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08:22 sabato 29 agosto 2026
Il governo serbo concederà a Ratko Mladic, il boia di Srebrenica, il funerale di Stato perché «era pur sempre un generale» «Il generale Mladic è un generale, e ci sono dei protocolli da seguire», questo si è limitato a dire il Ministro della Giustizia serbo, Nenad Vujic.
La ragione per cui le aziende AI stanno addestrando le AI usando solo libri vecchi e che i libri vecchi sono gli unici che sicuramente non sono stati scritti con l’AI Cause giudiziarie e inchieste giornalistiche hanno rivelato che questa è una pratica ormai diffusissima. Anche perché le AI non possono più essere addestrate con contenuti presenti su internet, perché troppi contenuti presenti su internet sono ormai fatti con l'AI.
Le operazioni di soccorso al confine tra Nepal e Tibet stanno diventando impossibili a causa della piena di un lago che si è formato dopo la frana che ha causato l’inondazione Operazioni che erano già difficili per via dalle infrastrutture distrutte e dalle linee di comunicazione danneggiate.
Dopo 25 anni di attesa, il regista di Donnie Darko ha finalmente pronto il sequel, solo che non è un film ma un romanzo epistolare di 800 pagine sui viaggi nel tempo Richard Kelly, regista, sceneggiatore e adesso anche scrittore, ha già detto che questo è solo il primo passo nell'esplorazione dell'universo di Donnie Darko.
Il pezzo di ghiacciaio che ha causato le inondazioni in Tibet e Nepal era talmente grosso che quando si è schiantato al suolo ha provocato un terremoto Una scossa di magnitudo 5.2 aveva fatto pensare a un sisma. Solo dopo si è capito che tutto era iniziato con un pezzo di ghiacciaio precipitato a valle.
La grande retrospettiva che sta per arrivare allo Stedelijk Museum di Amsterdam è l’occasione per conoscere e celebrare davvero Yayoi Kusama Dall'11 settembre al 17 gennaio 2027 l'esposizione ripercorrerà oltre settant'anni di carriera, dalle enormi e ipnotiche tele alle famosissime installazioni di specchi.
Il modo perfetto di ricordare Tim Curry è andare a rivedere The Rocky Horror Picture Show al Cinema Mexico di Milano, dove è in programmazione ininterrottamente da 45 anni Il Mexico è una delle pochissime Rocky Horror House del mondo: dal 1981, quasi ogni venerdì, il film torna sul grande schermo. E tornerà anche adesso che Tim Curry non c'è più, per celebrarlo e ricordarlo.
Un sito sta raccogliendo tutte le elegie funebri scritte dai giornalisti palestinesi per i loro colleghi uccisi negli attacchi israeliani Si chiama The Living Record e permette di ascoltare la voce e le parole dei giornalisti di Gaza, mentre ricordano i loro colleghi uccisi negli attacchi israeliani.

“Ce lo siamo levati dalle palle”

Perché la vittoria di Biden e di Kamala Harris è stata una liberazione anche per chi non si interessa di politica.

di Studio
08 Novembre 2020

La vittoria a metà, il populismo che non è definitivamente sconfitto, Trump che occhio a darlo per finito l’hanno votato settanta milioni di persone, Biden che col Senato bloccato chissà cosa potrà combinare, non sarà abbastanza radicale perché è compromesso con l’establishment, il difficile arriva ora, ha settantasette anni, la politica estera boh vedremo, e via dicendo. Tutto vero. Però forse chi si occupa di politica in senso stretto, per smania di precisare, approfondire, saperla lunga, o anche solo per autoreferenzialità sta rischiando di perdersi non la portata epocale dell’elezione di Joe Biden e Kamala Harris, quella l’hanno giustamente sottolineata tutti (alcuni un po’ tardivamente a dire il vero), quanto la gioiosa potenza simbolica e comunicativa e psicologica che questo evento rischia fortunatamente di scatenare nel mondo, negli individui e, infine, nella società. C’è un mondo là fuori, e questa volta era lì alla finestra ad ascoltare. Interessato. Dalle parti di Rivista Studio abbiamo la fortuna di frequentare ancora svariate persone che di politica si occupano poco o niente, o quanto meno non con la maniacalità e la passione che meritoriamente pervade la categoria di chi lavora nei media, non per vezzo antipolitico (anzi, molti hanno una coscienza civile e sociale spiccata) ma proprio per mancanza di attrazione o disamore progressivo per la materia in senso stretto. Eppure sabato erano felicissimi. E nei giorni precedenti si informavano, chiedevano, volevano sapere. «Tu che sei giornalista, come finisce?», «E che ne so, io mi occupo di lifestyle ormai», «Speriamo in bene, non lo sopporto più». Hanno postato le storie su Instagram contro Trump, si sono scambiati i meme su Giuliani e la sua goffa tirata nell’ormai celebre parcheggio, volevano festeggiare. Sono contenti per loro, per i loro amici che stanno a New York, per le figlie piccole delle loro amiche che stanno a Los Angeles, per i loro diritti di persone non eterosessuali e così via. Ma lo sono anche in senso assoluto, la vivono come la liberazione da un incattivimento che sentivano, inconsciamente, ormai inevitabile. E se ne sono accorti solo quando hanno capito che poteva succedere una cosa bellissima: “levarselo dalle palle”. Sì, proprio così. Senza ulteriori considerazioni. Perché Donald Trump, il suo modo di fare deleterio, quello che rappresenta, la maleducazione, la prevaricazione, il razzismo, il maschilismo, le bugie, la prepotenza, le parole che usa, la famiglia inguardabile, la legittimazione che ha dato a persone e gruppi che la storia aveva giustamente e meravigliosamente relegato alla marginalità attraverso anni di conquiste e di progresso, avevano finito per intossicare non solo la politica ma la sfera personale di molti, e non solo americani.

E poi c’è Kamala Harris. Cosa dobbiamo aggiungere sul valore, per ora tutto simbolico, della sua elezione? Ha già detto tutto lei. E l’hanno ascoltata milione di donne, e per fortuna anche di uomini che magari iniziano (iniziamo), a capirci qualcosa di disparità. È ingenuo tutto questo? Visto con l’occhio cinico e scafato dell’analista politico probabilmente sì. Ma la politica, quando si rompono gli argini della convivenza civile, invade la vita anche di chi di politica non si interessa e tracima nel loro umore e nel loro comportamento privato e individuale più di quanto si pensi. E sono molti, moltissimi. Ed è di loro che bisognerebbe occuparsi di più. E sabato erano felici come e più di noi. E questo per noi è bellissimo, al di là di tutto. Ed è anche molto importante per i tempi non facili che ci è capitato di affrontare. “Ce lo siamo levati dalle palle”, scrivevano su Whatsapp. Per noi, l’editoriale migliore che abbiamo letto. Ricordiamocelo la prossima volta che ci mettiamo ad analizzare dottamente e col sopracciglio alzato un personaggio del genere. Magari non accade più.

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