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07:41 mercoledì 7 gennaio 2026
Mickey Rourke è indietro con l’affitto della sua villa di Los Angeles e la sua agente ha lanciato una colletta per evitare che venga sfrattato A quanto pare, l'attore deve al suo padrone di casa ben 59 mila dollari di affitti arretrati. Per sua fortuna, la raccolta fondi sta andando bene.
Uscirà una nuovo giocattolo simile al Tamagotchi ma “potenziato” dall’intelligenza artificiale Si chiama Sweekar, può diventare immortale (più o meno), ricordare la voce del padrone e anche rievocare momenti vissuti insieme.
Il Cern ha annunciato che il Large Hadron Collider, il più grande acceleratore di particelle del mondo, resterà spento per cinque anni a causa di lavori di manutenzione Lo stop durerà almeno fino al 2030 e servirà a potenziare il LHC, in modo da usarlo in futuro per esperimenti ancora più ambiziosi.
Una delle ragioni per cui Maduro è stato catturato sarebbero i balletti che faceva in pubblico e che infastidivano Trump Trump avrebbe interpretato quei gesti come una provocazione e avrebbe quindi deciso di dimostrare che le precedenti minacce non erano un bluff.
Gli sciamani peruviani che ogni anno predicono il futuro avevano predetto la caduta di Maduro Durante l'abituale cerimonia di fine anno avevano avvertito della cattura del presidente venezuelano, e pure di un'imminente e grave malattia di Trump.
A nemmeno quarantott’ore dal colpo di Stato in Venezuela, Trump ha già minacciato altri quattro Paesi Stando a quello che ha detto Trump, i prossimi a doversi preoccupare sono Cuba, Colombia, Groenlandia e pure il Messico.
Le azioni di Warner Bros. sono salite del 170 per cento da quando è iniziato il triangolo con Netflix e Paramount L'offerta d'acquisizione di Netflix e la battaglia con Paramount hanno trasformato Warner nel titolo più desiderato del 2025.
Xavier Dolan ha confermato che non è più in pensione e che quest’anno girerà un nuovo film Dopo aver annunciato l’addio al cinema nel 2023, il regista ha deciso di tornare a lavoro e ha mostrato una nuova sceneggiatura su Instagram.

Susan Sarandon è stata scaricata dalla sua agenzia dopo avere partecipato a una manifestazione pro-Palestina

22 Novembre 2023

Nella scorsa settimana, Susan Sarandon ha partecipato a una manifestazione pro Palestina a New York. «Ci sono molte persone che in questo momento hanno paura di dirsi ebree e stanno scoprendo come ci si senta a essere dei musulmani in questo Paese: sempre esposti alla minaccia della violenza», aveva detto l’attrice dopo aver preso la parola durante la manifestazione, chiedendo pubblicamente un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. Dopo che il video del suo discorso è stato diffuso dal New York Post, l’agenzia di Sarandon, la United Talent Agency, martedì ha annunciato di aver interrotto ogni rapporto professionale con l’attrice. Come riportano Marc Tracy e Brook Barnes sul New York Times, la notizia è stata confermata anche dall’ufficio stampa di United Talent Agency: Richard Siklos, infatti, ha detto che Sarandon non è più tra gli attori rappresentati dall’agenzia, ma non ha fornito altri dettagli sulle motivazioni che hanno portato a questa scelta. Un commento da parte di Sarandon o dei suoi rappresentanti, invece, deve ancora arrivare.

Le parole di Sarandon sono state aspramente criticate da più parti. Ovviamente sui social, in particolare su X, dove moltissimi utenti hanno commentato e condiviso un post di Aviva Klompas, ex autrice dei discorsi per la delegazione israeliana alle Nazioni Unite, in cui si spiegava che quello che Sarandon aveva detto dava l’impressione che lei attribuisse agli ebrei la responsabilità dell’ondata di antisemitismo che sta attraversando gli Stati Uniti e l’Europa dal 7 ottobre. Anche nell’articolo del New York Post in cui il video era stato inizialmente pubblicato, le parole di Sarandon venivano definite antisemite («anti-Jewish rant»). Il riferimento è a un pezzo del suo discorso in cui Sarandon spiegava che «succedono cose terribili quando si confondono l’antisemitismo e le critiche allo Stato d’Israele. Io sono contro l’antisemitismo. Io sono contro l’islamofobia», la si sente dire durante la manifestazione.

Questa sull’antisemitismo e l’islamofobia è una discussione che negli Stati Uniti (e non solo) prosegue ormai da settimane e si aggrava ogni giorno che passa. Ci sono state le polemiche per i manifesti pro Palestina firmati dalle associazioni studentesche di Harvard e quelle per i volantini di Black Lives Matter in cui si “celebravano” i terroristi di Hamas che si sono paracadutati al Supernova Festival, dove hanno poi ucciso 260 persone. C’è stata la shitstorm attorno alla lettera pro Palestina pubblicata su Artforum, che ha portato al licenziamento del caporedattore David Velasco. Ci sono state i litigi tra gli sceneggiatori di Hollywood, con diversi scrittori ebrei che hanno accusato l’industria dell’intrattenimento di averci messo troppo tempo a pubblicare una dichiarazione ufficiale in cui si condannava Hamas per il massacro del 7 ottobre. Queste sono solo alcune delle discussioni avvenuto nell’ultimo mese e mezzo. Alle quali ora si aggiunge anche quella sul licenziamento di Sarandon da parte della sua agenzia e dell’attrice Melissa Barrera dalla produzione del nuovo film della saga di Scream.

Barrera è stata licenziata dopo aver postato su Instagram dei pesantissimi commenti sull’operazione militare che Israele sta portando avanti nella Striscia di Gaza: l’attrice ha definito quello che sta succedendo in Medio Oriente «genocidio e pulizia etnica» e ha descritto Israele come una «terra colonizzata». Spyglass Media Group ha annunciato il licenziamento di Barrera spiegando che «abbiamo una politica di tolleranza zero nei confronti dell’antisemitismo e dell’incitamento a qualsiasi forma di odio, compresi falsi riferimenti al genocidio e alla pulizia etnica […].

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