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11:27 domenica 25 gennaio 2026
Kim Jong-un che fissa le persone mentre fanno il bagno alle terme è già il miglior meme del 2026 Il leader supremo della Corea della Nord ha festeggiato l'inaugurazione di un nuovo Centro vacanze fissando le persone che facevano il bagno e la sauna.
Un giornale portoghese ha scambiato Dario Ballantini, l’imitatore di Valentino, per il vero Valentino Lo ha fatto Jornal Expresso, che ha poi rimosso il post, anche se lo stesso Ballantini ha ammesso che «la nostra somiglianza in passato ha confuso pure Calvin Klein».
Il trasferimento del Leoncavallo in via San Dionigi è saltato e adesso non si sa che ne sarà del centro sociale A cinque mesi dallo sgombero di via Watteau, l'ipotesi via San Dionigi è definitivamente tramontata e ora non si sa come procedere.
Oltre 800 artisti hanno lanciato un appello per chiedere che la repressione delle proteste in Iran sia trattata come un crimine contro l’umanità Tra i firmatari ci sono anche Shirin Neshat, Jafar Panahi Juliette Binoche, Marion Cotillard e Yorgos Lanthimos.
Arctic Monkeys, Pulp, Blur, Fontaines D.C., Depeche Mode, Cameron Winter, King Krule, Wet Leg, Anna Calvi: l’album Help 2 è il sogno realizzato degli amanti dell’indie E questi sono solo alcuni degli artisti e delle band riuniti dalla War Child Records per questo album di beneficenza che uscirà il 6 marzo.
Jeremy Strong è talmente fan di Karl Ove Knausgård che lo ha anche intervistato per Interview I due hanno parlato del nuovo romanzo di Knausgård ma soprattutto di quanto entrambi odino essere famosi.
A Davos gli Stati Uniti hanno presentato il piano per la costruzione di “New Gaza” ed è peggio delle peggiori aspettative Si è parlato molto di grattacieli e appartamenti di lusso affacciati sulla costa, molto poco, quasi per niente del futuro di istituzioni e popolo palestinese.
Cameron Winter dei Geese ha tenuto un concerto a sorpresa a un minuscolo evento di beneficenza per Gaza Si è esibito per 250 fortunati e ignari spettatori al Tv Eye di New York, presentandosi pure con un nome falso, Chet Chomsky.

Il castello errante di Valentino

Pierpaolo Piccioli ha portato nei giardini di Chantilly una collezione con cui vuole riscrivere i simboli dell’alta moda rendendoli materiale contemporaneo.

06 Luglio 2023

«Un Château», senza denominazione geografica né indicazioni precise. Così si intitola la collezione di alta moda di Valentino andata in scena il 5 luglio nei giardini di Chantilly, a circa un’ora da Parigi, dove un castello vero c’è, e anche piuttosto riconoscibile, ma che in una fresca sera d’estate si è trasformato nel palcoscenico di uno show spettacolare nella sua semplicità. La semplicità che il Direttore creativo Pierpaolo Piccioli ricerca è quella – filosofica – della sintesi, che non lascia indietro nessun significato ma li ingloba tutti in una nuova forma compiuta, capace di aprirsi a più letture a seconda dell’inclinazione alla scoperta dell’interlocutore.

È una collezione dove, come si legge nella nota ufficiale, gli abiti si fanno sempre più leggeri – semplici – mentre si muovono insieme al corpo, di cui seguono le forme senza costringerle, le cuciture sono poche e mirate, le scarpe sono basse e i tessuti resi sempre meno pesanti, mentre di tanto in tanto compaiono drappeggi, arabeschi, piume e cappe – tutti elementi che siamo abituati ad associare all’alta moda – che hanno però subìto un processo di astrazione: si sono fatti morbidi, portabili, umani. Come il castello medievale, quasi un luogo metafisico, anche gli abiti rivivono attraverso un «massimalismo minimalizzato» (ne è un esempio il jeans del look che ha aperto la sfilata, realizzato in realtà in perline) che vuole allargare il perimetro ristretto ed esclusivo della couture attraverso la sensibilità di Piccioli, da sempre a disagio con la celebrazione fine a sé stessa del potere e della ricchezza.

Valentino Haute Couture Fall Winter 2023. Ph. courtesy of Valentino

Ben cosciente della contraddizione che vive chi fa il suo lavoro –l’alta moda è d’altra parte una delle forme più alte di quella celebrazione, almeno secondo il gusto europeo – Piccioli cerca sempre di spostare Valentino, il marchio in cui è cresciuto professionalmente, in territori scomodi perché aperti, e quindi vulnerabili. Lo dimostrano anche le location scelte per il ready to wear, specialmente a Milano, dall’ex fonderia Macchi in zona Bovisa al Teatro Piccolo fino al cortile dell’Università Statale, dove hanno sfilato alcune recenti collezioni, oppure il Carreau du Temple a Parigi: tutti luoghi in cui si è voluto raccontare i tanti significati di Valentino facendo sì che fossero contaminati dalla realtà circostante, operazioni di ri-semantizzazione che la dicono lunga su come oggi sia complesso guidare un marchio di moda. Un esercizio ancora più difficile quando si ha a che fare con la couture, che lo scorso anno Piccioli ha portato sulla scalinata di Trinità dei Monti a Roma e quest’anno proprio a Chantilly: ora come allora, la location mozzafiato è quasi un inganno, ma di quelli gentili, per rimettersi in gioco, sfruttando la grandiosità che i clienti si aspettano da un evento del genere per offrire uno spettacolo la cui cifra stilistica è quella della dissacrazione – della riscrittura – attraverso la bellezza.

Valentino Haute Couture Fall Winter 2023. Ph. courtesy of Valentino

Dopo aver trasportato ospiti e addetti ai lavori nella campagna francese in bus, con i campi di grano illuminati da un sole volitivo che aveva quella certa gravità che si trova solo fuori dai luoghi urbanizzati, lo show non si è svolto nelle sale riccamente arredate del castello, che pure conservano tre Raffaello originali e innumerevoli altre opere dal valore inestimabile, ma invece nei giardini circostanti, mentre tutt’intorno si muovevano gli animali del parco, compreso un bellissimo cavallo solitario, e la voce di Anohni riempiva lo spazio. Come sempre, Piccioli ha voluto chiudere la sfilata portando tutto il suo atelier in passerella, un rituale che serve a ribadire lo sforzo collettivo dietro alla realizzazione di una collezione. «Un castello» come tanti e come nessuno: un luogo che Valentino, anzi Piccioli, ha trasfigurato con gli strumenti che meglio sa usare, e cioè quelli della moda, per regalare un po’ di quella favola a chiunque voglia appropriarsene.

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