontro a Romics 2026 lo scorso fine settimana, come riporta Fumettologica. Una data ufficiale di fatto non c’è. Sul palco Zerocalcare ha parlato di gennaio o febbraio, ma solo «realisticamente, se io sto chiuso a casa come sto a fa’ adesso».
Qualcosa, però, sappiamo. La sinossi descrive un racconto che alterna i sedici anni del protagonista con la sua età adulta, affrontando il ruolo del punk nella sua vita insieme a rimpianti, perdita, responsabilità e paura del futuro – in sintesi l’essere adulti. È proprio il rapporto con l’amica a fare da ponte tra queste due fasi della sua storia. Tra i dettagli anticipati c’è anche la prima apparizione del cane di Zero e il fatto che il libro sarà un’edizione cartonata di circa 256 pagine, nel formato 17 × 24 centimetri, con un prezzo che si aggira intorno ai 24 euro.
Non è però la prima volta che la musica entra nel lavoro di Zerocalcare, anzi. Nel 2014 Zerocalcare, come racconta Fumettologica, ha illustrato la copertina di Non ti divertire troppo, un libro che racconta il rock indipendente americano degli anni Ottanta e Novanta. Per l’occasione ha disegnato una delle imprese live più singolari (e atletiche) di Guy Picciotto, voce e chitarra dei Fugazi insieme a Ian MacKaye. Per l’esattezza il momento in cui, durante un concerto in una palestra di Philadelphia nel 1988, canta appeso al canestro a testa in giù.
In Kobane Calling, come ha sottolineato Shockwave nel 2019, Zerocalcare ricorda (e continua a ricordarci) che il punk non è morto. Lo fa con un reportage a fumetti dal Rojava, la regione del Kurdistan siriano dove si combatte la guerra contro lo Stato islamico, e al cui centro c’è Kobane, «la città che ha cacciato l’Isis a calci in culo». In questa storia di repressione e di una guerra ancora oggi apertissima, i precetti del punk emergono più forti che mai. Gli abitanti curdi incarnano i valori intrinseci del punk: la lotta contro l’oppressione, il fai-da-te, il rifiuto dell’autoritarismo. Valori che qui diventano una difesa concreta della propria terra, della propria libertà e della propria autenticità di popolo libero. In sintesi, la rivolta del Rojava viene legata all’energia ribelle e solidale della cultura underground. E funziona.
Insomma, il punk attraversa e ha attraversato il lavoro di Zerocalcare in forme diverse: un reportage di guerra, svariati poster con iconografia punk e ora un libro intero dedicato al ragazzino che lo ha scoperto. Il nuovo fumetto non ci dirà solo se ne è valsa la pena, ma forse ci farà vedere che, se Zerocalcare non avesse mai scoperto il punk, probabilmente non avremmo avuto Zerocalcare.