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05:30 giovedì 2 luglio 2026
Per puro caso è stato ritrovato il diario di un sopravvissuto a Hiroshima, che adesso diventerà un libro e un film Scritto da Kiyoshi Tanimoto, rimasto per decenni negli archivi dell'università di Yale, adesso il diario diventa un libro e un film intitolati Hiroshima, 8:15.
In Messico c’è un vigilantes che dà la caccia ai ladri di biciclette, li cattura e li attacca con lo scotch ai pali stradali È successo a Lagos de Moreno, nello Stato di Jalisco. Il vigilantes è stato ribattezzato da media e cittadini "il Batman messicano".
Al movimento contro i data center si è unita anche Erin Brockovich, quella vera «Combattiamo contro chi possiede tutti i soldi del mondo», ha detto, annunciando la sua discesa in campo contro i data center.
I lefebvriani hanno il vizio di farsi scomunicare dalla Chiesa Cattolica per l’ordinazione di vescovi senza il permesso del Papa Era già successa la stessa identica cosa nel 1988, quando Marcel Lefebvre in persona fu scomunicato da Giovanni Paolo II. Ora, Leone XIV è stato costretto alla stessa decisione.
Tom Verlaine dei Television aveva una collezione di 4 mila vinili e adesso quella collezione è in vendita I vinili del frontman dei Television si potranno acquistare sulla piattaforma Discogs oppure nel negozio di dischi Academy Recors, a Brooklyn.
Quest’anno il Glastonbury non ci sarà perché gli organizzatori vogliono far “riposare” il terreno sul quale si tiene il festival Lo chiamano anno di maggese, ce n'è uno ogni cinque edizioni del festival, serve a far ricrescere l'erba e a far brucare tranquille le mucche.
In Francia hanno approvato una legge che equipara l’ultra fast fashion a sigarette e alcolici Una legge che va a limitare fortemente le attività di colossi come Shein, Temu e AliExpress, imponendo una nuova tassa e il divieto di pubblicità.
L’ondata di caldo è stata una catastrofe per i festival musicali indipendenti, che già se la passavano piuttosto male Solo nello scorso fine settimana ci sono state una mezza dozzina di cancellazioni di concerti e festival annullati. Alcuni rischiano di non tornare più.

Usa: boom di studenti stranieri (ma non di italiani)

12 Novembre 2013

Non ci sono mai stati tanti studenti stranieri nelle università americane. Nell’anno accademico 2011-2012 erano più di 800 mila: una cifra record, che segna un aumento del 7% in un solo anno (cioè rispetto al 2010-2011) e di ben il 40% rispetto a dieci anni fa. I dati sono stati diffusi in un report recente intitolato “Open Doors”, compilato dall’Istituto per l’Educazione Internazionale, un’associazione no profit che collabora col Dipartimento di Stato.

Gli studenti arrivano soprattutto dalle economie emergenti dell’Asia. Ma, dato interessante, si registra un netto aumento soprattutto tra i giovani provenienti dai paesi islamici.

Come si può vedere da questo grafico, negli anni Sessanta gli studenti internazionali erano una cifra trascurabile. Nell’anno accademico 2001-2002 c’erano poco meno di 600 mila studenti stranieri nelle università Usa (582 996 per la precisione), mentre oggi sono quasi 820mila (819 644, nel dettaglio).

Tra i paesi che mandano i loro giovani a studiare in America, i primi posti spettano a  Cina, India e Corea del Sud, che rappresentano complessivamente quasi metà della popolazione degli “international students”. Al quarto posto si trova l’Arabia Saudita, che lo scorso anno ha mandato quasi 45 mila giovani a studiare negli Usa: il paese del Golfo ha registrato un aumento di ben il 30% di studenti in America. Probabilmente un dato che riflette un momento di transizione nella classe media saudita, alle prese con un mercato del lavoro più competitivo e che sta facendo i conti con un precedente deficit educativo.

Da segnalarsi inoltre un aumento di ben 25% degli studenti iraniani rispetto all’anno precedente. Un dato che forse rifletta anche una (relativa, bene inteso) distensione tra Washington e Teheran, che non hanno ufficialmente relazioni diplomatica da tre decenni.

Tra le nazioni europee con il maggior numero di presenze di studenti negli Usa si segnalano Germania (quasi 10 mila studenti), Francia (8200).  L’Italia, infine, non compare affatto nella “top 25”: ci sono appena 4200 studenti italiani in America. Meno degli spagnoli (circa 5mila).

Leggi anche: All’Estero è meglio. Insegnare a pensare con la tua testa Vs insegnare un mestiere. Giovani, università e mondo del lavoro: una riflessione sull’«anomalia italiana».

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