Hype ↓
18:43 sabato 23 maggio 2026
Su RaiPlay è stato pubblicato per la prima volta Sulla carta sono tutti eroi, uno speciale del 1984 dedicato ad Andrea Pazienza, con Andrea Pazienza La maniera perfetta per festeggiare il settantesimo anniversario della nascita di Paz: vederlo disegnare, parlare, raccontarsi, sorridere.
Sandra Hüller potrebbe stabilire un record che si credeva impossibile: essere candidata all’Oscar 4 volte, per 4 film diversi, nello stesso anno L'attrice potrebbe ricevere una nomination per tutti i film che ha fatto nel 2026: Fatherland, Rose, Project Hail Mary e Digger.
Il politico più popolare in India in questo momento è uno scarafaggio leader del Partito degli Scarafaggi Tutto è iniziato un po' per presa in giro un po' per protesta, ma in nemmeno una settimana il Cockroach Janta Party ha superato su Instagram il Bharatiya Janata Party del Premier Modi.
Una ricerca ha dimostrato che le civiltà non crollano per le catastrofi ma perché iniziano a consumare troppo, che è proprio quello che sta succedendo alla nostra civiltà I ricercatori hanno precisato anche che i futuri in cui ci salviamo non sono impossibili, ma «richiedono condizioni che non vediamo sulla Terra di oggi».
Non poteva che essere Michael Bay il regista del film sull’operazione Epic Fury di Trump in Iran Per l'occasione, il regista ha rimesso assieme la squadra con cui girò 13 Hours, altro notevole esempio di moderno film di propaganda.
SS26, il nuovo singolo di Charli XCX, non è né rock né dance: è moda E anche apocalisse: «Yeah we’re walking on a runway that goes straight to hell», canta Charli nel secondo singolo estratto dal suo nuovo album.
La Corte internazionale di giustizia ha stabilito che da ora in poi il diritto allo sciopero è protetto dal diritto internazionale In particolare, è tutelato dal trattato sulla libertà di associazione del 1948 dell'Organizzazione internazionale del lavoro, firmato da 158 Paesi.
Nel mondo ci sono così pochi ingegneri e ricercatori AI che le aziende di Big Tech li stanno pagando come le superstar dello sport Secondo le stime ce ne sono solo un centinaio in tutto il mondo. E in Silicon Valley sono disposti a spendere qualsiasi cifra per accaparrarseli.

Ci sono voluti 20 anni ma a Firenze sono finalmente riusciti a rimuovere la gru degli Uffizi

Vent'anni più un account parodia su Instagram, una cordata d’imprenditori e l'appello disperato del direttore del Museo.

11 Giugno 2025

Non fosse così sgraziata e fuori contesto, ci si sarebbe potuti persino affezionare alla gru che da 20 anni rovina la vista di piazza della Signori, a Firenze. Installata 20 anni fa per spostare i materiali necessari ai lavori di ampliamento delle Gallerie degli Uffizi, la gru si è trasformata in una sorta di nuovo, sgradito e sgraziato campanile della città. Gli alti costi d’installazione, le autorizzazioni necessarie a smontarla e un generale immobilismo politico hanno fatto il resto, rendendola simbolo, come si legge sul Guardian (e non solo), dell’immobilismo, del lassismo, della burocrazia italiana. 

C’è voluto un appello pubblico dell’esasperato direttore degli Uffizi Simone Verde per risolvere la situazione. Una cordata d’imprenditori locali ha messo assieme i soldi necessari per provvedere alla sostituzione della gru con un’altra gru meno visibile, mentre le autorità hanno finalmente concesso il via libera alla richiesta di rimozione . Tutto bene quello che finisce bene, nella speranza che questo risultato possa dare nuovo slanci0 a una ristrutturazione che, per costi e tempi, Verde ha definito come «maledetta». E chissà se alla festa per la rimozione della gru non sarà invitato anche il creatore dell’account Instagram che ironizzava sull’inamovibilità della gru («Non puoi non fotografarmi» recita beffarda la bio del profilo della gru).

Articoli Suggeriti
Amsterdam è la prima capitale del mondo a vietare la pubblicità sia della carne che dei combustibili fossili negli spazi pubblici

La misura è entrata in vigore dall'1 maggio. Secondo il Comune, è necessaria per «allineare il paesaggio urbano agli obiettivi ambientali».

In quasi nessuna delle capitali europee un mese di salario minimo è sufficiente a pagare un mese di affitto

L'Italia in questo studio non è menzionata, perché in Italia c'è la crisi abitativa ma il salario minimo no.