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17:57 giovedì 12 febbraio 2026
Gli agenti dell’ICE si stanno lamentando su Reddit perché non gli arriva lo stipendio e non hanno l’assicurazione Il subreddit r/ICE_ERO è diventato uno sfogatoio per gli agenti dell'ICE, che a quanto pare hanno molto da dire su retribuzione e benefit.
Su YouTube si terrà una maratona dedicata a Umberto Eco, per festeggiare la fine dei 10 anni di silenzio su di lui chiesti dallo scrittore nel suo testamento L'evento si terrà in diretta streaming sui canali YouTube della Fondazione Umberto Eco e della Fondazione Bottega Finzioni Ets, con inizio alle 12 del 18 febbraio, ora italiana.
Pur di costringerle a usare la sua app di messaggistica, il governo russo ha improvvisamente impedito l’accesso a Whatsapp a 100 milioni di persone Tutto pur di costringere i russi a iscriversi a Max, una app molto simile a Whatsapp ma controllata dal governo stesso, ovviamente.
Google ha emesso un’obbligazione che gli investitori potranno incassare tra 100 anni, se saranno ancora vivi A quanto pare, era l'unica maniera di trovare tutti i soldi che l'azienda vuole investire nello sviluppo dell'intelligenza artificiale.
Il Partito Liberale Democratico di Sanae Takaichi ha preso così tanti voti che non ha abbastanza deputati per occupare tutti i seggi vinti, quindi ne ha dovuti “regalare” un po’ agli altri partiti La vittoria è stata così larga che a un certo punto si sono accorti che non avevano più deputati da mandare alla Camera.
Alla Tate Modern di Londra sta per aprire la più grande mostra mai dedicata a Tracey Emin Concepita in stretta collaborazione con l’artista, A Second Life ripercorre 40 di carriera e riunisce più di 90 opere, alcune mai esposte prima.
C’è una nuova piattaforma streaming su cui vedere centinaia di classici, legalmente, gratuitamente e senza pubblicità Si chiama WikiFlix e riunisce più di 4000 lungometraggi, cartoni animati e cortometraggi, sia famosissimi che sconosciuti.
Trump ha fatto rimuovere la bandiera Lgbtq+ dal monumento di Stonewall, il luogo in cui è nato il movimento Lgtbtq+ Il governo ha poi spiegato che le uniche bandiere consentite nei pubblici monumenti sono quelle che «esprimono la posizione ufficiale» del governo.

Tannico, il vino su internet

Storia e intuizione dell'azienda leader nel settore vinicolo italiano della vendita online.

07 Febbraio 2020

Se cercate di comprare del vino online in Italia senza passare dagli scaffali dei supermercati, in cui la qualità, per così dire, non domina, e senza passare dalle enoteche più tradizionali del centro, in cui spesso a essere assenti sono soprattutto doti più umane come simpatia e facilità di approccio alla materia, vi sarete molto probabilmente imbattuti in Tannico, che potremmo definire, in modo molto tradizionale, “azienda leader del settore”. Ma anche, per essere più realistici, unica luce in un mondo di oscurità, e quindi un settore in cui Tannico non solo è leader, ma quasi azienda-guru: il settore vinicolo italiano, dal punto di vista della vendita su internet, è rimasto fermo più o meno all’epoca del Millennium bug. E questo non significa che il compito di Tannico sia stato facile, a causa della mancanza di una concorrenza all’altezza, ma al contrario è stato ancora più coraggioso e faticoso dover scardinare pregiudizi immotivati eppure resistentissimi.

La storia, in breve, è così: Tannico nasce nel 2013, fondato da un gruppo di soci tra cui Marco Magnocavallo che oggi è Ceo, e che si definisce «un appassionato bevitore, che non vuol dire sommelier». Marco, classe 1973, non aveva né ha particolari competenze enologiche, ma le possiede invece nel settore tecnologico ed e-commerce, oltre a un certo intuito imprenditoriale molto sviluppato. Tra le decine di cose che ha fatto a partire dai vent’anni c’è anche l’aver fondato la piattaforma Blogo, che qualcosa in comune con Tannico ce l’ha: era nata per riempire uno spazio, quello per «informazioni meno ingessate rispetto a quello che c’era in quel momento. Non è un’operazione dissimile a quella che fa questo e-commerce del vino: Tannico non occupa soltanto uno spazio inspiegabilmente lasciato libero nel mercato italiano, ma ha cambiato più profondamente, in un modo che si potrebbe definire culturale, il panorama del vino.

(foto di Claudia Ferri)

Il mondo del vino, in Italia, è sempre stato austero, iperprofessionalizzato, pomposo e conservatore, spesso a partire dal linguaggio utilizzato. Dentro Tannico, la persona che si è data il compito di ribaltare questo stereotipo è Juliette Bellavita, che ha il titolo di Brand & Communication Manager. C’è un modello particolare che cita e che rende bene l’idea di quanto Tannico sia originale: «Quando ci siamo chiesti chi volevamo essere, ci siamo detti: la Netflix del vino». Un linguaggio facile, quindi, una garanzia nella scelta delle produzioni, abbinamenti, consigli, un’estetica contemporanea. «Ma non mi sono ispirata a modelli specifici», dice Juliette, «io vengo da un altro mondo, editoria, cinema, musica e lifestyle. Tutto quello che è tradizionalmente associato al vino, da Robert Parker in giù, non l’ho proprio preso in considerazione».

Tannico non è, tuttavia, da considerare come un semplice incursore punk arrivato a scompigliare un salotto elegante, anzi: la ricerca sul campo è approfondita – «periodicamente scegliamo una zona», dice Marco, «e stiamo lì, giriamo le cantine, conosciamo i produttori, soprattutto nelle zone in cui pensiamo ci sia potenziale» – e oggi ha appena lanciato una serie di corsi, naturalmente innovativa. La Flying School funziona così: «Ti facciamo assaggiare 5 coppie di vini, e in queste coppie hai gli opposti di una determinata caratteristica, come il tannino», spiega ancora lui. «Tu li assaggi e assegni un punteggio da 1 a 5 a seconda delle tue preferenze. Alla fine hai in mano una mappa del tuo gusto. È un modo diverso di vivere il mondo del vino».

Dopo 6 anni la missione è riuscita, a guardare i numeri: il fatturato 2018 è stato di 15 milioni di euro, il 2019 è previsto in 20 milioni, con un +40%. Le bottiglie spedite nel mondo, in previsione, raggiungono il milione e mezzo. «Vent’anni fa non ci sarebbe stato il mercato per Tannico», dice Magnocavallo, «ma oggi si sta aprendo, e lo stiamo aiutando, lo stiamo spingendo noi». La diffidenza è sparita anche da parte delle cantine, anzi «è proprio l’opposto, vengono loro adesso, e chiedono: cosa possiamo fare insieme?», e Tannico progetta di aprire un wine bar fisico, nel 2020, a Milano: «Un posto semplice, cose buone, artigiani che raccontano la loro storia, un po’ di musica». Naturalmente a modo loro: «Un ambiente diverso dall’enoteca tradizionale».

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