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06:48 domenica 4 ottobre 2026
Le case editrici e le tipografie ucraine sono diventate uno degli obiettivi più colpiti dall’esercito russo Una vera e propria strategia, ormai. Tanto che in questi attacchi è andato distrutto un terzo dei libri stampati in Ucraina nel corso dell'anno.
È uscito un videogioco in cui l’unica cosa da fare è andare a un rave illegale e ballare tutta la notte Si chiama Afters, è gratuito e lo ha realizzato un game designer a cui l'idea è venuta dopo una notte passata tutta a ballare a un rave illegale.
La cosa incredibile di questa crisi energetica è che tutti sapevano che prima o poi sarebbe arrivata, perché tutti sapevano che le scorte di petrolio prima o poi sarebbero finite Ed evidentemente nessuno è riuscito a fare nulla per evitare lo scenario peggiore. Che è quello che stiamo vivendo in questi giorni.
Tilda Swinton ha scritto un’autobiografia, ma siccome non voleva fare la solita autobiografia ha deciso di raccontare la sua vita attraverso gli oggetti che ama Si intitola Material Evidence, uscirà nel 2028 e al suo interno ci saranno: un abito da battesimo, una lettera, una gamba di legno, una felpa, una matassa di seta da ricamo, una fotografia, una vita intera.
Per lanciare il loro nuovo album i Fontaines D.C. hanno organizzato dei listening party nei negozi di dischi indipendenti di tutto il mondo e l’Italia è uno dei Paesi in cui ce ne saranno di più Saranno ben 22 e si terranno tutti l'8 ottobre, sparsi dalla Liguria alla Sicilia e molti in "provincia", dentro negozi che sono pezzi di storia delle città.
La storia del Bosco Ospizio di Reggio Emilia, abbattuto per far posto anche a un supermercato, è molto più complicata e preoccupante di come la si sta raccontando Perché oltre al supermercato verranno costruiti anche una Casa della Comunità, una biblioteca e un polo sociale. E piantati 1350 nuovi alberi.
Negli ultimi cinque anni la Svizzera ha perso un quinto dei suoi ghiacciai Solo nel 2026 è sparito il 5,5 per cento del ghiaccio delle Alpi Svizzere. Gli scienziati parlano apertamente di «un anno catastrofico».
Esiste una mappa che raccoglie tutte le donne, militanti, scrittrici e studiose, che hanno fatto la storia dell’anarchia Si chiama Mujeres Anarquistas e al momento include sette grandi italiane: Virgilia D'Andrea, Luce Fabbri, Giovanna Berneri, Maria Roda, Tina Tomasi Ventura, Anna Maria Mozzoni e Marie Louise Berneri.

Come vendicarsi di uno stronzo seriale

Su TikTok si parla molto di West Elm Caleb, un dater seriale scoperto dopo aver ghostato moltissime ragazze di New York. Il suo caso ha aperto una serie di discussioni su come comportarsi sulle app di incontri (e sui social).

24 Gennaio 2022

Cos’è che si fa quando qualcuno ti ghosta? Ogni volta è un po’ come se fosse la prima, apri Tinder, tentenni un po’ di più prima di rispondere a qualcuno che ti chiede come va, sei un po’ imbarazzato che sia successo, ma è qualcosa che puoi sicuramente risolvere ritornando a flirtare con qualche ex che stavi dimenticando. Lo stesso giorno della settimana scorsa, come me, a New York, è stata ghostata anche la TikToker @meemshou, che invece di scrivere a un suo ex di uscire a bere ha deciso di riprendersi in un video e di postarlo su TikTok. Reinterpretava un tipico date newyorkese. «Lui: bellissimo primo appuntamento, mi piaci!», «Lei: secondo appuntamento?» e la sua risposta che accompagna la canzoncina che fa «You’ll never see me again» mentre mostra il dito medio e scompare. Nella caption scrive: «Questo è dedicato a Caleb». Fa molto ridere, sarà che le storie che funzionano sono quelle in cui tutti possono riconoscersi, il motivetto perfetto. Nel corso del weekend la sezione dei commenti sotto al video è stata intasata da tantissime ragazze che hanno scritto di essere state ghostate malamente anche loro da un Caleb di New York, soprannominato “West Elm Caleb”, un hashtag che ora ha 32,9 milioni visualizzazioni, mentre altre su Twitter si stanno movimentando in massa per farlo licenziare.

West Elm è il negozio di Brooklyn dove lavora un ragazzo che si chiama Caleb, vendono mobili di design scandinavo piuttosto costosi che arredano gli appartamenti dei più ricchi dell’Upper East Side. Il primo commento al video di @meemshou era di una ragazza che le chiedeva se a ghostarla fosse stato West Elm Caleb, raccontandole poi privatamente che qualche mese prima era uscita per un appuntamento con questo ragazzo, Caleb, che nella bio di Hinge aveva scritto di lavorare come designer di mobili da West Elm e con cui avevano fatto match. Sembrava tutto perfetto, le ha scritto, chattavano in continuazione per settimane, lui le mandava le playlist romantiche che componeva apposta per lei, le avrebbe perfino confessato di essersi innamorato di lei fino a che, dopo il primo appuntamento, lui è scomparso. A rispondere al commento su West Elm Caleb è arrivata un’altra ragazza che ha descritto «1 e 93, baffi, designer?» seguita poi da innumerevoli video racconti di ragazze che dicevano di essere state anche loro vittime di love bombing, pronunciandolo come se fosse il nome di un reato del codice penale, da parte di questo Caleb, che avrebbe cioè mostrato troppo interesse nei loro confronti per poi sparire nel nulla senza alcuna spiegazione dopo qualche uscita.

