Hype ↓
11:28 sabato 17 ottobre 2026
Un report dell’Onu dice che in Cisgiordania non ci sono mai stati così tanti atti di violenza dei coloni israeliani Nei primi quattro mesi del 2026 erano già 190 al mese, numeri che porterebbero a superare i duemila attacchi entro la fine dell'anno.
C’è un ragazzo inglese che da 7 anni recensisce panchine su Instagram Il suo profilo si chiama RateThisBench, raccoglie ormai più di 300 recensioni di panchine ed è anche il modo in cui ha conosciuto sua moglie.
L’Agenzia meteorologica giapponese ha avvisato i cittadini dell’imminente arrivo del terremoto più forte di sempre, poi ha cancellato l’avviso e ha detto di essersi sbagliata A quanto pare, si è trattato di un gigantesco errore del sistema di allerta precoce, di solito affidabilissimo e precisissimo.
La Giornata nazionale della meraviglia e la Giornata nazionale del riciclo della carta hanno messo a dura prova la pazienza di Sergio Mattarella Dopo aver firmato una legge che istituisce l'una e l'altra, il Presidente della Repubblica ha invitato la politica a darsi una regolata perché queste giornate stanno «vertiginosamente aumentando».
I matematici di tutto il mondo sono disperati dopo che ChatGPT ha risolto 372 problemi a cui loro lavoravano da anni in tre ore Ora i matematici stanno ancora cercando di capire quanto ci sia di giusto, e cosa voglia dire adesso fare il loro mestiere.
Di tutte le cose incredibili che succedono continuamente sul Monte Bianco, il fatto che la sua altezza aumenti (o diminuisca) ogni anno è la meno incredibile di tutte In questo periodo misura 4.807,47 metri: la sua crescita dipende da fenomeni «estremamente variabili».
Del possibile allarme sanitario in Siberia si sono preoccupati tutti tranne gli abitanti della cittadina siberiana da cui l’allarme è partito L'OMS chiede spiegazioni, Trump ne parla, i giornali di mezzo mondo scrivono di peste. A Irkutsk e a Shelekhov nessuno porta la mascherina e la frase che ripetono tutti è «va tutto bene, è tutto normale»
Nel centenario di Winnie the Pooh, l’Inghilterra sta litigando con l’America perché vuole che le siano restituiti gli orsacchiotti fatti dal creatore di Winnie the Pooh Il libro di A. A. Milne compie cent’anni, ma il pupazzo che lo ha ispirato vive a New York. E una parte dei fan britannici lo rivuole indietro.

Ultracafonal

“A noi cafoni ci hanno sempre chiamati”: rubrica nella rubrica. Profili di cafoni, più italiani di te

28 Ottobre 2011

A noi cafoni c’hanno sempre chiamati/parte 2

Nonostante la fama di Roberto D’Agostino e del libro, pochi fanno lo sforzo di comprare Ultracafonal, le quasi seicento pagine di foto e didascalie idiote che documentano la vita notturna e quella festiva della classe dirigente romana, milanese e di Cortina d’Ampezzo. Potenti all’ippodromo, potenti con stelline col culo di fuori in un pre- o post-orgia romano, donne in drindl sui monti, leghisti che devono birra, una sfattona vestita da Jessica Rabbit in posa su una Lamborghini gialla fuori da una villa, parlamentari senza reggiseno alla Camera, cardinali alle feste, tantissimi cagnolini.

La foto più canonica per entrare con il giusto spirito critico e etico nella collezione è quella di Andreotti annoiato e depresso, seduto a un tavolo rotondo ad un ricevimento, con una tipa alle spalle che tutta presa per conto suo balla una danza orientale, variamente conciata con fasciature fucsia. Il capitolo da cui è tratta si chiama “Più party e meno partiti” e comprende abbracci tra Raffaella Carrà e G-Max dei Flaminio Maphia. Ma la foto a Andreotti che con la sua smorfia da semplice vecchio che inorridisce di fronte alla Degenerazione è un’entrata troppo facile nel libro, troppo coperta. La usa infatti Carlo Verdone a corredo della sua introduzione: ma quella foto è un unicum nel libro, che è invece la cronaca di un mondo che è per lo più contento di se stesso, di esserci. Quindi la foto a Andreotti vuole farci scordare chi è Andreotti e farci usare il suo occhio triste e pigro un po’ Thom Yorke per darci la prospettiva giusta da cui esaminare lo sfacelo morale che è il contenuto del libro.

