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12:21 domenica 16 agosto 2026
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.
Iberia, la compagnia aerea di bandiera della Spagna, ha organizzato un volo speciale per “inseguire” e trasmettere in streaming l’eclissi solare del 12 agosto Si tratta della prima eclissi solare totale visibile dalla Spagna continentale dal 1905. Come si può capire, c'è una certa attesa attorno all'evento.
Una professoressa universitaria è stata licenziata per aver letto e spiegato ai suoi studenti un racconto di Ottessa Moshfegh È successo a Vinita Prabhakar: Bettering Myself, racconto del 2013 di Moshfegh, le è costato il posto al South Florida State College.
Il nuovo, attesissimo, chiacchieratissimo romanzo di Rachel Cusk che potrebbe come non potrebbe parlare (male) di Natalie Portman Il romanzo si intitola Life of M, e in effetti le somiglianze tra il personaggio M e la persona Natalie Portman sono abbastanza innegabili.

Il caporedattore di Artforum è stato licenziato dopo aver pubblicato una lettera pro Palestina

27 Ottobre 2023

Il 19 ottobre la redazione di Artforum aveva deciso di pubblicare una lettera aperta a sostegno della Palestina. La lettera, firmata da moltissimi di artisti e personalità del mondo accademico, criticava il silenzio delle istituzioni culturali durante i bombardamenti di Gaza. Tra i nomi dei tanti firmatari c’era anche quello di David Velasco, che, esattamente una settimana dopo la pubblicazione della lettera, ha ricevuto la notizia di essere stato licenziato dalla rivista. Velasco lavorava per Artforum dal 2005 e da sei anni ne era diventato caporedattore, riporta il New York Times. Malgrado non si sappia chi abbia effettivamente scritto il testo della lettera, Artforum ha giustificato la sua decisione spiegando che non rispettava gli standard della rivista.

Gli autori chiedevano la fine delle uccisioni e dei maltrattamenti di tutti i civili, l’arrivo degli aiuti umanitari a Gaza e l’interruzione delle collaborazioni con governi che violano i diritti umani e commettono crimini di guerra. Fin da subito queste dichiarazioni erano state ampiamente criticate da vari esponenti del mondo dell’arte, tanto che gli autori avevano modificato il testo, che inizialmente non citava l’attacco di Hamas del 7 ottobre. Avevano inoltre aggiunto una breve introduzione in cui veniva sottolineato che il testo della lettera rispecchiava unicamente l’opinione dei firmatari e non di tutti i dipendenti di Artforum. 

Giovedì 26 ottobre è comparso sul sito della rivista un comunicato firmato da due editrici, Danielle McConnell e Kate Koza, in cui queste hanno chiarito che la lettera era stata pubblicata senza l’approvazione del team editoriale, una mancanza che non rispetta le normali procedure di pubblicazione. Secondo loro, leggendo la lettera non si capiva affatto che questa riflettesse solo le opinioni dei firmatari: dava invece l’impressione di essere una posizione condivisa dall’intera redazione. Infatti, viste le numerose critiche e le campagne di boicottaggio nei confronti della testata seguite alla pubblicazione della lettera, altri membri della redazione erano stati costretti a scrivere un secondo messaggio sul sito per chiarire la situazione. Velasco, che aveva già alle spalle l’accusa di aver ignorato una causa per molestie sessuali a carico dell’allora editore Knight Landesman, ha dichiarato al New York Times di non essersi pentito della scelta di pubblicare la lettera.

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