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20:31 martedì 9 giugno 2026
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Il nuovo disco degli Xiu Xiu è un “adattamento musicale” di Eraserhead di David Lynch Dopo aver dedicato un disco a Twin Peaks, la band ne fa uno tutto incentro sull'opera prima di Lynch. Esce il 10 luglio, si intitola Eraserhead Xiu Xiu.
I Mondiali negli Stati Uniti stanno avendo un grosso problema con i permessi di soggiorno e i controlli agli aeroporti Visti negati a calciatori e arbitri, controlli severissimi, tifosi che scoprono all'improvviso di non poter più entrare negli Usa. Senza che ci sia una spiegazione ufficiale.
A Roma e Firenze si terranno i raduni dei gratuitisti, “allievi” di Mark Fisher che vogliono la settimana lavorativa di 24 ore, salario minimo di 1560 € e reddito di base universale Rispettivamente il 12 e il 13 giugno, due incontri a base di un po' meme, un po' di politica e un po' di filosofia per immaginare un mondo postlavorista.
Se vi è piaciuto Obsession di Curry Barker, sappiate che su YouTube si può vedere gratuitamente il suo primo film, Milk & Serial Prima di sbancare il botteghino, Barker ha pubblicato questo lungometraggio su YouTube, accumulando più di tre milioni di visualizzazioni.
Yorgos Lanthimos ha detto che da ora in poi vuole fare il fotografo perché il cinema l’ha fatto andare in burnout «In questo momento mi chiedo: farò altri film? Non lo so, vedremo», ha detto in un'intervista al Financial Times.
Ci sono molte cause giudiziarie strane, ma poche sono strane come quella tra il brand Patagonia e la drag queen Pattie Gonia Il brand sostiene che l'artista avrebbe violato il diritto d'autore, l'artista accusa il brand di voler limitare la sua libertà d'espressione. Vedremo che cosa ne pensa il giudice.
A Palermo non tutti sono stati proprio felici e contenti del matrimonio di Dua Lipa e Callum Turner Piazze chiuse, strade sbarrate, polizia ovunque: diversi cittadini hanno preso piuttosto male il grande evento, ricordando che Our square is not your living room.

Duecentomila abbonati del Washington Post hanno cancellato l’abbonamento perché il giornale non sosterrà Kamala Harris

29 Ottobre 2024

Si dice spesso che la cosa più importante per un giornale è conoscere i propri lettori. Chissà se qualcuno lo ha mai detto a Jeff Bezos, che tra le altre cose è anche l’editore del Washington Post. Come riportano praticamente tutti i giornali del mondo, nella redazione del WaPo le ultime 48 ore sono state piuttosto movimentate: Jeff Bezos ha deciso di impedire la pubblicazione di un editoriale, firmato dalla redazione del giornale, in cui si annunciava l’endorsement a favore di Kamala Harris. Conosci i tuoi lettori, si diceva: da quando la notizia si è diffusa, più di 200 mila lettori hanno cancellato i loro abbonamenti alla versione digitale del giornale.

Se il numero non vi sembra grande abbastanza, tenete conto che il WaPo, versione digitale, ha in tutto due milioni e mezzo di abbonati. In due giorni, dunque, il giornale ne ha persi l’8 per cento. Tenete anche conto che le cancellazioni degli abbonamenti ci mettono del tempo a diventare “effettive” e che, come riporta Npr, la protesta dei lettori prosegue. Vista la situazione, Bezos è stato di fatto costretto a pubblicare un op-ed in cui dimostra che effettivamente lui i suoi lettori proprio non li conosce. L’editore ha infatti scritto di essere dispiaciuto della «scarsa organizzazione» con la quale il mancato endorsement è stato annunciato. Si capisce: se tre anni fa il Washington Post avesse detto che non avrebbe preso le parti di nessuno, né di Harris né di Trump, secondo Bezos ai suoi lettori la cosa sarebbe andata benissimo.

Magari sarebbero stati soltanto un po’ sorpresi dalla cosa, visto che il giornale ha sempre raccontato Trump, la sua prima amministrazione e l’eventualità della seconda, come una minaccia all’esistenza stessa della democrazia americana. E infatti, in seguito alla decisione di Bezos diversi membri dell’editorial board del giornale si sono dimessi. Ma l’editore è stato inamovibile: basta con gli endorsement in generale, perché a farli «si dà agli altri l’impressione che il giornale abbia pregiudizi». È la versione tech mogul dell’adagio italiano «non sono né di destra né di sinistra», che si sa cosa vuol dire in realtà.

Sui social, nelle ultime ore, sta girando molto la vignetta della cartoonist del Washington Post Ann Telnaes: un quadrato tutto nero, che riprende lo slogan che il giornale ha adottato nel 2016, un anno dopo la vittoria alle elezioni di Trump, “Democracy Dies in Darkness”.

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