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L’ultima moda tra i miliardari è comprarsi lo scheletro di un dinosauro Vengono battuti per milioni di dollari dalle più prestigiose case d'asta del mondo e acquistati da miliardari che si sono un po' stufati delle "normali" opere d'arte.
Sempre più giovani si dedicano al solomaxxing, cioè rimanere single perché per trovare un partner servono troppo tempo e troppi soldi Essere single non per scelta sentimentale o filosofica, ma perché le relazioni hanno un costo che il reddito medio non copre più.
Per festeggiare il centesimo compleanno il brand islandese 66°North si è inventato una delle campagne più riuscite degli ultimi anni Cento persone, nate ognuna in uno degli anni trascorsi dal 1926 a oggi, fotografate con addosso i loro vecchi capi 66°North, quelli a cui sono più affezionati.
Nelle praterie della Mongolia è stata costruita una galleria d’arte che sembra un’astronave precipitata sulla Terra Si chiama Praire Ark, l'ha disegnata lo studio architettonico cinese Büro Ziyu Zhuang ispirandosi alla saga di Alien di Ridley Scott.
Un tizio ha trovato per caso una demo unica di Is This It degli Strokes che la band aveva registrato e poi buttato È una prima versione dell'album, prodotta da Gil Norton, che Casablancas e compagni bocciarono e cestinarono. E che ora è miracolosamente riapparsa.
Secondo una ricerca scientifica gli uffici open space fanno male al cervello, fanno stancare di più e lavorare peggio A quanto pare ci voleva una ricerca per capire che rumore continuo, confusione incessante e assenza di spazio personale non fanno bene al cervello.
La pregiatissima collezione di vini di Stalin verrà venduta per finanziare l’apertura di una scuola di enologia in Georgia Al suo interno sono conservate più di 40 mila bottiglie, in parte prese dalle cantine degli zar e in parte scelte personalmente da Stalin.
Il prossimo film di Alice Rohrwacher sarà un adattamento del Barone rampante di Italo Calvino La regista non ha fatto in tempo a finire le riprese di Three Incestuous Sisters che è già arrivato l'annuncio del suo prossimo progetto.

Perché le città mediterranee dovrebbero essere preparate a uno tsunami

23 Giugno 2022

Che la crisi climatica sia ormai parte della nostra quotidianità è un fatto: in questi giorni il governo italiano sta discutendo di un decreto battezzato “decreto siccità”, la dichiarazione dello stato di emergenza pare ormai scontata e si fa concreta la possibilità che nei prossimi mesi le Regioni debbano ricorrere al razionamento dell’acqua quantomeno durante le ore notturne. Come se tutto questo non fosse sufficiente a ribadire l’urgenza di provvedimenti nazionali e internazionali che evitino una catastrofe globale, ora è arrivato anche un rapporto dell’Unesco secondo il quale diverse città che affacciano sul Mediterraneo devono cominciare a stilare piani d’emergenza per affrontare gli tsunami che sicuramente arriveranno nei prossimi anni. In questo rapporto dell’agenzia dell’Onu, infatti, si dice che città come Marsiglia, Istanbul e Alessandria d’Egitto, nei prossimi trent’anni, hanno quasi il 100 per cento di possibilità di vedere le loro zone costiere travolte da onde alte più di un metro. Possono sembrare dimensioni che non giustificano l’allarme dell’Unesco, ma è utile ricordare, come fa il Guardian, che tsunami con onde di altezza di un metro e mezzo/due metri possono smuovere le auto e raggiungono velocità di 65 km/h, mettendo sotto grandissimo stress le strutture e infrastrutture costiere.

Secondo l’Unesco, è arrivato il momento di aggiornate la lista delle città del mondo definite “tsunami ready”. Finora, il problema si poneva soprattutto per quelle città sull’Oceano Pacifico e su quello Indiano, le zone dove, statisticamente, colpiscono la maggior parte dei maremoti. Ora a questa lista (che comprende già 40 città in 21 Paesi del mondo), per evitare che il pericolo continui a essere sottovalutato come è stato fino a questo momento, si aggiungono cinque città-comunità: oltre alle già citate Marsiglia, Alessandria d’Egitto e Istanbul ci sono anche Cannes e Chipiona, una città vicino Cadice, in Spagna. Ma l’allarme non si limita a queste cinque città, coinvolge intere aree geografiche: la Grecia, la Turchia, l’Italia, la Francia e il Portogallo.

Il programma “tsunami ready” prevede la preparazione di diversi protocolli da attuare in caso di maremoto. Protocolli che, nelle intenzioni dell’Unesco, permetteranno alle città e ai Paesi interessati di sapere esattamente cosa fare in caso di tsunami. Secondo Bernardo Aliaga, consulente Unesco ed esperto di maremoti, «il rischio tsunami è sottovalutato in molte aree geografiche, compresa quella del Mediterraneo. […] Dobbiamo far passare questo messaggio: non è una questione di se ma di quando». L’innalzamento dei livelli del mare non fa che aumentare il rischio e la pericolosità degli tsunami, ed è proprio per questo che, secondo Aliaga, «dobbiamo fare in fretta».

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