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18:43 mercoledì 1 luglio 2026
In Messico c’è un vigilantes che dà la caccia ai ladri di biciclette, li cattura e li attacca con lo scotch ai pali stradali È successo a Lagos de Moreno, nello Stato di Jalisco. Il vigilantes è stato ribattezzato da media e cittadini "il Batman messicano".
Al movimento contro i data center si è unita anche Erin Brockovich, quella vera «Combattiamo contro chi possiede tutti i soldi del mondo», ha detto, annunciando la sua discesa in campo contro i data center.
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Tom Verlaine dei Television aveva una collezione di 4 mila vinili e adesso quella collezione è in vendita I vinili del frontman dei Television si potranno acquistare sulla piattaforma Discogs oppure nel negozio di dischi Academy Recors, a Brooklyn.
Quest’anno il Glastonbury non ci sarà perché gli organizzatori vogliono far “riposare” il terreno sul quale si tiene il festival Lo chiamano anno di maggese, ce n'è uno ogni cinque edizioni del festival, serve a far ricrescere l'erba e a far brucare tranquille le mucche.
In Francia hanno approvato una legge che equipara l’ultra fast fashion a sigarette e alcolici Una legge che va a limitare fortemente le attività di colossi come Shein, Temu e AliExpress, imponendo una nuova tassa e il divieto di pubblicità.
L’ondata di caldo è stata una catastrofe per i festival musicali indipendenti, che già se la passavano piuttosto male Solo nello scorso fine settimana ci sono state una mezza dozzina di cancellazioni di concerti e festival annullati. Alcuni rischiano di non tornare più.
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Al movimento contro i data center si è unita anche Erin Brockovich, quella vera

«Combattiamo contro chi possiede tutti i soldi del mondo», ha detto, annunciando la sua discesa in campo contro i data center.

01 Luglio 2026

Più di trent’anni dopo aver sconfitto la Pacific Gas and Electric Company nella storica battaglia legale di Hinkley, che le è valsa pure un film da Oscar in cui a interpretarla c’era Julia Roberts, Erin Brockovich si è scelta un nuovo avversario: i data center. Tutto è iniziato con decine di mail che cittadini preoccupati le hanno scritto, mail da cui Brokovich ha ricavato una mappa open source che tiene traccia di tutti i data center costruiti, in costruzione e in progettazione degli Stati Uniti. Attualmente, negli Usa ci sono 33 data center operativi, 68 in costruzione e 41 in progettazione, molti dei quali si estendono per ettari ed ettari di terreno, costruzioni approvate spesso all’insaputa o manipolando le comunità locali, spesso senza eseguire nessuna valutazione di impatto ambientale.

Come scrive il Guardian, il problema per Erin Brockovich non è l’AI in sé, ma l’insostenibile impatto su ambiente e persone delle infrastrutture necessarie al suo funzionamento. I «mostri dell’AI» richiedono un enorme tributo in termini di risorse energetiche e idriche, con i centri più grandi che consumano milioni di litri d’acqua al giorno per i sistemi di raffreddamento (l’equivalente del fabbisogno di 50 mila persone, più o meno). Un’analisi, sempre del Guardian, rivela che due terzi dei data center sorgono in aree già colpite da grave siccità, a cui la presenza di queste strutture aggiunge l’inquinamento acustico continuo (che assieme alle luci sempre accese dentro, fuori e attorno alle strutture, porta la fauna locale a scappare, anche) e i rincari delle bollette idriche ed elettriche.

La strategia della Brockovich ricalca quella che l’ha resa celebre in passato. Organizzare le comunità per spingere le amministrazioni locali a imporre divieti sulle nuove costruzioni di data center, per poi procedere per vie legali e ottenere trasparenza sui piani energetici e idrici che vengono approvati dalle stesse amministrazioni locali per favorire la costruzione dei data center. Solo negli Stati Uniti, sono già 79 i comuni e le contee che hanno adottato sospensioni provvisorie o divieti definitivi contro la costruzione di nuovi data center, ma si scontrano con costruttori pronti a intentare cause multimilionarie contro chiunque cerchi di bloccare o chiudere i cantieri. Nonostante la disparità di forze e capitali però, Brockovich continua a credere nel potere dell’azione popolare e nell’efficacia del giustizia, e per questo ha deciso di unirsi a un movimento che dall’America si sta espandendo a Irlanda, Scozia, Australia, Italia, Paesi in cui già migliaia di persone si sono unite a questa lotta per impedire che la corsa all’AI si trasformi in un’ennesima occasione di distruzione delle risorse naturali del pianeta.

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