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00:31 martedì 23 giugno 2026
Fatboy Slim ha fatto un dj set improvvisato e gratuito durante una manifestazione contro l’estrema destra a Brighton E ha commentato tutta la giornata così: «Never been more proud of my hometown. More disco, less fascism».
In Albania un milione di persone è sceso in piazza per protestare contro il resort di lusso di Jared Kushner, il genero di Trump I manifestanti, però, non si accontentano più di fermare la costruzione del resort: adesso vogliono le dimissioni di tutti coloro che hanno approvato il progetto.
Loris Messina e Simone Rizzo sono i nuovi Direttori Creativi di Moschino Il loro debutto è fissato per settembre, alla Milano Fashion Week, dove presenteranno la loro prima collezione ufficiale.
Trump sta combinando un grosso, grossissimo guaio con la Reflecting Pool del Lincoln Memorial a Washington Ha speso 15 milioni di dollari per rifarla come voleva lui. Ora l'acqua è verde perché invasa dalle alghe e la vernice del fondo si sta staccando.
A Berlino sta nascendo una nuova scena musicale che mescola il jazz e (ovviamente) la techno Due generi apparentemente lontanissimi e che, non senza una certa sorpresa, a Berlino hanno scoperto che stanno benissimo assieme.
Lo smartworking riduce la socialità e rovina la salute mentale, secondo una delle più grandi ricerche di sempre sul lavoro da casa Quasi 600 mila lavoratori hanno preso parte alla ricerca e i risultati sono stati abbastanza incontrovertibili.
Meloni e Trump s’erano tanto amati ma adesso si stanno tanto insultando Lui ha detto di essersi fatto una foto con lei «perché mi ha fatto pena». Lei ha detto che lui «si è inventato tutto». Fino a ieri andavano d'amore e d'accordo.
All’improvviso Rick Rubin ha annunciato che questo fine settimana torna in Toscana per la seconda edizione del suo Festival of the Sun Anche questa volta l'annuncio è arrivato all'ultimo momento: festival gratuito, basta prenotarsi e presentarsi domenica 21 a Colle Val d’Elsa, vicino Siena.

Susan Sarandon è stata scaricata dalla sua agenzia dopo avere partecipato a una manifestazione pro-Palestina

22 Novembre 2023

Nella scorsa settimana, Susan Sarandon ha partecipato a una manifestazione pro Palestina a New York. «Ci sono molte persone che in questo momento hanno paura di dirsi ebree e stanno scoprendo come ci si senta a essere dei musulmani in questo Paese: sempre esposti alla minaccia della violenza», aveva detto l’attrice dopo aver preso la parola durante la manifestazione, chiedendo pubblicamente un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. Dopo che il video del suo discorso è stato diffuso dal New York Post, l’agenzia di Sarandon, la United Talent Agency, martedì ha annunciato di aver interrotto ogni rapporto professionale con l’attrice. Come riportano Marc Tracy e Brook Barnes sul New York Times, la notizia è stata confermata anche dall’ufficio stampa di United Talent Agency: Richard Siklos, infatti, ha detto che Sarandon non è più tra gli attori rappresentati dall’agenzia, ma non ha fornito altri dettagli sulle motivazioni che hanno portato a questa scelta. Un commento da parte di Sarandon o dei suoi rappresentanti, invece, deve ancora arrivare.

Le parole di Sarandon sono state aspramente criticate da più parti. Ovviamente sui social, in particolare su X, dove moltissimi utenti hanno commentato e condiviso un post di Aviva Klompas, ex autrice dei discorsi per la delegazione israeliana alle Nazioni Unite, in cui si spiegava che quello che Sarandon aveva detto dava l’impressione che lei attribuisse agli ebrei la responsabilità dell’ondata di antisemitismo che sta attraversando gli Stati Uniti e l’Europa dal 7 ottobre. Anche nell’articolo del New York Post in cui il video era stato inizialmente pubblicato, le parole di Sarandon venivano definite antisemite («anti-Jewish rant»). Il riferimento è a un pezzo del suo discorso in cui Sarandon spiegava che «succedono cose terribili quando si confondono l’antisemitismo e le critiche allo Stato d’Israele. Io sono contro l’antisemitismo. Io sono contro l’islamofobia», la si sente dire durante la manifestazione.

Questa sull’antisemitismo e l’islamofobia è una discussione che negli Stati Uniti (e non solo) prosegue ormai da settimane e si aggrava ogni giorno che passa. Ci sono state le polemiche per i manifesti pro Palestina firmati dalle associazioni studentesche di Harvard e quelle per i volantini di Black Lives Matter in cui si “celebravano” i terroristi di Hamas che si sono paracadutati al Supernova Festival, dove hanno poi ucciso 260 persone. C’è stata la shitstorm attorno alla lettera pro Palestina pubblicata su Artforum, che ha portato al licenziamento del caporedattore David Velasco. Ci sono state i litigi tra gli sceneggiatori di Hollywood, con diversi scrittori ebrei che hanno accusato l’industria dell’intrattenimento di averci messo troppo tempo a pubblicare una dichiarazione ufficiale in cui si condannava Hamas per il massacro del 7 ottobre. Queste sono solo alcune delle discussioni avvenuto nell’ultimo mese e mezzo. Alle quali ora si aggiunge anche quella sul licenziamento di Sarandon da parte della sua agenzia e dell’attrice Melissa Barrera dalla produzione del nuovo film della saga di Scream.

Barrera è stata licenziata dopo aver postato su Instagram dei pesantissimi commenti sull’operazione militare che Israele sta portando avanti nella Striscia di Gaza: l’attrice ha definito quello che sta succedendo in Medio Oriente «genocidio e pulizia etnica» e ha descritto Israele come una «terra colonizzata». Spyglass Media Group ha annunciato il licenziamento di Barrera spiegando che «abbiamo una politica di tolleranza zero nei confronti dell’antisemitismo e dell’incitamento a qualsiasi forma di odio, compresi falsi riferimenti al genocidio e alla pulizia etnica […].

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A Belfast, dopo il pogrom

Sono trentacinque gli arresti seguiti alle violenze delle scorse settimane. Mentre la polizia prova a indentificare altri sospettati e 20 mila persone scendono in piazza contro il razzismo, per gli immigrati e le minoranze della città la vita è diventata un inferno.