In realtà, ciò che ti incastra di Ultracafonal è che ti chiede, con gli argomenti irrefutabili della foto buffa o grottesca, di rinunciare al lato di te che si esprime con frasi come “In un paese normale tutto questo non…” e ti costringe ad abbandonarti. Non che si possa amare quello che ti mettono in casa D’Agostino e Pizzi con le loro seicento pagine di volgarità costosa e potente, con il ritratto del sorriso inebriato di Alemanno alla festa per i 60 anni di Israele o la foto allegra di Bertinotti e De Michelis in funivia insieme sulle Dolomiti (“Il Cadore perduto”), ma sei costretto a non far più finta di non sapere che quelli sono i tuoi capi. È come vedere i propri genitori far l’amore.

Umberto Pizzi, l’autore delle foto, è l’anticristo della party photography. La party photography ha istituito nelle nostre vite la dittatura dell’atteggiamento, costringendo una gran fetta della popolazione a diventare consapevole dei vestiti che portava e delle smorfie che eseguiva sia da sobria che da alterata. A diventare consapevole delle persone con cui si accompagnava. Umberto Pizzi, il socio di D’Agostino, trova lo squallore ovunque scatta. È specializzato nella foto della signora che addenta del fingerfood cercando di non sbaffare il rossetto. Ma è anche bravissimo a fare ombre tra i sederi scoperti e le cosce, e tra scapole e ascelle cadenti nei vestiti scollati. Sa come si mostra la spietatezza senza sfumature dei capelli platinati, e la malizia degli abiti talari di preti lobbyisti sempre socievoli. I soggetti della sua party photography non sono mai smaglianti, ma ci provano a tutti i costi. Pizzi è il contrario delle Hipstamatic. È il contrario della nostra opera di autopromozione via album di Facebook.

Il suo trattamento estetico potrebbe essere applicato alla vita di tutti noi e lasciarci distrutti. Ma Pizzi e D’Agostino lo hanno fatto con la classe dirigente, hanno fotografato ogni ruga e labbro rifatto, pelliccia e accessorio animalier. Poi c’è la questione titoli. I capitoli sono intitolati “Forza Gnocca”, o “La classe digerente va in paradiso”. E le didascalie ti corrompono, ti rendono parte del torbido spasso dirigenziale con commenti sudaticci come: «Distesa come una porchetta, Milly D’Abbraccio aspetta l’Estasi del Pecoreccio». «La pelle sarà pure artificiale ma le pellicce sono vere». «Il giuslavorista Salvatore Trifirò, danzatore satanico alla Mick Jagger». Le didascalie di D’Agostino ti corrompono, ti costringono a diventare complice non solo suo e di Pizzi, ma degli invitati: «Il Cavaliere del Cialis solidarizza con una signora che si è persa un tacco a un ricevimento a Villa Miani». «Eccola la deputata Topolona, Elvira Savino». «La pidiellina palermitana Gabriella Giammarco, celebrata come “culetto perfetto”». Queste didascalie così integrate nello spirito delle foto, così ambigue, mi succhiano via il cervello e soprattutto mi levano qualunque voglia di concludere con un’arguzia.

(Qui il primo episodio de “A noi cafoni c’hanno sempre chiamati”, dedicato a Fabrizio Corona.)

Articoli Suggeriti
Tutto casita e chiesa: l’improbabile ma non impossibile crossover tra Bad Bunny e Papa Leone a Madrid

In questo fine settimana il Pontefice e la popstar più famosa del mondo saranno entrambi a Madrid. E le rispettive "diplomazie" stanno facendo di tutto per favorire un incontro.

Dua Lipa ha pubblicato gratuitamente su YouTube il film concerto di Radical Optimism nonostante avesse ricevuto offerte milionarie dalle piattaforme streaming

Si intitola Dua Lipa - Live From Mexico, dura due ore e in nemmeno una settimana ha già superato i due milioni di visualizzazioni.