È il Club de lecture au quartier, uno dei più strani, divertenti e illuminanti book club internettiani. Nato, come ci ha raccontato il fondatore Géronimo, non solo per parlare di libri ma per smentire gli stereotipi sulle periferie.
È uscito un videogioco in cui l’unica cosa da fare è andare a un rave illegale e ballare tutta la notte
Si chiama Afters, è gratuito e lo ha realizzato un game designer a cui l'idea è venuta dopo una notte passata tutta a ballare a un rave illegale.
Non c’è niente da scaricare, non serve un biglietto né un posto in lista: per entrare basta aprire il browser. Si chiama Afters, è un videogioco gratuito e lo ha creato da solo uno sviluppatore californiano, Raymond Kennedy. «L’ho fatto da solo, in camera mia», racconta. «Potete giocarci adesso, nel browser. Niente download. Andate a perdervi nella foschia». L’idea, ha spiegato in un post su X, gli è venuta in un momento in cui stava per abbandonare la carriera di game designer. Alle quattro del mattino, a un rave illegale in un canale sotterraneo per le acque piovane di Los Angeles, in mezzo a ottocento sconosciuti e con i bassi che gli facevano vibrare la cassa toracica, ha pensato che nessuno avesse mai fatto un gioco capace di restituire una sensazione del genere. E così ha deciso di farlo lui.
Il percorso, come lo descrive la pagina del gioco su Wavedash, ricalca quello di una vera notte fuori: si parte da un bosco al chiaro di luna, si scende in un canale dove gocciola l’acqua e si arriva in un vecchio bunker trasformato in pista da ballo. Lì bisogna farsi largo tra centinaia di persone che svaniscono nella foschia, trovare il proprio posto e mettersi a ballare con la folla. Dietro la consolle, un DJ suona It’s Like That di Run-DMC e Jason Nevins, il remix del 1997 del brano del 1983. Afters è stato pubblicato su Wavedash il 22 maggio, l’ultimo aggiornamento è del 29 settembre, e si può giocare con tastiera e mouse ma anche usando il touchscreen.
Su Wavedash il gioco è inserito tra i walking simulator, quei giochi in cui la cosa principale da fare è camminare, guardarsi intorno e sostanzialmente stare al mondo. Ed è forse questo il punto di Afters: non chiede di vincere ma di esserci, di ritrovare per qualche minuto quella sensazione di stare in un posto nascosto, insieme a gente che non si conosce, mentre la musica copre tutto il resto e riempie il corpo. Che a ricostruirla, questa esperienza, sia stata una persona sola, chiusa in camera, partendo dal ricordo di una notte nei tunnel di Los Angeles, dice molto anche su quanto quel tipo di esperienza resti difficile da raccontare in altro modo.