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In Francia hanno approvato una legge che equipara l’ultra fast fashion a sigarette e alcolici
Una legge che va a limitare fortemente le attività di colossi come Shein, Temu e AliExpress, imponendo una nuova tassa e il divieto di pubblicità.
Il Parlamento francese ha approvato una legge storica contro il cosiddetto “ultra-fast fashion”, limitando fortemente le attività di colossi del settore come Shein, Temu e AliExpress. La principale novità introdotta della normativa, varata soprattutto per ridurre l’impatto ambientale della moda , è l’introduzione di una tassa su ogni singolo capo prodotto in serie. La tassa non sarà fissa ma aumenterà con il trascorrere del tempo: entro il 2030 potrebbe toccare i 10 euro per articolo, fino a un massimo del 50 per cento del prezzo del prodotto. I soldi derivanti dall’introduzione di questa tassa saranno destinati alle aziende che si occupano di raccogliere e riciclare i rifiuti tessili.
La legge impone severe restrizioni anche alla comunicazione delle aziende di ultra fast fashion, vietando completamente la promozione di questi marchi – compresi i contenuti degli influencer e dei creator sui social media – equiparando di fatto questa industria a quelle del tabacco e degli alcolici. Inoltre, le piattaforme saranno obbligate a pubblicare sui propri siti messaggi che invitino a un consumo moderato e consapevole, e dovranno fornire anche delle guide su come riparare e riutilizzare i vecchi vestiti. A questa nuova legge in Francia si aggiunge da oggi un’importante novità che riguarda tutta l’Unione Europea. È entrato ufficialmente in vigore il dazio forfettario di 3 euro sulle piccole spedizioni che arrivano da Paesi extra-UE, anche questa una misura implementata (anche) per limitare gli acquisti compulsivi di prodotti low cost Made in China. L’obiettivo dichiarato dall’UE è rendere la competizione più equa per i produttori e commercianti europei, oltre che aumentare i controlli sulla qualità delle merci che ogni giorno arrivano nel continente dalla Cina.
Per i consumatori l’impatto di questo nuovo regolamento europeo rischia di essere più pesante del previsto a causa di un dettaglio tecnico cruciale: la tassa di 3 euro non si paga sul pacco intero, ma su ogni singola voce doganale contenuta nella spedizione, cioè su ogni singolo oggetto contenuto nel suddetto pacco. In sostanza: se comprate tre magliette e la categoria merceologica è la stessa pagherete un unico dazio di 3 euro; se invece nello stesso ordine infilate una maglietta, un paio di scarpe e un ombrello, vi ritroverete con tre prodotti appartenenti a tre categorie merceologiche diverse, quindi il dazio si moltiplicherà per tre, arrivando a costare ben 9 euro per la singola spedizione.