Ci è voluto pochissimo per risalire a nome, cognome, indirizzo, le immagini del suo faccione sorridente coi baffi e un cappellino pieno di pelucchi che aveva messo su Hinge dopo poche ore stavano già facendo il giro dei social; dopo il caso di Gabby Petito siamo tutti un po’ detective su TikTok. Anche le playlist che aveva compilato per le ragazze sono state rese pubbliche; mentre alcuni hanno fatto notare come forse il dettaglio più triste sia in realtà che le canzoni scelte da Caleb fossero sempre le stesse per tutte, altre hanno deciso che quella delle playlist fosse «man manipulator music»: ci sono i Mazzy Star, Morrissey, gli Strokes. Facendo i conti hanno scoperto che frequentava e chattava con diverse ragazze nello stesso momento, in una pianificazione seriale secondo cui si presentava addirittura a più date nella stessa giornata. Sarebbe stato avvistato in coda per farsi il tampone, e qualcuno su TikTok si è registrato mentre faceva il dito medio a un qualsiasi puntino lontano zoommato tra la folla nel luogo che era stato indicato nei commenti su Twitter. Qualche giorno fa due ragazze hanno confessato di avere ricevuto delle dickpic non richieste da Caleb, su cui pare si siano confrontate e che coincidano: è veramente lui? Mentre sorrido e scopro che esistono degli Nft con la faccia di Caleb, ci sono delle ragazze che vogliono presentarsi in gruppo da West Elm per chiedere che venga licenziato: «Questo è quello che succede quando le ragazze sindacalizzano», commentano.

Forse il particolare più incantevole dell’intera vicenda è che la TikToker @meemshou in realtà non è stata ghostata dal vero West Elm Caleb, ma da un altro Caleb, un qualsiasi altro date conosciuto su un’app con cui è uscita una volta e che l’ha ghostata mentre frequentava altre ragazze. Love bombing o semplicemente dating? Questo tentennamento ricorda quello che aveva seguito qualche anno dopo la pubblicazione sul New Yorker del racconto di Kirsten Roupenian, “Cat Person”, quando una ragazza, Alexis Nowicki, si era riconosciuta nella narrazione e aveva scritto un longform su Slate per fornire un contesto della notte di sesso orrendo che aveva passato con un uomo più grande di lei e di cui avevano ormai letto tutti. Anche lei lo aveva ghostato alla fine. Mentre in un TikTok virale una ragazza argomenta che abbiamo bisogno di un’app di dating che ci consenta di dare le recensioni alle persone con cui usciamo (esisteva ma l’hanno eliminata perché frequentata solo da gente dell’alt-right) «per evitare il love bombing, gaslighting, ghosting», in un tweet qualcuno commenta che siamo arrivati a West Elm Caleb per colpa di questa nuova cultura di self-care mentale distorta che fa attribuire nomi di disturbi psichiatrici a ogni cosa che vediamo: «L’idea che non devi niente a nessuno ma che allo stesso tempo ti è dovuta la più alta attenzione e considerazione dagli altri sennò è crudele», come quelle persone che chiamano qualsiasi comportamento in maniera indiscriminata “tossico”.

Come potrebbe mai essere crudele il ghosting da parte di qualcuno che hai appena conosciuto e con cui sei uscito qualche volta? L’artista Dasha Nekrasova scherza sulla vicenda dicendo che in realtà il ghosting è una maniera molto efficace e umana di comunicare; è sicuramente un linguaggio, una semplificazione, dei rapporti di oggi, dove leggi in un messaggio “ti voglio bene” e ti obblighi a non darci alcuna importanza. Nel suo romanzo appena uscito intitolato proprio Ghosts, Dolly Alderton (l’autrice di Tutto quello che so sull’amore) racconta la storia di una donna appena lasciata che si innamora di un tizio conosciuto su Tinder con cui è uscita una volta durante la quale le ha confessato il suo amore per Sofia Coppola e per il suo stesso tipo di musica (anche qui, un blando indie rock) e che decide di ghostarla. Ci rimane malissimo all’inizio, ma poi si apre a una riflessione su come per colpa delle chat finiamo per innamorarci di versioni idealizzate e perfezionate che ci costruiamo delle altre persone, che non sono mosse da niente se non da un minimo senso di pudore e di autoconservazione. Che ci dimentichiamo che il ghosting oggi è una parte collaterale di quella cosa confusa, impacciata, perché lo sto facendo esattamente, ma quanto ci sto male, che è una frequentazione, e che noia sarebbe altrimenti.

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